Tre buone ragioni per non rimpiangere gli anni ’80

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I revival dei decenni passati sono una condanna che sconteremo per l’eternità. Non c’è niente da fare, passati 15-20 anni dalla fine di un decennio, si alza sempre un pirla che sente il bisogno di rimpiangere i tempi andati, che quegli anni sì che erano tempi felici”, “altro che sta merda di presente che viviamo”.

E di seguito a quel pirla vanno centinaia, migliaia, milioni di altri pirla. E così nasce dal nulla la nostalgia per come ci si vestiva, per quello che si faceva, per la musica e il cinema di quegli anni, per i gadget dell’epoca, e mille altre minchiate.

Da un po’ di anni a questa parte, con uno zelo degno di miglior causa, sulla cresta dell’onda della nostalgia ci sono i famigerati anni ’80.

Chi porta avanti questa operazione nostalgia sono solitamente freschi quarantenni non cresciuti, o cresciuti male (proprio per colpa degli anni ’80, che vissuti da adolescenti credo abbiano mietuto generazioni di neuroni), che ci baloccano con le meraviglie di quegli anni, solitamente citando una serie di luoghi comuni: la nascita della tecnologia domestica per come la intendiamo oggi, la musica pop, Maradona e Platini, l’esplosione della tv commerciale, il mini-boom economico, l’uscita dai lugubri anni di piombo, la Milano da bere, il Drive-in, ecc. ecc.

Stupisce poi, ma mica tanto, che tra i fedeli adepti di questa operazione rimpianto ci sia anche gente che trentanni ce li ha appena e a volte manco, ovvero gente nata a metà degli anni ’80, che di quegli anni non può che avere ricordi sparuti e più che altro associati ad indimenticabili momenti come imparare a fare cacca nel vasino.

A questa gente che si sente intimamente cresciuta negli anni ’80 pur avendo vissuto coscientemente solo il decennio successivo chiedo con forza: ma perchè? Ma chi ve lo fa fare a sentirvi figli degli anni ’80? Perchè lo considerate un decennio così fico da volervene appropriare facendo a botte con la vostra carta di identità? Cosa c’è di così indimenticabile in quegli anni?

Ve lo dico col cuore, come uno che ha vissuto gli anni ’80 in piena faccia, dai 5 ai 14 anni. Degli anni ’80 c’è da rimpiangere ben poco, forse una cosa sola o forse due, e ve le dirò alla fine. Ma nel frattempo vi dirò 3 buone ragioni per preferire qualunque altro decennio.

1 Motivo: l’incubo nucleare.

A quelli che cianciano sul fatto che gli anni ’80 sono stati anni spensierati, finalmente liberi dalle tensioni  degli anni ’70, anni in cui la gente voleva solo pensare a divertirsi e basta sorseggiando Amaro Ramazzotti e sognando Carol Alt, dico solo quasi tutto quel decennio c’era ancora la Guerra Fredda. Non sto qui a farvi un trattato socio-politico. Vi dico solo che in quegli anni Usa e Urss battagliavano a parole ben peggio che negli anni ’70, che in almeno un’occasione si è sfiorata la guerra nucleare e che tra le Guerre Stellari reaganiane e  la imponderabile crisi dell’Impero sovietico c’era poco di cui stare allegri a quei tempi. Non è un caso che una delle mode che imperarono attorno alla metà degli anni ’80 era quella dei corsi di sopravvivenza. Non è un caso che i rifugi anti-atomici in quegli anni si vendevano come il pane. Non è un caso un film maldestro ma tremendamente efficace come The Day After del 1983 (o il molto migliore Wargames, praticamente coevo).
Per non parlare poi del nucleare civile, del tanto sicuro nucleare civile, che ci regalò Chernobyl, il suo venticello mortale che se ne andò in giro per l’Europa, con noi che non si mangiava più verdure nè si beveva latte, e ci si cagava addosso dalla paura. Che anni spensierati quelli, ve li raccomando. Che poi la gente se ne fottesse e continuasse a bere Amaro Ramazzotti e rimpinzarsi di penne alla vodka, conferma uno degli assiomi mai smentiti sugli anni ’80: che sono stati anni terribilmente stupidi.

2 Motivo: il decennio in cui scomparve il buon gusto nel vestire.

Ora, posso capire che ci siano degli svalvolati che apprezzano come ci si vestiva negli anni ’80. Sono svalvolati, d’altronde. Ma non ammettere che gli anni ’80 sono stati il decennio in cui ci si è peggio vestiti, truccati e pettinati nella storia, vorrebbe dire attentare alla verità dei fatti.

Cari trentenni, voi eravate in fasce mentre in quel decennio esplodeva letteralmente la moda dei vestiti colorati. Non era importante abbinare, l’importante era avere addosso dei colori sgargianti, immediatamente riconoscibili, variopinti, vivaci. L’importante, in quel decennio, era non rendersi opachi, indistinguibili, e dunque l’abito doveva, se non essere sempre eccentrico, avere quella percentuale minima di pugno nell’occhio che lo avrebbe fatto risaltare. Ben presto la semplice tenuta d’ordinanza dei giovani di allora, ovvero un jeans e una maglietta monocolore, diretta emanazione degli austeri anni ’70, doveva essere soppiantata da variazioni sul tema. Le magliette, anzitutto, dovevano essere stupendamente colorate. Anche i jeans, per quanto saldamente in prima linea anche in quegli anni, furono per un quinquennio sciagurato (1985-1990) contrastati da pantaloni di ogni colore, spesso da abbinare con pauroso spregio dell’organo della vista a camicie o magliette di colore dissonante. Persino i giubbotti furono aggrediti dal dilagante morbo del colore: erano anni in cui era profondamente alla moda andare in giro con quel telone di plastica dai mille colori denominato Henry Lloyd, o con il giubbotto indossato dall’omino Michelin, ovvero il Piumino Moncler.
E vogliamo parlare dell’abominevole moda degli spallini da football americano con cui andavano comicamente in giro le donne? E dell’orripilante dilagare del “rosa shocking”? E del culto della pelliccia di visone? E questo anche a voler sorvolare della idiotissima moda dei paninari che per un triennio ci fecero credere che fosse normale andar vestiti come hamburger firmati.
Gli anni ’90, con il loro tornare a vestire scazzati e il rifiuto nauseato del colore che seguì a quella dilagante follia, furono in confronto boccate d’aria fresca…
Per fortuna gli anni ’80 ci hanno regalato un fondo di pacchianeria e cattivo gusto in cui al confronto qualsiasi altro decennio esce vincitore. In questo senso, è stato un decennio utile. Perchè, a paragonarci con quei pagliacci, si vince facile.
3 Motivo. Lo smidollato rock.
Ora, so che nel campo musicale, de gustibus non est disputandum. Capisco perfettamente che ci siano molti patiti della musica pop anni ’80. Secondo qualcuno dovrebbero farne un Patrimonio Unesco, ed io stesso riconosco che ci troviamo di fronte a qualcosa di unico e irripetibile, forse perchè assolutamente distinguibile. La musica anni ’80 la riconosci alla seconda nota, non c’è nulla da fare. Quel sound è una sorta di timbro. Parlo ovviamente del pop elettronico, del pop-rock, perchè il rock, parlo di quello vero, si sciolse come neve al sole di quel decennio e non fece mai più ritorno
A parte le ovvie eccezioni alla regola, e ce ne furono tante, sopratutto in ambito inglese, il resto del panorama descrive un allegro e divertente pout-pourri di pacchianeria musicale che non può non essere vista come una involuzione pesante di quelle vette di perfezione toccate dal rock anni ’70. Dai, ammettiamolo: la musica anni ’80 ha poco nerbo, poca sostanza, è plastica colorata. Divertente da vedere, da ballare, ma pur sempre di plastica rimane. Il suono della batteria, quando non era campionata, ancora oggi mi irretisce, sembra che usassero bidoni di latta a rimbombare all’interno di un hangar sterminato. I dieci anni precedenti, in cui il rock si era elevato a forma d’arte, vengono gettati nel cesso nel giro di qualche anno. Nascono le moderne boyband. In Italia va anche peggio. Il festival di Sanremo, contenitore supremo della più insopportabile canzonetta italica, vive il suo massimo periodo di fulgore con mezza Italia incollata sugli schermi a sentire roba che ti invecchia dentro al solo ascoltarla, tipo Perdere l’amore, Ti lascerò, Si può dare di più. Senza contare che verso la fine degli anni ’80 dagli studi di Radio Deejay appare una catastrofe che ci porteremo tristemente dietro per altri 3 decenni: Lorenzo Jovanotti. Anni ’80, vi detesto anche solo per questo.
Cosa rimane allora di buono di quegli anni ’80? Personalmente, la mia infanzia e prima giovinezza spensierata, ma avrei potuto viverla in qualsiasi altro decennio. Guardando fuori dalla mia Shangrilà fatta di vacanze natalizie piene di giochi, mega raduni di cugini, scorribande in casa dei nonni, di estati interminabili fatte di partite di pallone che duravano otto ore o di esplorazioni in solitario di boschi, darsene, paludi, di eccitanti battute di pesca in barca assieme al mio papà, di domeniche soleggiate di inverno passate a giocare al pallone sotto casa con l’autoradio della macchina al massimo volume per sentire novantesimo minuto, o dei pomeriggi passati a giocare al mio primo Nintendo, al di là delle persone care che mi hanno cresciuto, degli amici dei paesini e delle città che hanno fatto da protagonisti comparse e scenografia di quei formidabili dieci anni, degli anni ’80 rimane vivido il ricordo di due apici toccati: la qualità del tennis che si vedeva negli anni ’80 e la straordinaria varietà e qualità dei cartoni animati che passavano le televisioni. Della prima questione non vi tedierò, esiste Youtube per vedere come giocavano i vari Lendl, Mcenroe, Becker, Edberg, Connors, Cash, Mecir, Agassi, Wilander.
La seconda questione è invece più appetitosa e merita una breve appendice.
Ma prima ancora di parlarvi dei cartoni animati anni ’80, ci vuole una piccola premessa. E quella premessa di chiama Peppa Pig.
Stay tuned.
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10 risposte a Tre buone ragioni per non rimpiangere gli anni ’80

  1. Bia ha detto:

    Mi si è guastata la digestione, a leggere Peppa Pig.
    E io ho vissuto appieno gli anni 80, cantavo a squarciagola la canzone di Raf “cosa resterààààààààà…. di questi aaaannniiii ottantaaaaaaa….” e piangevo, piangevo!!!!
    Ci ho fatto l’adolescenza, capisci?!
    E come scrivi tu, salvo il tennis e i cartoni animati. Ma anche il calcio, quando ancora esistevano calciatori che amavano la propria squadra e lottavano per la propria bandiera.
    Poi mi fermo qui, perchè altrimenti inizio a ripensare agli spallotti che portavo!!! =D

  2. Marco ha detto:

    Ma tu pensa, cercavo info sul collocamento in borsa di Moncler e sono finito a leggere un flashback della mia, e della vostra, gioventù.
    Quanti ricordi a leggere questo articolo anche se sono d’accordo a metà.
    Ah, io ero uno di quegli hamburger, e come ci stimavamo, certo è che in moto teneva caldo…
    Però lasciamelo dire, per un certo verso c’avevamo visto lontano, sono passati 30 anni e i brand Moncler e Timberland sono ancora vivi e vegeti, come e più di prima.
    Poi diciamocelo nel vestire non è che c’era molta normalità in generale, ma ve li ricordate i Dark, e gli Skin heads, tra tutti…Ma forse sono stati belli anche per quello.
    Certo è stato un decennio di eccessi ed edonismo che non ha fatto un gran che bene a molti, e alla società in generale.
    Ai posteri l’ardua sentenza….

  3. Secondo me il giudizio sulla musica anni ’80 è molto spesso negativo perchè condizionato dal costume dell’epoca, un decennio di frivolezze nel quale la società dei consumi ha definitivamente preso possesso del mondo. Per riuscire in questo malvagio intento, qualsiasi arte e cultura, la musica in primis, è stata soggiogata al costume della società e alla moda. Ci ricordiamo più che altro del cappello Yo di Jovanotti, delle tettone e i’ ccosci di Sabrina Salerno, dei vestiti da idioti dei Village People e dei capelli degli Wham, e allora associamo alla musica anni ’80 l’idea di kitsch. La musica di questi artisti faceva schifo perché doveva essere solo pura lobotomia per vendere un marchio, un piumino o una calza rosa shocking. In realtà gli anni ’80 sono un decennio stra-esaltante per chi ama la musica. Solo qualche nome: U2, REM, Cure, Joy Division, Smiths, Police, Clash, Queen, Guns&Roses, Metallica etc. Per i musicisti i primi anni ’80 sono stati il periodo tecnicamente ed artisticamente più florido, con una varietà mai più eguagliata e con sperimentazioni sonore che hanno dato vita alla black music, al soul, all’ Hip Hop, ma anche al Metal e alla musica elettronica (ahimè), che poi ha conquistato il mondo rompendoci le palle con la musica da discoteca fino ai nostri giorni. Negli anni’80 erano ancora i musicisti a suonare, poi sono arrivati a “suonare” i DJ.
    Detto questo a me Sabrina Salerno piaceva molto…

  4. Andre Brunswick ha detto:

    Sul discorso del “rock morto e sepolto” mi pare tu abbia detto un’enorme minchiata: ricordo che in quegli anni era ancora parecchio in voga invece!
    Inoltre credo che Jovanotti (d’accordissimo con te a definirlo come un personaggio odioso)… sia uscito agli inizi dei 90 e non alla fine degli 80… ma non ne sono troppo sicuro comunque

    • Paperoga ha detto:

      Ciao, sul rock morto e sepolto mi riferisco ai livelli di perfezione raggiunti negli anni ’70. di rock ce ne sarà ancora negli anni 80 e 90, probabilmente è dagli anni 2000 che si può dire ufficialmente estinto. ma il rock scolpitosi negli anni ’70 rimane per me di un livello inarrivabile.
      su jovanotti, il suo debutto è intorno al 1987-88 quando faceva finta di essere un deejay. il suo gimme five era abbastanza divertente, e sicuramente meno dannoso delle inascoltabili castronerie in italiano con cui ci delizierà per il trentennio successivo, ma rimane uno scimmiottamento imbarazzante di gruppi allora per la maggiore, tipo RUN DMC o PUBLIC ENEMY. Persino la prima fesseria in italiano (Vasco oppure La Mia Moto) sono arrivati sul finire anni ’80. certo i danni peggiori li avrebbe fatti dopo…

  5. Alessandro ha detto:

    Sono finito qui casualmente e ho letto l’articolo su quegli anni. Ci ritrovo molta superficialità. Punto uno: l’incubo atomico. Non era certo una novità. Dagli anni cinquanta del secolo scorso lo si viveva e anzi è proprio negli anni Ottanta che inizia il “disgelo” tra le due superpotenze. Gli incontri Regan-Gorbaciov, la Perestroika se non altro lo allontanavano rispetto ai decenni precedenti. Punto 2: scompare il buon gusto nel vestire. Qui sorrido 🙂 che non ci fosse buon gusto nel vestire negli anni Ottanta può essere anche vero, in modo particolare nella sua parte finale, ma che addirittura scomparisse, dopo un decennio terrificante da questo punt di vista quali sono stati gli anni Settanta, mi sembra davvero un’esagerazione: ci siamo dimenticati dei pantaloni a zampa di elefante o delle camicie super attillate con enormi colletti stile anni settanta? Era quella una moda elegante? Ma per favore
    Sul terzo punto, c’è poco da scrivere, semplicemente l’autore dell’articolo non li conosce musicalmente

    • Paperoga ha detto:

      Caro Alessandro: sull’incubo nucleare: negli anni 50 e 60 ero nella mente di dio o del diavolo, quindi l’incubo nucleare era l’ultimo dei miei problemi. Gli anni ’70 gli ho vissuti da poppante idem. Gli anni ’80 sono l’ultimo strascico di guerra fredda e non è stato uno scherzo, l’atmosfera era pesante, ed ogni summit si pregava che usa e urss non scazzassero. 2) se devo scegliere tra anni ’80 e ’70 come modo di vestire, anni 70 tutta la vita. 3) Non sei entrato in un blog musicale, ma in un blog di cazzeggio in cui faccio post da cazzeggiatore. Lo smidollato rock, quello delle proto boy band anni ’80, duran duran e spandau ecc., lo detestavo quando avevo 10 anni, non vedo perchè dovrei riabilitarli a 40. Non ho citato una sola band anni ’80, quindi non sai cosa mi piaceva e cosa no. Se leggi altri post di questo blog, ci vedrai linkati diversi video con canzoni anni ’80. Gli Smiths sono una delle mie tre band preferite di sempre. Non parliamo dei Cure. Mi piacevano da matti i primi gruppi di rap di metà fine anni ’80, tipo Run DMC e Public Enemy. Con mia figlia piccola ballo ogni due giorni Blue Monday dai New Order. Ma non devo giustificarmi. Il post non era una critica musicale degli anni’80 e non la farò certo adesso.
      Sorridi dei miei post, se puoi. Altrimenti non pensarne nulla. Perchè non vogliono significare altro.

  6. Enricodiba ha detto:

    Io sono nato nel 82, quindi grazie a dio non ricordo nulla degli anni 80, ma quando vedo qualche speciale in tv mi viene da star male, moda orribile a dir poco per non parlare dei capelli, del resto la moda dei metrosessuali è nata in quel periodo, la musica degli anni 80 quella commerciale era commovente per quanto ridicola penso sempre a pezzi come Rock in Rolling di Scialpi praticamente uno sfruttamento dell’immagine del rock roll anni 70 oppure Rock ‘n roll Robot di Camerini, che è qualcosa di raccapriciante praticamente in pieno epoca post rock; perché diciamoci la verità le nicchie non contano, quindi è vero che negli anni 80 sono nati grandi artisti, ma guarda caso la maggior parte hanno sfondato negli anni 90.
    Qualcuno a citato i Metallica o i Cure in quel periodo dalla massa erano cosindiderati dei mezzi sfigati i primi e dei tipi strambi i secondi, invece magari gli U2 erano più commerciali e si vendevano meglio come i Guns roses che comuqne si sono affermati negli anni 90 quando si è rinsaviti.
    Oltre alla moda ridicola e la musica pessima, anche qui poi il meglio dell’electro-music è arrivata negli anni 90, quando hanno capito come sfruttarla senza cadere nel cattivo gusto; penso anche al cinema italiano che è praticamente scomparso e ricordiamoci come negli anni 70 era il secondo al mondo, questo dimostra come culturalemente comincevamo a crollare.
    Discorso a parte il cinema internazionale che invece sopratutto nella fantascienza ha dato molto, ma va detto che ha sfruttato la scia del cinema fantascientifico degli anni 70 e ha potuto usare la tecnologia degli anni 80 che quando non era usata per fare pessima musica era anche utile a qualcosa.
    La televisione italiana almeno forse si salvava, certo bellissimi cartoni e non c’era mondezza come realty e simone venture varie, ma essendo un bambino all’epoca guardavo per lo più cartoni quindi non saprei dire nel totale, anche se vorrei ricordare che la tv spazzatura è nata proprio in quel periodo o per lo meno ha messo le basi.
    Gli anni 70 che almeno da quello che vedo in tv, come film documentari o ricostruzione moderne alla Romanzo criminale(prima serie) erano si magari più austeri rispetto al barocco degli anni 80, ma hanno sempre dato la musica migliore il cinema migliore e anche le auto migliori e la moda di certo era più, non dico bella, ma normale rispetto agli anni 80, poi ripresa in parte negli anni 90 (che meritterebbero un discorso a parte), ma gli anni 70 erano sopratutto ancora un decennio impegnato, credo che la cosa peggiore degli anni 80 sia stato la nascita dell’edoismo moderno e del disinteresse a tutto, alla politica ai temi della societa civile, infatti anche i nostri cari politici in quel decennio ci hanno fregato per bene, basta pensare a quello che hanno fatto con il debit pubblico, lo stesso Berlusconi ha capito negli anni 80 anche grazie alle sue televisioni commerciali e spensierate come poteva fregare gli italiani nei due decenni successivi, come già detto la pessima tv moderna è nata in quel periodo.
    Quindi per concludere credo che l’unica cosa che ha reso gli anni 80 interessanti fu il fatto che l’italia ha toccato la sua apoteosi economica, come l’impero romano sotto adriano, gli anni 80 infatti era un periodo che seguiva l’impegno e la fatica degli anni 60 e anche 70 e si godeva il lavoro svolto dalle generazioni precedenti, per divertirsi e mangiarsi le risorve delle generazioni successive, infatti se in quel periodo c’era tanto benessere economico che permetteva ai ragazzi di fare i paninari e vivere da dio era perché lo stato stava bruciando le ricchezze non tanto degli anni 90 che si sono ancora salvati economicamente, ma degli anni 2000, infatti se tanta gente rimpiange gli anni 80 rispetto ad oggi non è per i capelli tinti o per i vestiti di plastica colorata, ma per il benessere economico e la spensierattezza sul futuro.

  7. steccolo ha detto:

    Mi permetto, attenzione a quando si parla di anni ’80. Bisogna distinguere tra la prima metà degli anni ’80 e la seconda. La prima era una sorta di seguito degli anni ’70, trovavi ancora il gusto di una certa semplicità nei rapporti tra le persone e se li hai vissuti VERAMENTE, anche la musica non era proprio quella che ti propinano adesso i vari nostalgici, che si rifanno alle pubblicazioni più commerciali e sfigate. Arrivando alla seconda metà, diciamo proprio dal 1985 in poi, cambia tutto, arrivano i periodi “stronzi” che sono un po’ l’inizio di come tanta gente è adesso. Così la musica, quando madonna Ciccone ha sfondato definitivamente (estate ’85 prima se la cagavano in pochi) è finita una certa epoca e ne è iniziata un’altra. Parlo in generale, poi ci sono sempre le eccezioni. Prendiamo ad esempio i Duran Duran: ascolta i brani del 1982 (album RIO), rispetto all’album Notorious (1986), quest’ultimo al confronto fa cag… a mio parere. Vasco Rossi? Le canzoni più belle le ha fatte prima del 1984, poi… a parte un paio, cantamene due o tre se sei capace, ma soprattutto confronta la musica. Certo, un successo incredibile tutte, ma sulla scia delle più famose. Ce ne sarebbero di esempi da portare…. Per gli usi e costumi, dopo la metà degli ’80 tutti iniziavano a sentirsi dei fenomeni, basti far caso alle mode: vedevi gente che andava in giro ad ostentare abbigliamenti merdosi e carissimi (vedi paninari ed i cosiddetti yuppies) facendosi dei debiti per acquistarli. Da lì non si è più tornati indietro, tranne forse in qualche periodo degli anni ’90. Bye.

    • Paperoga ha detto:

      Hai perfettamente ragione, gli anni ’80 nascondono tra l’altro perle altissime che non volevo nascondere in mezzo al discorso semiserio dello “smidollato rock”. Il mio era un discorso contro la nostalgia a tutti i costi di qualsiasi periodo che abbia raggiunto una distanza dal tempo che viviamo. Grazie e ciao!.

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