La saliva di Barney

Con il solito timore mi sono avvicinato, quatto quatto, alla visione di un film tratto da un libro che avevo letto e apprezzato. La versione di Barney è un libro denso, difficile a leggersi sopratutto all’inizio, confuso da aneddoti continui che la memoria del protagonista fa sgorgare fuori in modo incerto. Farne un film significa fatalmente ridurne la trama, in qualsiasi modo lo si voglia riscrivere e girare. E questo non sempre va bene. Forse dovrei astenermi, mi sono detto, lasciar perdere e tenere per me il ricordo del libro.

Ma l’uragano Sunofyork si è abbattuto su questa mia decisione: voleva per forza farsi del male e coinvolgere me in questa drammatica scelta di rovinare il ricordo del libro e buttare nel cesso 8 euro di biglietto. La conseguenza è stata che ho passato in rassegna i cinema locali, e da bravo trentenne 2.0 ho acquistato i biglietti online.

Funziona così: scelgo i posti, pago con carta di credito e attendo conferma via mail, che arriva, avvisandomi che il ritiro dei biglietti avverrà in loco, utilizzando le loro avanzatissime macchinette self-service.

Bene. Ci si incammina lemme lemme verso il multisala a meno 2 gradi, rigorosamente a piedi come piace a me. Arrivati, è un luogo stracolmo di 13-15enni in libera e chiassosa uscita, spedisco Sunofyork a vedere in quali locali, adiacenti al cinema, poter andare a mangiare, mentre io mi occupo del ritiro dei biglietti. La macchinetta mi chiede di inserire la carta di credito per il ritiro. Io penso adesso mi incula e qualcuno spenderà tra due ore i miei soldi in quel di Bengasi o del Cairo. Comunque la inserisco e tempo mezzo secondo mi sputa letteralmente indietro i due biglietti, talmente forte che i biglietti cadono per terra. Io con la carta di credito ancora in mano vado a raccoglierli per terra ma quando li prendo sento qualcosa che non va al tatto. Qualcosa di troppo umido e colloso per dei biglietti appena stampati. Li tengo per la punta delle dita, inginocchiato per terra, e non riesco a capire perchè i biglietti che ho in mano siano bagnati e appicicaticci e pieni di bolle come di sapone.

Poi guardo a fianco per terra ed è l’orrore. Una bella scatarra bianca è stata sputata da un merdosissimo uomo/lama. E i miei biglietti, sparati dalla cazzo di macchinetta, sono planati dritti dritti su quella pozza. Ed io gli ho raccolti. Sono paralizzato dalla nausea. Ho voglia di gridare come il ladro in Mamma ho perso l’aereo quando si ritrova il ragno in faccia. Mi rialzo, tengo i biglietti come si terrebbe un piccione morto o una busta piena di feci. Mi guardo attorno, trovo un bar, entro dentro strappo un tovagliolo dal bancone e comincio ad asciugare i biglietti, tamponando la saliva e sventolandoli per far asciugare la colla scatarrosa. Sunofyork mi ritrova così, che ripulisco i biglietti come una ferita, e dopo che le ho raccontato tutto ha un conato di vomito.

Entriamo in pizzeria co sti biglietti avvolti nel tovagliolo, e siamo capaci di mangiare una pizza con quella cartapesta raggrumata a fianco, non prima che io mi sia precipitato nel bagno a farmi quasi una doccia. Paghiamo, usciamo e andiamo al cinema co sti biglietti in mano tra le punta delle dita, e consegnamo alle maschere ignare quei due pezzi di carta raggrumiti, tolti dal tovagliolo come fossero scarti di pesce.

Ed entriamo. Del film che dire: ben fatto. Riduzione intelligente, attore straordinario, alcuni momenti di ottimo cinema, in generale un paio d’ore che passano senza stancare. Rendere su grande schermo il carattere di Barney Panovsky, la sua sgradevolezza, la sua scorrettezza, la sua insopportabile misantropia, era quasi impossibile. Quindi chi ha letto il libro si sarà accontentato, anche perchè la parte del Barney malato di Alzheimer è toccante e ben scritta.

Se non fosse stato per quel contatto ravvicinato con lo sputo merdoso di qualche sbarbatello testa di cazzo, avrei scritto qualcosa in più sul film e qualcosa in meno sulla saliva. Ma c’era troppa colla, su quei biglietti, per rimuovere tutto e continuare la propria vita come se niente fosse.

 

 

 

Annunci

9 Responses to La saliva di Barney

  1. fed ha detto:

    che schifooooooooooooooooooooooooo!!!!!

  2. punzy ha detto:

    no vabbè
    sei un signore
    Io penso avrei fatto una scenata meridionale nell’atrio del cinema pretendendo la prova del DNA per poter asciugare i biglietti direttamente sul responsabile
    poi sarei partita con la polemica sulla inciviltà moderna e sul fatto che qualcosa, nell’evoluzione, non è andata come doveva
    poi avrei pianto, credo
    e asciugato i biglietti

  3. LorenZo ha detto:

    Troppo bello il post. Ho riso per mezz’ora. Una comicità WoodyAlleniana. Sembrerebbe una storia inventata, ma ti credo, è successa davvero. Il che mi fa pensare. Magari hai apprezzato il film proprio perché inconsciamente ti portava lontano dallo sputo di prima. Insomma un paragone tra le due situazioni dove, ovviamente, ha la meglio la sala di proiezione, soprattutto senza quel biglietto in mano. Io, per essere sicuro del mio giudizio sul film, andrei a rivederlo. E a sunofyork è piaciuto? E soprattutto: ha sunofyork toccato i biglietti?

    • sunofyork ha detto:

      certo, ho toccato i biglietti e poi dopo ho anche cercato di fare una carezza per consolare paperoga, ma lui è scappato via urlando… renditi conto LorenZo!

      comunque il film ha raggiunto l’obiettivo massimo a cui per me poteva ambire: quello di non farmi schifo e di non ridurre un libro a un inutile polpettone.
      ovvio, è sempre un film tratto da uno dei miei libri preferiti (te lo sconsiglio, a questo punto, se non ti piace roth non ti piacerà neanche richler), con tutti i limiti del caso, ma ho trovato i tagli dignitosi e giamatti e hoffman strepitosi 🙂

  4. Paperoga ha detto:

    punzy: avessi visto chi era stato, gli avrei ficcato quei biglietti direttamente dentro l’uretra. sono ancora un signore ai tuoi occhi?
    lorenZo: ti pare infatti che mi invento una cosa così schifosa e umiliante? dannazione, me la vorrei essere davvero inventata….

  5. LorenZo ha detto:

    Dai, non è umiliante. È un incidente. Può capitare a tutti. Come pestare una …
    E poi non precipitare, magari è il risultato di uno starnuto. Oppure la bava di un cane. O forse era solo il residuo di una lattina, una caramella sciolta, la resina dei fiori, la perdita di acqua e olio dal condotto dell’aria condizionata sul tetto…
    Non è sempre “delitto e castigo”. Comunque la storia è proprio bella. E poi ha un buon ritmo.

    Ti dicevo, forse sarebbe meglio rivedere il film. Ti spiego la mia teoria. Anni fa ho visto un film con la mia ragazza, che avevo deciso di lasciare. Ero così impaziente di lasciarla che il fatto di dover vedere tutto il film prima di cominciare a spiegarle che era finita, mi metteva in ansia. Risultato: il film mi ha fatto cag… Ho rivisto lo stesso film un anno dopo e mi è piaciuto da morire! Che teoria del c…. 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: