Ritorno al futuro (nonostante i nerd)

La mia attrazione verso gli anni ’80 altro non è che semplice elegia dell’infanzia, tutta dipanatasi lungo quel decennio kitsch, spensierato, pacchiano, superficiale, colorato, disimpegnato, col suo illusorio benessere di massa dovuto all’ingresso nel quotidiano del progresso tecnologico e a tanta carta moneta stampata in allegria da governi dalle mani bucate. Come mi pare di aver già scritto in passato, l’unico modo di uscire vivi dagli anni ’80 era prenderli come la varicella, ovvero in tenera età, godersi quelle luci, quei colori e quell’ottimismo, tutto rigorosamente finto, ed entrare negli anni ’90 senza troppi danni cerebrali. Se guardo molti papà 45 enni di oggi, posso dirla di averla scampata bella.
L’elegia della mia prima giovinezza è scandita, come per tutti, anche dalla visione di film generazionali, quelli che non ti stanchi mai di vedere, in cui ti proietti specchiandoti in un “come eravamo” cui a volte fa bene pensare.

Alla luce di questi gargarismi sociologici da quattro soldi, potevo dunque mai perdermi l’occasione di vedere per la prima volta al cinema “Ritorno al futuro”, il più generazionale dei film anni ’80 (secondo solo a quella tamarrata di Top Gun)?
Ovviamente no, e dunque in questa operazione nostalgia ho coinvolto subito l’Altro dei Due Bonzi, coetaneo e affine, mentre quel coatto di Uno dei Due Bonzi si è subito defilato perchè persino Ritorno al Futuro per lui fa troppo cinema d’essai.
La sala è quasi piena, ed è popolata tra 3 categorie di persone: gli adolescenti, su cui il film malgrado gli anni continua a fare il suo porco effetto, i trentenni nostalgici, tra i quali mi devo inserire anche io quanto meno per mancanza di altre opzioni più adeguate, e i fanatici nerdacci di ogni età, adolescenti o giovani adulti non importa, di cui subito parlerò tosto.
Ovviamente, la legge di Murphy sulla distribuzione dei posti al cinema sancisce che gli spettatori più rumorosi e teste di cazzo (in questo caso i nerd) capitano sempre accanto a quello più intollerante (il sottoscritto).
Ecco dunque che mentre il film inizia e Michael J. Fox comincia a duettare con Chistopher Lloyd, comincio a sentire una strana eco nella sala, che giunge dalla mia sinistra. Dal principio non riesco a capire di cosa si tratti, ma ho la fastidiosa sensazione del fuori sincrono, o meglio della duplicazione delle voci dei protagonisti. Così, se il Dott. Brown esclama “Bontà divina!”, o George McFly pronuncia  “Ehi tu porco levale le mani di dosso!”, io sento tutto pronunciato prima e da altri. Sono ovviamente i tre barbuti nerd che ho a fianco, e che si dilettano nel fare la cosa più stupida che si possa fare guardando un film al cinema che hai già visto: anticipare ad alta voce i dialoghi per far vedere che si conosce tutto il film.

Dopo dieci minuti che sento pronunciare in anteprima i dialoghi che ho pagato per sentir scandire dalla voce dei doppiatori, allungo la testa, squadro nella penombra della sala i tre sfigati, e la mia espressione, più eloquente di mille vaffanculi, contiene in sè rappreso un intero monologo tarantiniano:
Chiariamo, non ho nulla contro i nerd, anzi, ne apprezzo la vivacità intellettuale e la capacità di impegnare il tempo in passatempi che ritengo molto cazzuti, inoltre vi ammiro perchè sembrate vivere in una irraggiungibile dimensione di irrealtà che vi protegge da un mondo, quello reale, tremendamente meno interessante. Condivido con voi alcuni interessi, i videogiochi, la saga di Star Wars, i cartoni animati, la collezione di fumetti, i maglioni sblusati. Ci sono centinaia di categorie di persone peggiori e ben più dannose della vostra. Capirete dunque che non c’è acrimonia o persecuzione bullesca nella mia invettiva. Ma ciò non toglie che citare anticipando ad alta voce le frasi di un film al cinema e poi sogghignare è da pena di morte, cristo santo. Ma quanto siete sfigati? Ma vi credete che dopo averlo visto venti volte non le sappia a memoria anche io quelle battute? E credete che il solo fatto di saperle autorizzi a perdere la dignità in questo modo e a rovinare il film a chi vi siede accanto e che non è venuto per sentirsi doppiare Marty McFly dalla gracchiante voce arrotata di una testa di cazzo? Quindi smettetela, perdio, perchè la vostra costante autoumiliazione mi sta dando ai nervi ed io sono qui per respirare solo un po’ d’aria di antica giovinezza perduta, non per cristonare e sfanculare la gente come faccio fuori dal cinema ogni santo giorno. Ci siamo intesi, cari amici nerd?”
Tutto questo compresso in uno sguardo di impietrito disgusto durato tre secondi.
Il trio pare capire, e per un po’ si trattiene. Ma si sa, gli idioti non li educhi, li puoi al massimo evitare, saggia massima che, intrappolato in un cinema pieno di gente, non mi è semplice mettere in pratica. E dunque devo sopportare qualche altra brillante pre-citazione a voce alta, o la simulazione dell’assolo di chitarra mentre Michael J. Fox suona Johnny be good (con tanto di simulazione sonora di chitarra elettrica mimata a voce..), persino un convinto urletto di approvazione quando George McFly stende Biff. E infine la cosa peggiore, più imbarazzante, più sfigata che si possa fare in un cinema: applaudire ai titoli di coda. Cazzo ma dai, non si applaude un film, ma diosanto, non siamo a teatro, che imbarazzo, dov’è la pena di morte quando serve?!
Ma vabè, il trio di nerdacchioni non mi ha rovinato la visione del film. Peccato non ci fosse Copeland, impegnato a pestare sui tamburi poco più lontano, siamo cresciuti guardando ostinatamente questo film ed ogni volta è una soddisfazione mica da poco, e peccato che non abbiano riproposto l’intera trilogia tutta insieme, avrei volentieri svernato la notte al cinema.
Ma mi accontento dello spensierato cazzeggio di due ore scoppiettanti. Un film pieno di idee, di umorismo coinvolgente, di trovate continue e di una fantasia fervidissima, con effetti speciali ed un sonoro sorprendenti per l’epoca, oltre a quel velo di nostalgia che, accanto alle frenetiche vicende delle due ore di film, caratterizza la splendida full-immersion negli spensierati anni ’50 americani.
Senza dimenticare che, se J.J. Abrahms non avesse citato, saccheggiato e poi rielaborato la teoria dei paradossi spaziotemporali di Ritorno al Futuro, Lost si sarebbe risolto un una versione romanzata dell’Isola dei Famosi. 

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10 Responses to Ritorno al futuro (nonostante i nerd)

  1. fed ha detto:

    seppure a cavallo fra le due categorie: 30enne nostalgica e nerd, mai mi sognerei di parlare mentre sono al cinema. I nerd non sono tutti come li dipingono 😉

  2. punzy ha detto:

    Papero, la terra ove risiedi si sta rivelando colma di piaghe della natura ed insidie sociali.
    Quasi come l’Urbe
    ti chiamo, da oggi, fratello

  3. LorenZo ha detto:

    Clap clap clap.
    Si vede che ti sei ripreso bene papero!
    Mentre leggevo l’invettiva virgolettata pensavo “ma allora è lui che ha scritto il monologo di Alex Drastico di quando gli rubano il motorino!”
    Il pezzo è bello, bravo, se continui così ti produco un libro…

    Una cosa mi preme dire, “Ritorno al futuro” per me è proprio come la “Corazzata potemkin”, cioè una “Cagata pazzesca”. E non stiamo parlando di cinema d’essai qui.
    E dire che quando l’ho visto la prima volta mi è piaciuto.

    Una altra cagata pazzesca che ho visto più volte (una fotografia splendida, specialmente se lo vedi in BluRay) è Pearl Harbour. La scena quando lui la porta in volo sul suo caccia al tramonto è rimasta mitica per anni… eheheheh. Però al cinema si sta zitti, sure. E non si applaude. Neanche all’atterraggio. Dovrebbero scriverlo a caratteri cubitali in tutti i cinema e su tutti gli aerei accanto al pannello vietato fumare.

    Già immagino l’annuncio della hostess: su questo volo è vietato fumare e applaudire all’atterraggio. I trasgressori saranno puniti…

    E sugli anni ’80 burini e luccicanti concordo al 100%. Bisogna dire però che non è stato esattamente così negli altri paesi. In Italia c’è stato l’avvento del Berlusconesimo ad amplificare il fenomeno “sfera di specchietti”, con Mediaset e i suoi programmi tipo Drive in. È stata la fine della TV in bianco e nero, di Mina e Walter Chiari, dell’educazione, del perbenismo, l’inizio della discesa del GianniAgnellismo, l’inizio di Vallettopoli, poi evolutasi in Velinopoli, il trionfo di Enrico Beruschi (…) . Io me la sono data a gambe 😉

  4. Francesca ha detto:

    confesso che non l’ho mai capito fino in fondo questo film; ho 45 anni e mi pare di essere uscita discretamente indenne dagli ’80.
    L’ultimo applauso su aereo l’ho sentito nel 1988, appunto…..

    • LorenZo ha detto:

      @Francesca
      quando hai preso l’ultimo aereo, quanto spesso voli e su che tratte voli? Da quel che scrivi si potrebbe anche ipotizzare che nel 1989 hai perso l’udito 🙂
      Cmq, il film te lo spiego io: allora, c’è un inventore…

  5. LadyLindy ha detto:

    diciamo a Tarantino di prenderti come sceneggiatore.

  6. Paperoga ha detto:

    LorenZo: de gustibus. ma non me lo paragonare con quella puttanata di pearl harbour. ritorno al futuro è un film leggero, ironico, fresco, per nulla pretenzioso. e tanto mi basta.
    LadyLindy: eh, fagli un fischio va.
    Francesca: onore al merito ai 45enni usciti vivi dagli anni 80..e sul film, cosa c’è da capire?
    punzy:come l’Urbe ce ne vuole, cara, ce ne vuole…
    fed: non volevo generalizzare! io adoro i nerd! odio il fanatismo invadente, tutto qui..

  7. fed ha detto:

    immaginavo non volessi generalizzare, se ti consola, da fanatica introversa, anche io odio il fanatismo invadente!

  8. Joker lo scherzoso ha detto:

    Se l’avessi scritto io questo post
    avrei detto le stesse, identiche, medesime cose

    Trentenne, vado a rivedere il mio film cult per eccellenza RAF, mi ritrovo tra nerd fastidiosi che anticipano battute, modello vecchietta in chiesa, rovinandomi il “ritorno al passato”.

    L’applauso al cinema è come una sega col preservativo.

    Mi sono vergognato io al posto dei plaudenti.

    P.S. Quando ci sono questi eventi bisognerebbe fare un test all’ingresso.

    Eccheccazzo!

    (fine dello sfogo)
    (saluti)

  9. S ha detto:

    “dov’è la pena di morte quando serve?!”

    questa m’ha fatto piegare X°D

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