Veloci appunti su Germania Brasile

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Quando Germania e Brasile mi si sono presentate davanti allo schermo ero ancora indeciso per chi tifare. Partendo dal presupposto che in una qualunque partita di qualunque sport devo tifare per qualcuno, anche se timidamente, speravo che prima del fischio iniziale mi sarei deciso.
La Germania. Beh, per come gioca e per la bellezza calcistica di moltissimi dei suoi calciatori, un amante del calcio non avrebbe che potuto tifare per loro. Ma non c’era in ballo solo il calcio e lo sport, ma anche questioni nazionali. Non mi farebbe neanche troppo schifo che i tedeschi si prendessero le loro soddisfazioni calcistiche, se non fosse per taluni loro eccessi, ben riassunti dai titoloni della loro rivista popolare per eccellenza, la Bild.
Si, proprio loro, quelli che rappresentavano l’Italia con una pizza e infarcivano i loro articoli belligeranti del 2006 con luoghi comuni e razzismi striscianti.

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Salvo poi perdere la semifinale a Dortmund e ritirarsi umiliati ed offesi.
Ecco, non posso accettare un altro titolo trionfale della Bild, mi dicevo.
Però dall’altra parte c’era il Brasile. Una squadretta trista trista arrivata in semifinale grazie all’unico giocatore di classe e qualche botta di culo, assieme a moltissima mediocrità tecnica e tattica.
E co sti giocatori che prima e dopo la partita si mettono a pregare che manco le carmelitane scalze invocando iddio al loro servizio. E co sti tifosi che sentono sempre dio dalla loro parte, come pervasi da una missione evangelizzatrice.
Almeno i tedeschi se ne sbattono, urlano, bevono, ruttano, ma non si riducono a quelle sceneggiate.
Che fare, per chi tifare? Alla fine mi sono risolto a tifare Brasile, ma per un motivo particolare: mi sarebbe piaciuto vedere una finale Brasile-Argentina al Maracanà, con una tensione a mille in campo e fuori e due paesi che si odiano tenuti appesi al filo dell’infarto per 90 minuti.
Quindi che vada il Brasile.
Poi però comincia la partita e sappiamo tutti cosa sia successo nella prima mezz’ora. Il tifo per questo o per quello lascia spazio ad altri pensieri. Anzitutto, la Germania sta così nettamente meritando che non c’è storia, giusto così, ben venga il titolone nazionalpopolare di Bild.
Poi, mi concentro sulle reazioni dei brasiliani. In campo vedo undici cenci che si fanno prendere a ceffoni come manichini. Sguardi spauriti, già lacrimanti. Ma è nulla in confronto a quello che accade sugli spalti. Lacrime napulitane, visi orrorifici come in preda a coliche renali, bambini che piangono come vitelli, tifose il cui trucco si scioglie in viso in un’espressione di stupore paralizzante.
Se fossimo stati in Italia e gli azzurri avessero preso 5 gol in mezz’ora, a parte che metà degli spalti si sarebbero già svuotati, perchè noi italiani siamo maestri nell’andarcene dal campo quando la nostra squadra perde. Ma quelli che fossero rimasti, altro che lacrime o visi paralizzanti, sarebbe stato un profluvio di gestacci osceni, di cori di scherno, di vaffanculi e porcozio costanti. Altro che tragedia, tutto si sarebbe trasformato in un mercato, nel solito mercato italiano.
I brasiliani no, rimangono tutti nello stadio, e i più tacciono e continuano a guardare la partita attoniti.
Quando il Brasile segna il suo primo gol è il 90°. 7-1. Se rivedete il gol di Oscar vedrete una buona metà della curva dietro la porta esultare a pugni stretti per quel gol. Ovvero, molti brasiliani hanno esultato al gol di Oscar.

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Noi italiani avremmo approfittato della sua vicinanza agli spalti per tirargli una scarpa in faccia. Invece no, loro esultano. E ci scommetto un braccio che qualcuno di loro ha anche pensato che ce la si poteva ancora fare.E non so se questa è più ingenuità, presunzione o fede in questo famoso dio del pallone che protegge i brasiliani.

Ma quando la partita è finita, c’è stato un momento in cui sono stato realmente contento che avesse vinto la Germania. Quando ho visto Luis Gustavo e David Luiz inginocchiarsi e pregare. Cosa? Coosa? Preghi? E che ti preghi? E che gli stai dicendo? Grazie signore per questa bella figura di mmerda che mi hai fatto fare? Qui siamo al fanatismo. Invece di crollare a terra miseramente e bestemmiare chiunque perchè questo 7-1 lo racconteranno ai nostri pronipoti e noi siamo segnati per sempre, prego dio e probabilmente gli sto chiedendo pure scusa.

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E allora forza Germania. Mi è piaciuto il loro atteggiamento, nello sport bisogna sempre infierire sul più debole, è l’unico modo per rispettare i principi della competizione. Il modo con cui hanno aggredito i resti dei giocatori del Brasile è animalesco ma sublime.
Mi ha ricordato un Milano Juve 1-6 del 1997, quando Vieri spolpò quel poco che restava del grande e ormai vecchio Baresi, ridicolizzandolo proprio sul finire della sua carriera. E con la Juve che ad ogni gol continuava ad esultare. Così si fa!
Forza Germania. Anche se per la finale tifo Argentina. E non per i suoi tifosi, altra bella manica di esaltati. Ma perchè il miglior giocatore degli ultimi 15 anni si merita un Mondiale. Punto e basta.

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