L’ombelico cyborg dei ragazzi di oggi

6 gennaio 2009

Ho un problema con i giovani. Da sempre. Ma non vi annoierò su questo. Anche se il problema ce l’ho da quando ero bambino e i giovani erano i grandi. Poi, quando sono diventato giovane anch’io, non ne parliamo: conflitto permanente con i miei coetanei. Adesso, che al massimo posso essere catalogato come giovane adulto, già parlo di loro come se avessi 70 anni. E il motivo è sempre lo stesso: sono stupidi come pochi esseri viventi al mondo. Ma non vi annoierò oltre. Nemmeno farò un post generale sul modo imbecille con cui si vestono. Per uno come me, che ha visto negli anni ’80 paninari e dark competere a suon di obbrobriosi vestiti per il premio del peggior abito della storia, il modo in cui vestono oggi è acqua fresca. Sorvolo persino su quell’abitudine che andrebbe psicanalizzata di stirarsi i capelli e deporli come piccoli scopettoni del cesso su metà volto, dandosi quell’aria un po’ così, tra l’idiota e il coglione.

Ma una cosa ancora non l’ho capita. La questione della vita bassa, o delle maglie alte. Insomma, quel modo di vestire che ti lascia scoperta la panza persino oggi, a -1 gradi celsius. Lo dico con invidia, davvero, questa generazione ha darwinianamente evoluto una parte del proprio corpo rendendola insensibile alle intemperie. Io, meschinazzo appartengo al ciclo darwiniano precedente: quello che se ti si fredda la pancia anche a 10 gradi di temperatura devi correre in bagno per un tremebondo principio di diarrea.

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