The times they’re a changin

5 gennaio 2009

Non entravo in una chat da 8 anni. Nel senso, erano 8 anni che non entravo in una chat con l’intenzione di fare lo scemo. Ovvero darmi un nick provocante da donna, fingermi una suadente e disponibile sciupamaschi, e vedere l’effetto che fa.

Ai miei tempi, c’erano caduti almeno in una ventina. La facevo annusare, anche se non ce l’avevo, mi concedevo una volta si e due volte no, insomma, mi immedesimavo così bene con l’universo femminile che qualcuno si era proposto anche di sposarmi. E lì avevo telato, che la cosa si stava facendo complicata..

Ieri sera, non so perchè, ho voluto riprovare l’ebbrezza di essere corteggiata, anche se, stando alla fauna che si incontra in codesti luoghi virtuali, più che di corteggiamento dovrebbe parlarsi di palpeggiamento e deflorazione virtuali quanto si vuole.

Ad ogni modo, ho scaricato un comune programma di chat, mi sono dato, ops, data, un nick inequivocabilmente femminile, rinunciando però ai nick smaccatamente da mignotta che adottavo anni or sono (tipo pussy76, o puttanone76); diobono, sono cresciuta, ho una dignità da difendere, sono quasi una signora. Ecco, quasisignora è il nick che ho scelto, un messaggio subliminale come per dire: non sono più una teenager, ma c’è ancora posto per le sporcellate se ti comporti bene.

Inserisco nome e password ed entro. Nel giro di 5 secondi mi si aprono 4 finestre. Fin qui, nulla è cambiato dal 2000, di maschi disperati col pene eretto seduti in cameretta ce ne sono sempre. Ahimè, quello che non mi aspettavo era di vedermeli sbattere letteralmente sul monitor, quei peni. Ognuno dei maschi che mi aveva contattato, al posto della sua foto, o di quella di del piero o di snoopy, mostrava un enorme fallo in primo piano. Tutti in erezione, tutti enormi. Della serie, le chiacchiere stanno a zero, sono qui con il chiaro fine di tirare il collo al pollo per un paio d’ore e forse più. La visione simultanea di tutte queste verghe aveva intimidito il mio ritrovato alterego femminile, ma ho cercato subito di riprendermi, cominciando a rispondere ai 4 moschettieri muniti di spada.

Il moschettiere numero uno, chiamiamolo Porthos, digita con una sola mano, ne sono sicuro, perchè è molto parco di parole:

Porthos: Ciao.

-quasisignora: ciao.

Porthos: anni?

-quasisignora: 32 (e fin qui siamo nella sincerità)

Porthos: sposata?

-quasisignora: quasi (le quasi sposate arrapano un sacco)

porthos: cam?

-quasi signora (cam? e cche cacchio vuol dire? ah, la webcam) : no, il pc è vecchiotto

porthos: foto?

-quasisignora (se scarico una foto di una pornostar mi sa che se ne accorge, eh?): già da subito?

Beh, sarà stata la scusa fiacca, la mia posticcia timidezza femminile, sarà stato che non è scoccata la scintilla, ma si è volatilizzato. Prima riflessione. Nella chat del web 2.0 è difficile bluffare, vogliono vederti e mi sa che la tua barba incolta non farebbe così tanto colpo.

Il secondo moschettiere che ha atteso tre minuti, chiamiamolo Aramis.

Aramis: ciao bella, ti va di divertirti?

quasisignora: solo se metti via quell’attrezzo (diobono, ha una sciabola di 20 centimetri, certamente copiata e incollata da qualche sito)

Aramis: ok. fatto. timida?

quasisignora: diciamo che non mi piace parlare con chi mi punta armi improprie in faccia.

Aramis: cam, foto?

quasisignora: e le mostro a te?

Bum, sparisce. Anche qui vogliono prove che io sia femmina e piacente, ormai non si lascia più niente all’immaginazione, porca troia. E io di foto femminili che posso sputtanare mica ne ho. Certo, ci sarebbe una foto di mia cugina, ma è un tale ciospone che persino questi disperati preferirebbero farsi un uomo come me.

Il terzo moschettiere, Athos, perde ancora meno tempo, e per i più puri di cuore dovrò correggere con parole più soffuse ed eteree i suoi concetti da maniaco sessuale:

Athos: ciao bella, ti aggrada che io sparga un profluvio di seme sul tuo petto?

quasisignora: (cacchio, in altri tempi questo sarebbe stato la mia vittima preferita, ma se acconsento mi chiede foto, cam, impronte digitali e vaginali, quindi vado sull’ironico) scommetto che sarebbe la tua prima volta, eh?

Athos: donna di facili costumi, ho decalitri di seme sparsi per i petti di molte donne nell’universo.

quasisignora: immagino quante immagini della Canalis ritagliate da Vanity Fair siano state sciupate a tale scopo.

Athos (che forse comincia ad essere ubriaco dei miei congiuntivi, prova ne è l’attesa di un minuto per la risposta): metti la webcam e ti faccio vedere, peripatetica, invece di chiacchierare.

quasisignora: (eccallà, questo ci ha messo 4 minuti a chiedermi le generalità, facciamo così, la metto sul giuridico che è il mio pane) : io sono qui per chiacchierare con uomini, non per farmi molestare da maniaci. Sai che stai commettendo un reato?

Badabum, scomparso nel nulla a sussurrare parole dolci a qualcun altro.

Nel frattempo mi hanno contattato altri 20 uomini, 3/4 dei quali tutti onorati di farmi conoscere il diametro del loro glande, in primissimo piano nelle foto. Se avessi scelto i vecchi nomi di battaglia tipo pussy76 il pc si sarebbe tramutato in un bosco di nerchie tese. Io però sono fedele ai primi 4, e vedendo che butta male, decido che è l’ultima occasione per far felice qualche maschio. D’Artagnan, il quarto, a dispetto della solita foto del solito fallo ritoccato col photoshop, vuol fare il timidone, e prova la carta della gentilezza dopo aver provato quella della clava.

d’artagnan: ciao, ti va di chiacchierare un po’ con me?

quasisignora: chiacchieri sempre con l’uccello in mano?

d’artagnan: non sono un ipocrita, sono qui anche per quello.

quasisignora: e perchè non mi proponi semplicemente di fare sesso virtuale e selvaggio via webcam?

d’artagnan (che si illumina e abbandona la spudorata e debole tattica del romanticone): perchè….lo faresti….?

quasisignora: ma manco per il cazzo, segaiolo.

Bum, e chiudo io. Ma chiudo proprio la chat. La nuova chat non lascia spazio ad artigiani del raggiro come noi, sperimentatori antropologi di quel sottobosco di disperati maniaci millantatori che vanno in cerca di virtuali soddisfazioni erotiche. Noi, onesti bugiardi, che soddisfiamo le intime voglie di chi conosciamo molto bene, dicendo quello che vorrebbero sentirsi dire. Invece no, i segaioli degli anni 2000 inoltrati vogliono vedere, non immaginare. E allora che fare? Abbandonare per sempre la nobile arte?

Macchè. La prossima volta metto la foto di mia cugina. Ritoccata da un grafico pubblicitario.

PS. Ho ripetuto l’esperimento loggandomi con un nick palesemente maschile. Per due ore e mezza non mi si è filato nessuno manco di striscio.

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