L’esercito del selfie

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Se c’è una cosa che Internet ha senza dubbio peggiorato nella vita dell’uomo, è che qualsiasi stronzata di moda oggi si propaga alla velocità della luce, divenendo una stronzata collettiva nel giro di qualche giorno, dagli Appennini alle Ande,dal Manzanarre al Reno

Una volta le mode, i vezzi, le puttanate facevano un lungo giro di passa parola, e l’unico mezzo di massa che ne aiutava la proliferazione virale era la televisione, che però, pure lei, era profondamente provinciale, e ci metteva un po’ a collegare i vari pezzi di mondo.

Con Internet, e in particolare con quegli immondezzai che sono diventati ben presto i social network, le mode dilagano, si moltiplicano, inondano il mondo. Da una parte Internet è come al solito il fedele e neutro specchio dell’idiozia umana. Facebook e twitter sono meno neutri, perchè sono nati e fanno soldi proprio grazie ai cumuli di stronzate che nella rete girano e girano e girano.

Anche per me, che sono fuori da Facebook da sempre e fuori da Twitter da qualche mese, è ben difficile non essere letteralmente sommerso dal ciclico vagare delle social-stronzate.

Potrei citare casi su casi, ma quello che mi viene in mente oggi è il dilagare di questa moda del “selfie”, ovvero del farsi un autoscatto con lo smartphone alla minima stronzata.

Anche prima capitava, anche ad avere una comune macchina fotografica, che si fotografasse un qualche evento che interrompeva la routine della nostra quotidianità. Che ne so, i romantici fotografavano un tramonto particolarmente bello o una coppia di vecchietti abbracciati su una panchina, gli amanti del pulp un tamponamento in tangenziale, i voyeurs una coppia che limona duro in spiaggia. Poi la tecnologia ha concesso di filmare video senza telecamere ingombranti, ed è iniziata la produzione di contenuti vari, di cui internet e youtube in particolare sono stati i recettori principali. Poi, con il delirio dello smarphone, non se n’è capito più niente.

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Oggi la variazione sul tema di quanto descritto è che le persone che fanno le foto ci mettono spesso la loro cazzo di faccia davanti. C’è un bel tramonto? Mi ci metto davanti. L’attesa per il nuovo iphone? Un bel faccione sorridente davanti ad una coda di svarionati in attesa di buttare al vento altri 600 euro. C’è un rigore allo stadio? Una bella foto dagli spalti, oscurando calciatore e porta. Sono al funerale di mio zio? Un bell’autoscatto strafottente. Sto guidando e dovrei tenere quelle cazzo di mani attaccate al volante? macchè, faccio vedere a tutto quanto sono coglione e mi faccio una bella foto mentre sono vado a 130 all’ora. Vado a visitare i lager polacchi? Una bella foto di me sorridente con dietro i forni crematori. C’è uno che si sta suicidando dal ponte?. Una bella e soddisfatta foto nell’attesa, con me in primo piano e l’aspirante suicida sullo sfondo. Se l’11 settembre ci fosse stato ieri, avreste visto sulla rete migliaia di autoscatti con dietro le torri che cadevano. Alla prossima catastrofe, sappiamo già cosa aspettarci. Milioni di teste che si fotografano i peli del naso mentre alle spalle si scatena l’inferno.
Credo di non essere abbastanza bravo dall’analizzare il perchè di un gesto tanto coglione. Vanità? Non credo riguardi solo i vanitosi. Egocentrismo? Certamente, è evidente che non basta più fotografare qualcosa, bisogna fotografarsi con accanto quel qualcosa. Il perchè però è più oggetto della psichiatria moderna, che grazie all’uso distorto della rete ha trovato una nuova e più attuale ragion d’essere.

Io voglio dire solo una cosa: che non molto tempo fa, farsi le fotografie da soli era un gesto così profondamente triste e da sfigati che chi lo faceva si guardava bene dal mostrarlo in giro. Dovevi proprio avere chili e chili di sfiga addosso per fare una cosa così stupida. Oggi, con un isterico capovolgimento di abitudini, è diventato trendy, grazie anche alle sgallettate starlettes e agli efebici cantanti pop di oggi.

La verità è che, senza menarla con discorsi generazionali, con questa idea insulsa falsissima e fraintesa della condivisione di emozioni ed esperienze ci stiamo veramente bruciando il cervello, e che la rete, ben lontano dall’aggregare veramente le persone, è una droga solitaria che sta friggendo la disperata materia grigia di giovani e adulti.

Quindi, semmai mi verrà in mente di postare un selfie, aspettatevi che a fare bella mostra di sè siano le mie pelose chiappe. A tutto tondo, da sbattere in faccia a questa e ad altre idiozie manifeste cortesemente regalateci da questo immenso deficiente che è l’essere umano.

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7 Responses to L’esercito del selfie

  1. Vienna ha detto:

    Mi rincuori, Paperoga. Non solo perchè incidentalmente condivido il contenuto, ma soprattutto perchè è espresso con più di 4 righe raffazzonate.
    Chissà, quello che ora pare un atteggiamento snob ed anacronistico un giorno verrà magari chiamato Resistenza:)

  2. Lucrezia ha detto:

    Io sono stufa di vedere gli “outfit” di povere dementi che fanno pubblicità gratis a grandi catene, elencando ogni capo che hanno indosso e dove l’hanno comprato (manca il prezzo).
    Sono stanca di sapere dove sono stati i miei contatti ieri sera, dove sono stamattina, cosa stanno facendo.
    Poi ci sono quelli che si fotografano le scarpe, le gambe su sfondi di tramonti, spiagge, boschi, interni d’auto.
    Ultimi e più dannosi, quelli che fotografano i figli dalla nascita, anzi, che piazzano sui social network la prima ecografia. Ma queste mode coglione devono durare ancora molto?

  3. Bia ha detto:

    Vai a fare una “vasca” al sabato pomeriggio in centro… vedrai gruppi di ragazzini riuniti insieme, ognuno con in mano il proprio cellulare a farsi i beati cazzi propri. Una tristezza che non ti dico :/

  4. Vienna ha detto:

    Però scusa, Lucrezia, ma non credo che sia indispensabile avere tra i propri contatti persone che consideriamo dementi, o anche semplicemente noiose, no?
    Nella quotidianità capita di dover essere diplomatici con il collega o la sorella del fidanzato o semplicemente il vicino di coda alle poste, ma sui social?

  5. Paperoga grazie. Hai dato voce a un sentimento di profonda tristezza e sconforto che mi generano queste minchiate. La gente normale esiste per fortuna! A volte mi sento un extraterrestre..

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