El Tío Paperoga (Allo stadio di Barcelona)

21 dicembre 2009

Com’è che diverrò zio e com’è che diverrò zio di un bimbo spagnolo lo spiegai tempo fa qui. Fateci un salto, dunque, se volete comprendere appieno la nuova disavventura del Tío Paperoga.

Pennino ha 12 anni. Suo padre mi ha detto che è un grande tifoso del Barcelona.

“Gli piace andare allo stadio?”

“Si, un sacco, ma non ci va spesso, perchè non ce lo porti, così ce lo togli dalle balle una sera?”, mi dice mio fratello padre modello.

Io ne approfitto alla grande, anche perchè la prossima partita sarà Barcelona-Juventus, semifinale di Coppa Campioni (è un racconto di fantasia, passatemela..e non sparate sulla Croce Rossa).

“Ok”, gli rispondo, “prendi due biglietti che intanto io mi organizzo per il volo in Catalunya”.

Il giorno della grande partita siamo tutti elettrizzati. Pennino è vestito con la maglia n. 10 del grande asso serbo-pakistano del Barcelona degli anni ’10, Mercenariovic (ne sentirete parlare tra qualche anno, qui anticipo il futuro, Mercenariovic adesso è un tenero bambino che smercia granate alla stazione di Belgrado). Io sfoggio la mia sciarpa juventina di sempre, di finta lana, mai lavata, comprata nel maggio 1990 in un Lecce-Juventus 2-3, quando il grande Schillaci segnò una doppietta che preludeva, di lì a poco, alle notte magiche e purtroppo infine amare. L’asso della Juventus è tal Moggi, nipote di un dimenticato dirigente Juve. E’ smilzo e veloce e furbo, ed è un grande rapinatore d’aria di rigore, e forse non solo di quella.

Siamo in metropolitana, in direzione Camp Nou.

“Allora Pennino, sei emozionato eh? Pensa che non ho mai visto la Juve in Coppa Campioni dal vivo, devo dirti che sono un po’ emozionato anche io..”

“Nosotros las Copas de los Campeones las ganamos un año sí y el otro también, ahora ya se usan como floreras en las Ramblas y no sabemos donde meterlas. Pero bueno puedo intender que para un pobre aficionado de un equipo que lleva siglos sin ganar nada, una mierda de semifinal sea emocionante”*

*Trad.Noi le Coppe dei Campioni le vinciamo un anno sì e l’altro pure, ormai le usiamo come fioriere lungo la Rambla, che non sappiamo più dove metterle. Però posso capire che per una squadra che non vince niente da secoli, una schifosa semifinale sia emozionante“.

“Ammazza quanto sei bravo con lo spagnolo, Pennino, l’hai imparato proprio bene! Pensa te che io alla tua età sapevo solo due stupidaggini di francese…”

“Mira que eres tonto de remate! El castellano es mi lengua madre, no la estudio en la escuela como lengua extranjera!”

” Certo che sei un grande idiota! Lo spagnolo è la mia lingua madre, mica la imparo a scuola come lingua straniera!”

“Parli proprio fluente, ammazza, io non capisco proprio un accidente ma sono sicuro che stai dicendo un sacco di cose interessanti.”

“Caca, polla, mierda y gilipollas que te parecen?”

“Cacca, cazzo, merda e vaffanculo, come ti sembrano?”

“Che sublime accento hanno gli spagnoli….”

Arrivati allo stadio, ci sistemiamo in un settore di tifosi del Barcelona. Ora io ho esperienze da juventini in stadi avversi, e so che un ospite non deve stare tanto a mostrare di tifare per la squadra avversaria, perchè lo stadio è un microcosmo spesso popolato da individui irragionevoli. Prima di entrare, dunque, metto la sciarpa dentro le mutande, così posso passare inosservato, a parte l’enorme pacco simil John Holmes nel frattempo lievitatomi. Decido anche di fare una lezione di etica sportiva al buon Pennino, convinto che la apprezzerà.

“Dunque Pennino, godiamoci la partita e speriamo di divertirci. Poi, chi vince vince, non importa. L’importante è essere qui, a goderci uno spettacolo unico. Sei d’accordo?”

“Estoy de acuerdo que os vamos a romper el culo, jorobados de mierda. He venido para beber vuestra sangre blanconegra y para verte sufrir como un perro.La afición anula cualquier vinculo familiar recuérdalo.”

“Sono d’accordo che vi spacchiamo il culo, gobbi di merda. Sono venuto per bere il vostro sangue bianconero e per vederti soffrire come un cane. Il tifo annulla qualsiasi parentela, ricordatelo.”

“Ecco, non so che hai detto, ma dal sorriso mi pare che tu sia d’accordo. Ehi, stanno per iniziare.”

Al terzo minuto siamo già 2-0 per il Barcelona. Io trattengo a stento la rabbia e l’umiliazione, ma per fortuna Pennino mi sorride e mi fa dei gesti che mi sembrano consolatori con la mano.

“Toma dos tortazos, juventino de mierda, os vamos hacer un culo así de grande”

“Due belle pere, tiè, juventino di merda, vi facciamo un culo grosso quanto una casa”.

“Eh, lo so, grazie per le belle parole, Pennino, il calcio è così, vediamo un po’ come si mette..”

“Va que os la vamos a meter en el sitio que ya sabes, querido tío…”

“Si mette che ve la mettiamo in quel posto, caro zio..” Leggi il seguito di questo post »

El Tío Paperoga (una serata da baby sitter)

5 febbraio 2009

fethry2

Ben prima che padre, diventerò zio, è inutile girarci attorno.

E sono anche abbastanza sicuro che mio nipote sarà spagnolo. Il fratello di mezzo, Pfaff, da sempre il più andato, assegnato e soddisfatto dei tre, farà centro molto prima di me e di Copeland. Ormai emigrato stabilmente in terra spagnola, l’hermano che ce l’ha fatta scappare da questa trappola per topi a forma di stivale, sfornerà il suo primo hijo entro un paio d’anni, e il mezzosangue che ne nascerà si prenderà in un sol colpo  l’indiscutibile fascino dell’Italia sommato ai diritti civili e all’assenza di ingerenze ecclesiastiche tipiche della Spagna. Praticamente, il prototipo dell’uomo perfetto.

Ben prima che un buon padre, io sarò uno zio da paura. Liberato da ansie pedagogiche, potrò trastullarmi il piccolo Pennino facendo ricorso a tutti i miei trucchi da pluripremiato animatore dei fuochi di bivacco scout. Certo, ci sarà il problema della lingua, ma già so che ci si capirà al volo, che cazzo, italiano e spagnolo non sono mica poi due lingue così diverse.

Ecco dunque che vi anticipo già, in questo ed altri post, quali saranno i momenti preziosi e irrivivibili che vivrò con il mio nipotino preferito, descrivendovi già esattamente tutte le avventure che io e lui vivremo assieme.

Il  piccolo Pennino ha già 8 anni.  Durante una mia vacanza in terra spagnola in visita dal fratello, propongo a Pfaff e consorte di affidarmi il loro erede per gustarsi in santa pace una esqueixada al porto turistico. Il mio compito è semplice, fare compagnia al piccolo fino a quando non si addormenta. Non so un’acca di spagnolo, ma so che con un bimbo ci si capisce al volo, soprattutto se porta l’impagabile dna di famiglia.

Paperoga: “Allora nipote mio preferito, non sei contento che c’è qua lo zione?”

Pennino: “Pero, quien coño te conoce? Por favor me das leche caliente?”*

Paperoga: “Ma che belle parole difficili che dice il mio Pennino. Hai già 8 anni e sai lo spagnolo meglio di me. Sarai mica un genio?”

Pennino: “No hace falta mucho para ser más listos de un tonto como tú. Y de todas formas, solo te he pedido un poco de leche caliente..”**

Paperoga: “Lecce! Bravo, sai anche da dove viene tuo padre, da Lecce! Ma che bravo genio che abbiamo qui, ma che bello che sei, fatti toccare quelle guanciotte….”

Pennino: “No toques, especie de pedofilo italiano, en vuestro país con todos vuestros curas estaréis acostumbrados, aquí en España os damos una paliza!! Y he dicho leche, no Lecce!!!“***

Paperoga: “Ma guarda quanto parla il mio nipotino, ammazza, certo non hai preso da quel musone di tuo padre… Hai preso tutto da zio. Dì la verità, ti piacerebbe diventare da grande come lo zio?”

Pennino: “Pero por favor, deja que me rasque los huevos! Pero te has mirado a la cara, especie de fracasado ultratreintañero sin trabajo fijo y sin hijos, que vives en un País de reaccionarios fascistas cogidos por los huevos por la Iglesia Católica, tu que querías emigrar y no quisiste porque te meabas en los pantalones por el miedo? Y yo debería parecerme a ti? Vete a tomar por culo, vete. Y dame esta puta leche!!!”****

Paperoga: “Guarda che arzillo, il piccolo Pennino, come strilla, come si agita tutto, peccato che non capisco una sega di quello che dici. Ma Pfaff te lo ha insegnato un po’ di dialetto delle nostre parti? Ti piacerebbe un giorno venire al sud dove siamo nati io e tuo padre?”

Pennino: “Pero ni en broma! Si voy a Italia voy en Roma, Venecia, Florencia, mira si me voy a meter por el agujero del culo de este lugar que os ha vomitado. Y suerte que aquí en España tenemos el doble apellido, porque eso de tener el apellido sólo italiano y encima del sur, es para que te dé una urticaria..”*****

Paperoga: “Bello di zio. Sei proprio la gioia di zio. Vuoi vedere i cartoni animati? Ti metto i Barbapapà?”

Pennino: “Pero qué dibujos animados, qué Barbapapa!  Al revés lo tienes un porno?“******

Paperoga: “Porno? Cazzo hai detto porno, questa l’ho capita! Allora vedi che avevo ragione? Hai otto anni e sei già tutto tuo zio. Aspetta ancora qualche altro anno e ti regalo uno scrigno di hard disk portatili pieni di roba che renderebbe cieco all’istante qualunque normodotato. Per il momento, però, ti tocca eccitarti con i Teletubbies. Ma stai tranquillo. Faremo grandi cose io e te, nipote….”

*Insomma, chi cazzo ti conosce?. Per favore, posso avere un po’ di latte caldo?
**Ci vuole poco ad essere più intelligenti di un fesso come te. E comunque ti ho chiesto solo un po’ di latte caldo…
***Metti giù le mani, razza di pedofilo italiano, da voi con tutti quei preti ci sarete abituati, qua in Spagna vi facciamo un culo così. E comunque ho detto latte, non Lecce.
****Ma per favore, fammi grattare le palle, ma ti sei visto in faccia, razza di fallito ultratrentenne senza un lavoro fisso e senza figli, che vivi in un Paese di reazionari fascisti tenuti per le palle dalla Chiesa cattolica, tu che volevi emigrare ma non hai voluto perchè ti cacavi addosso? Ed io dovrei assomigliare a te? Ma vai a fare in culo, vai. E dammi questo cazzo di latte!!!!
*****Ma manco per il cazzo, se vengo in Italia vengo a Roma, Venezia, Firenze, figurati se mi vado ad infilare in quel buco di culo di posto che vi ha vomitato! E per fortuna che qua in Spagna c’è il doppio cognome, che ad avere il cognome solo italiano e per giunta meridionale c’è da farti venire l’orticaria!
******Ma quali cartoni animati, quale Barbapapà! Piuttosto ce l’hai un bel porno?
1: (Si ringrazia Pfaff per la traduzione, da me pagata con la scoperta del blog da parte dello spagnolo di adozione. Ma un traduttore oggigiorno è meglio averlo in famiglia. E se ci sono scritte cazzate in spagnolo, prendetevela con lui.)