Postulati empirici sulla circolazione stradale nel Salento

Le consuete ferie salentine si sono consumate. Sono abbronzato quasi come un venditore di cocco bello, sono stato a mollo per decine e decine di ore nelle acque adriatiche e ioniche, ho letto sotto l’ombrellone una quindicina di Tex ed ho gustato serate salentine rigorosamente lontane dalla calca agostana assieme a persone fidate e a sublimi pietanze annaffiate da una birra a volte anche artigianale.
Ma per fare tutto questo, ho ovviamente dovuto muovermi nelle strade salentine in macchina. E tutte le tossine smaltite nelle attività sopra menzionate si sono ogni volta ripresentate non appena ho acceso la macchina e mi sono dovuto tuffare nel traffico del tacco d’Italia, fianco a fianco con l’atavica irragionevolezza degli automobilisti salentini.
Ecco dunque, anzichè ameni racconti delle mie nuotate nell’acqua verde di Torre Lapillo, o dei sapidi turcinieddhri delle grigliate in campagna, o delle sanguinose disfide a racchettoni con Vlad, vi propongo un elenco rigoroso di assiomi, postulati, formulazioni, leggi che possano in qualche modo mettervi in guardia nel caso decideste di inabissarvi nel profondo sud-est auto/moto muniti.
1) La distanza tra un punto A e un qualsiasi punto B, in Salento, è sempre unito da una linea retta, e qualsiasi rotatoria vi si inserisca è solo uno stato mentale.
Ho già scritto tempo fa che, ben più dei baresi, sono le rotatorie le nemiche odiatissime degli automobilisti salentini. Presenti ormai da una decina di anni ed in fastidioso aumento, vengono considerate dai miei conterronei un vero e proprio insulto alla ragione elementare. E bisogna comprenderli, checcazzo: il giorno prima il loro incrocio preferito era bello diritto, dominato dalla legge della giungla, terreno dei forti e dei coraggiosi. Lamiere e squarci di copertone sono ancora lì, ai bordi della strada, a rammentarci i tempi eroici in cui decine di valorosi salentini divenivano carcasse alla mercè degli avvoltoi pur di affermare l’orgoglio terrone ribelle ad ogni precedenza, semaforo, o semplice buon senso.
E invece, queste cazzo di rotatorie rischiano di effemminare generazioni di cazzuti salentini obbligati a questo umiliante girotondo attorno all’incrocio. Dannazione, siamo nella frontiera, ed in un certo senso siamo americani dentro, amiamo la soluzione più diretta. Così come gli americani detestano i tornanti in montagna, e costruiscono strade diritte con pendenze mostruose che solo i loro potenti e inquinanti suvvoni sono capaci di percorrere, così noi terroni, amanti sublimi creatori della scorciatoia, percepiamo come uno stupro il dover cautamente aggirare qualcosa anzichè aggredirla selvaggiamente.
Ma animo, qualcosa sta cambiando. La fiera gente salentina si sta ribellando a questa imposizione tutta nordica, a questa colonizzazione stradale padana. In una sorta di ribellione civile, alcuni di noi hanno deciso di ignorare la presenza di una rotatoria, e dunque di accellerare puntando dritto al centro  e provando a saltare in pieno stile Hazzard l’odioso ostacolo e passare indenni dall’altra parte e tiè, tanti saluti alla rotatoria.
A tutti i noiosi cultori della razionalità, è inutile che protestiate, affermando che è matematicamente impossibile incidentarsi in una rotatoria. Cazzate. Noi terroni possiamo, vogliamo, dobbiamo. Capelli selvaggi al vento, siamo gli ultimi indiani che non si sono arresi alle riserve, e con le vostre regole del cazzo ci facciamo il vino.
2) In un luogo X, che chiameremo Salento, tra un punto A che chiameremo punto di partenza e un punto B che chiameremo punto di arrivo ci sarà sempre un punto C, che chiameremo ApeCar. 
La velocità del punto C non supera mai i 15 km/h, dunque portatevi i cuscini per la notte.
3) Sempre nel predetto luogo X, tra il predetto punto A e il predetto punto B potrebbe non esserci il temuto punto C.
Ma non rallegratevi. Al punto C, se mancate, si sostituisce sempre il punto D1, ovvero un lento attraversamento di pecore con tanto di pastori e cane, o il punto D2, ovvero un passaggio a livello sbarrato nell’attesa infinita del passaggio di un pulcioso treno locale immancabilmente vuoto.
4) La più breve distanza tra un corpo X e un corpo Y mai misurata in natura si riscontra tra due macchine in fila su una qualunque strada provinciale salentina.
Ovvero, in Salento la macchina dietro di te ti si attacca letteralmente al culo, roba che puoi sentire il fiato sul collo del guidatore e anche l’odore dei suoi piedoni puzzolenti che premono sull’accelleratore. Non solo, la stessa macchina comincia ad ondeggiare ipnoticamente nel nervoso tentativo di sorpassarti sgommando. Non prenderla a male, è solo un modo per comunicarti che tra le tante virtù nostrane una manca clamorosamente all’appello, ovvero la pazienza. E se ci vedi nelle salentine strade schizzare frementi, bramosi di superarti e andare andare andare, non credere che questa fretta sia dovuta a chissà quale impegno. Probabilmente non abbiamo un cazzo da fare, ma le ordinate file rispettose dei limiti di velocità te le fai tu nel tuo noioso nord. Noi siamo slegati dalle pastoie e dai lacciuoli del tuo miope legalismo. Siamo gente viva, libera, sanguigna. E amanti devoti del cronico suicidio.
5) La velocità delll’auto di un soggetto A automobilista in prossimità di una striscia pedonale è inversamente proporzionale alla velocità di attraversamento della suddetta striscia pedonale da parte dello stesso soggetto A nelle vesti di pedone.
Tradotto in soldoni, quei pedoni che vedete camminare sulle strisce pedonali con ostentata e odiosa lentezza, saranno gli stessi che, avendovi davanti il loro percorso in auto, proveranno a falciarvi senza alcuna cristiana pietà e lanceranno orripilanti maledizioni a voi stramaledetti impuniti camminatori di strade altrui possiate andare affanculo che la strada è di chi guida.
6) L’età media del patentato aumenta proporzionalmente con l’abbassarsi della latitudine del luogo in cui vive.
Ovvero a noi salentini dalla macchina ci devi schiodare con un bastone, pure se abbiamo passato gli 80 anni, pure se abbiamo una pesante cataratta a coprirci gli occhi che manco lo slime, indifferenti all’abbassamento dei riflessi e dell’udito. Che ci frega a noi, tanto l’allegria con cui da noi si rinnovano le patenti è proverbiale. Dieci anni fa, quando ho rinnovato per la prima volta la patente, prima di me c’era un quasi ottantenne davanti alla tabella optometrica, ovvero quel cartello pieno di lettere di diversa grandezza che dobbiamo leggere ad una certa distanza. E la scena, mi potesse pigliare un colpo, fu questa:
Medico: Allora, Mesciu Ucciu, facimula sta visita ca stau de pressa: (Allora Maestro Antonio, facciamo subito questa approfondita visita oculistica perchè avrei una certa fretta).
Dopo di che il medico comincia ad indicare casualmente alcune lettere sulla tabella:
Medico: “Questa?”
Ucciu: “Mmm, A!”
Medico “None, G è! Pruvamu cu n’autra! Questa?
“Ucciu” “Mmm, B!”
Medico “Quasi, è una R! Senti avvicinate nu picca, stai troppu luntanu!”
Mesciu Ucciu si avvicina praticamente a mezzo metro dalla tabella, e nonostante questo riesce a sbagliarne anche un’altra, confondendo una C con un ?.
In due minuti il Medico firma e timbra un certificato da cui Mesciu Ucciu risulta avere la vista di un falco pellegrino.
7) Il lasso di tempo che trascorre tra un tuo insulto ad un automobilista e il rumore dei suoi freni che inchiodano sull’asfalto è direttamente proporzionale alla restante durata della tua vita.
Ovvero, meno ci mette l’automobilista a captare l’insulto e a decidere di inseguirti, più probabilità ci sono che tu sia incappato in un irragionevole e pericoloso troglodita pronto a farti la pelle per vendicare l’onore macchiato. Non ha alcuna importanza che tu sia nel giusto, e che quell’ominide ti stesse per buttare fuori strada per un sorpasso azzardato o ti stesse per stirare sulle strisce pedonali. La ragione da queste parti non conta un cazzo, sappilo. Tu hai offeso l’onore di un guappo e l’onore si lava col sangue, il tuo. E quindi è bene che tu sappia che quella sgommata significa allarme rosso per la tua pellaccia, e così ti propongo un paio di arditi piani per salvarla:
a) la fuga alla Steve Mcqueen:ingrana la marcia e fuggi come se non ci fosse un domani. Controsensi, viuzze strette, semafori rossi, non importa, il tuo obiettivo è seminare il gorilla. Se hai abbastanza sangue freddo, se credi di averlo seminato, parcheggia immediatamente la macchina e fatti una passeggiata a piedi fischiettando.
b) la fuga del vile: ingrana la marcia e fuggi in una precisa direzione: una caserma dei carabinieri, una stazione di polizia, un distaccamento della guardia costiera, un bivacco della polizia a cavallo canadese, va bene tutto. Ci arrivi e ti parcheggi davanti. E’ un messaggio chiaro al buzzurro di turno: prova a farmi la pelle davanti agli sbirri, pezzodimmerda!
c) la freddezza del tecnologico: fuga o non fuga, ti resta una sola cosa da fare, chiamare il 113 col cellulare, sperando che nella foga tu faccia il numero giusto e non ti risponda la sede locale dell’Avis, oppure tua nonna. Perchè, come gli arrestati nei film, puoi fare solo una telefonata. Prima che quell’uragano di 150kg di bontà in olio d’oliva ti piombi addosso e faccia sfregio delle tue carni.
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20 Responses to Postulati empirici sulla circolazione stradale nel Salento

  1. LadyLindy ha detto:

    Ah, ogni volta che leggo i tuoi post su quei luoghi mi vien voglia di ritornare in Puglia. Correrò il rischio.

  2. Joker lo scherzoso ha detto:

    Ah, le rotatorie,
    hanno cominciato a metterle anche qui nel tarantino.

    Ma gli incidenti sono aumentati

    Perchè?
    Semplice.

    (rullo di tamburi)

    perchè di sera non le vedono.

    Hai voglia ad illuminare i cartelli progressivi che seguono l’andatura della curva con luci da fare invidia alla più grezza delle discoteche

    macchè

    ci fosse un guard rail sano sulle rotatorie.

    La sera i miei concittadini diventano peggio di Mesciu Ucciu

    indipendentemente dall’età

  3. Skif ha detto:

    …conterronei è meraviglioso!…
    Bentornato!

  4. Redazione ha detto:

    mi hai fatto morire dal divertimento e per l’abilità nel descrivere, con incredibile realismo, quel che accade ogni giorno sotto i miei occhi. Vai Paperoga! come te non c’è nessuno!

  5. Anna Rita ha detto:

    ma quale abilità nel descrivere??? questo è il solito salentino che nn fa che lamentarsi della sua terra e di tutto e tutti…vorrei tanto che gente come lui andasse via da qst terra meravigliosa, perchè poi alla fine se ci vai a guardare bene, fa parte di quella schiera di persone attaccate alle tette di tutti i lavoratori bravi e onesti che contribuiscono a costruire “anche” quelle famose rotatorie…

    questa nn è abilità ma frustrazione…

    • Paperoga ha detto:

      sig, Anna Rita, si prenda e prenda questo blog meno sul serio. Prendo in giro chiunque, da nord a sud, e i permalosi che amano il Salento con gli occhi chiusi forse è meglio che vadano in luoghi più autocelebrativi.

      • Anna Rita ha detto:

        sig paperoga,
        continua ancora a distribuire perle di saggezza???

        nn sono affatto permalosa anzi, sono solo stanca di gente come lei….
        ah… e stia tranquillo: io amo il mio salento con gli occhi ben aperti e mi impegno ogni giorno per la mia terra e SEMPRE CON GLI OCCHI BEN APERTI…sarebbe il caso forse, che ad andare in luoghi più autocelebrativi fosse lei…

  6. Paperoga ha detto:

    sig.ra Anna Rita, torni ad amare il Salento con gli occhi ben aperti, e non si distragga. in un luogo più autocelebrativo del Salento è difficile andare, ma lo conosco abbastanza bene da evitare alcuni posti e certi tipi di persone che se la cantano e suonano da soli nascondendo la polvere sotto al tappeto te lu sule, lu mare, e lu ientu. la chiudiamo qui o mi vuole raccontare la storia della sua vita?

  7. S ha detto:

    omadonnuzza…

    che dire, ormai alle rotatorie non faccio più neanche caso, nascono come funghi, anche in una notte sola, e il giorno dopo te le ritrovi, tuo malgrado… e se sei più sveglio della sottoscritta, non le prendi contromano (che ci posso fare se il giorno prima non c’era!!! diamine! non me ne sono accorta!!!!)

    adoro il pezzo “stile hazzard” XD l’ho pensata non sai quante volte ma la mia macchina ha il telaio troppo basso

  8. Paperoga ha detto:

    Anna Rita: la domanda “la chiudiamo qui” era retorica. E’chiusa qui, semplicemente. Figuriamoci se mi devo stare a sorbire da estranei considerazioni sulle mie scelte di vita sol perchè a qualcuno manca il senso dell’umorismo.
    Ane bba fatte nu giru, baby.

  9. Joker lo scherzoso ha detto:

    Vorrei cogliere l’occasione per esprimere una piccola opinione “semiseria”

    (a dispetto del mio nick, che è solo un omaggio ad un gran film),

    sperando di non tediare il padrone di casa o gli altri utenti del blog.

    Io, come Paperoga, sono un pugliese che ormai da diversi anni vive al Nord. Posso dire che quest’esperienza è comune a tantissimi altri pugliesi.
    Bene, codesti corregionali, una volta trapiantati in settentrione, tendono a dividersi in 2 categorie:

    quelli che rinnegano tutte le loro origini, accento compreso (eh, cari miei, l’accento non se ne va), e cercano di scimmiottare i costumi e la cantilena del posto, dando luogo ad una sorta di parlata alla “Attila flagello di Dio”, francamente comica, e violentando le loro abitudini “terrone” per motivi il più delle volte incomprensibili.

    E poi ci sono quelli che mantengono intatta la loro origine, adeguandosi progressivamente alla nuova realtà.

    Io ho scelto questa seconda strada, ma per percorrerla è stato necessario discernere ed abbracciare solo quanto ritenevo fosse migliore di ciò che è il costume del mio posto d’origine.

    Per poter fare tale distinzione è essenziale essere critici sia con ciò che avviene al Nord, che al Sud.

    E allora perchè non sfruttare quella qualità tipicamente “terrona” che è l’autoironia (e che quasi sempre fa rima con intelligenza, purchè non degradi in autocommiserazione), e che, posso assicurarvi, ci invidiano molto,

    per uscire una volta per tutte dalle pastoie di una divisione nazionale che fondamentalmente non c’è e non v’è bisogno che ci sia.

    Ecco perchè condivido il tono indiscriminatamente scanzonato di Paperoga.

    Ora mi dileguo, prima che il buon blogger mi cacci via con la scopa.

    Saluti

    • Paperoga ha detto:

      caro joker, riassumi bene il mio spirito. Lungi dall’essere un rinnegato, aggettivo abusato dai vittimisti che troppo spesso popolano il nostro sud quando si sentono accusati dal loro stesso sangue, la doppia esperienza nord-sud mi ha consentito di avere idee più ampie e trovare gli strumenti con cui mettere alla berlina, senza prendermi per nulla sul serio, vizi o consuetudini sia del nord che del sud.
      è anche vera una cosa: mentre sfottere, anche pesantemente, il nord è ritenuto del tutto normale e oggetto di satira, fare la stessa operazione con il meridione è decisamente pericoloso, perchè scatta immediatamente l’accusa di razzismo o di negazione delle proprie radici. Corro volentieri questo rischio, perchè so bene cosa sono. Il mio sud verrà sempre amorevolmente sferzato con la mia satira, pur scadente che sia. E chi si sente offeso, se ne faccia una ragione

  10. Paperina senza copertoni ha detto:

    Egregio Sig. Paperoga,
    Dopo aver osato criticare i suoi velenosi strali, in ogni mio spostamento sulla mia collaudatissima scatoletta mi trovo sempre davanti 5 ape cars – più comunemente ‘api’- indipendentemente dalla lunghezza del tragitto.
    Quindi le volevo chiedere: dove ha seguito il corso di riti woodoo? Sono molto interessata e, per fare fuori una certa ministra, potrei anche conseguire il livello avanzato.
    In attesa di sue notizie,
    Paperina senza copertoni.

    • Paperoga ha detto:

      Gentile Paperina, non si tratta di woodoo ma di piaghe bibliche nei confronti di chi non ha voluto seguire e onorare il Verbo…

      • Paperina senza copertoni ha detto:

        Ma no, ho un buon rapporto con i verbi, si lasciano addirittura coniugare! Gli avverbi mi sono un po’ più ostici. E le ministre mi sono completamente indigeste.

  11. IlMerda ha detto:

    Caro Pap
    da bravo terrone all’estero, permettimi di sfatare un mito, quello che gli americani siano smart in fatto di strade..

    qui in america tutti gli incroci hanno 4 stop, e vige la regola opposta al buon senso salentina: il primo che arriva si ferma e aspetta che si fermino gli altri prima di ripartire. Per altro, la polizia e’ cosi’ scarsa di umorismo che la gente preferisce castrare i loro prorompenti SUV, e dare la precedenza agli scoiattoli. E mi e’ toccato di vedere gente aspettare anche fino a 20 minuti di orologio a un incrocio finche’ non vedono nessuno sulla strada per miglia, su ambo i lati.

    Da pedone me la godo, ma se mi dovessi mettermi al volante, penso che chiamerei immediatamente il 911 per costituirmi.

    PS: spezzo una lancia per il fatto che con il rosso possono tranquillamente svoltare a destra. W lo zelo americano!

  12. Marco da Madrid ha detto:

    Ti aggiungo un postulato dalle Murge, coniato da mio suocero:
    “Dato un punto A e un punto B, il percorso che li unisce passa per Spinazzola”

  13. fra ha detto:

    uahha ommio dio mi hai fatta sbellicare dalla risate! e’ vero funziona cosi’, altro che ironia! soprattutto in estate, verso le due, quando il sole a picco ti ottunde i sensi… Oddio si si e’ proprio cosi’.
    Io sono salentina, ma non vivo nella mia tristissima taviano da ormai 11 anni. Pero’ ci ritorno almeno due volte all’anno (adesso vivo in Australia ed e’ un po’ piu’ difficile) e negli ultimi anni questo trionfo della salentinita’ mi ha non poco turbata. Purtoppo e’ un fenomeno dilagante. Ho abitato a Pisa per 5 anni, e dopo un po’ la gente che urlava la pizzica e suonava i cazzo di tamburelli mi faceva venire i conati di vomito. Poi mi sono spostata a Bologna, peggio, sembrava una colonia del salento, perche’ non solo ci sono miliardi di salentini, ma anche tutti i bolognesi ossessionati dal salento. Poi sono stata ad Oxford per 3 anni e li’ ho avuto pace… ma l’altro giorno…che ti vedo in un bar di Melbourne? la locandina di un corso di pizzica. A Melbourne!!! Ho pensato “e carne martino!” (da noi si dice cosi’). Insomma questo delirio da pizzica e salento si sta espandendo troppo rapidamente, ormai e’ fuori dal controllo. Peccato pero’ che tutte queste celebrazioni non abbiano portato nessun reale beneficio: le spiagge sono sempre piu’ sporche, gli incendi piu’ frequenti, l’edilizia selvaggia e’ fuori dal controllo, e non vedo nessun segno di miglioramento o civilizzazione. Rotatorie escluse 😉
    L’amore per la propria terra non puo’ passare per un’accettzione passiva ed entusiasta, ma attraverso una realistica analisi delle cose. Purtroppo il salento non e’ il paradiso, e chi lo spaccia per tale non fa certo un buon servizio ne’ a se stesso ne’ alla sua terra.

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