Uno stronzo come compagno di viaggio

Il momento cruciale di un viaggio si svolge ben prima che esso inizi. Tra una proposta e qualche telefonata, un giro di mail e una serata in un pub, si formano all’improvviso, come cumuli nembi, prospettive vacanziere di gruppo. Se ci si comporta con prudenza e ragionevolezza, oltre che con un pugno di ferro militare e sprezzo razzista dell’essere umano, forse si combina una vacanza senza tirarsi dietro delle piattole a rovinartela ancor prima di prenotare il volo di andata. Ecco dunque qualche consiglio per scegliervi compagni di viaggio perfetti per ogni occasione.

Anzitutto, mettiamo che dobbiate selezionare i vostri compagni di viaggio per un tour on the road, che ne so, mettiamo 5 giorni in Andalusia a cavallo tra maggio e giugno, giusto per rimanere nel vago. Partendo dal fatto che io vi consiglio di sceglierne solo uno, se proprio non ce la fate a viaggiare da soli, perchè dai tre in su si rischia di fare a botte, per lo meno se si possiede la mia notoria tolleranza e il mio savoir faire quasi buddista. Però se proprio vi trovate in tre, allora ecco una breve descrizione di come quei tre dovrebbero essere assortiti.

1) L’esperto parlatore di esperanto.

Dunque ci vuole anzitutto uno intraprendente, scazzato, capace di integrarsi subito coi luoghi stranieri da visitare. Uno per cui gli orari, il cibo, le abitudini allogene siano formalità cui assuefarsi da subito. E sopratutto che sappia la lingua del luogo a menadito. Ad esempio un compagno come L’Altro tra i Due Bonzi, mio recente compagno di sapide scorribande andaluse. Egli, signori, ha il dono delle lingue. Babele gli fa una pippa. Straordinario improvvisatore, l’Altro passa da una precisa indicazione in inglese (dove un “non c’è nessuno, lei è in aeroporto” diviene “It’s nothing, it’s in airport“) ad una forbita richiesta in spagnolo al cameriere del tipo “Desculpa, puede parlar più lentamiente intra nos?” oppure “No, gracias, avemos deja ordinado“. Uno insomma che, mentre improvvisa come il gobbo del nome della rosa spiazzando avventori del luogo increduli di fronte a tante puttanate pronunciate, vi faccia vergognare di essere nati.

Se andate in vacanza con uno come l’Altro tra i Due Bonzi, poi, non rischierete di compiere errori madornali come bere acqua con un forte residuo fisso. Il piccolo chimico, infatti, prima di ogni pranzo o cena individua le proprietà organiche della fottuta bottiglietta d’acqua prima di berla, e passa ore nel minimarket a soppesarne il contenuto di calcio. Aggiungete poi che l’Altro si eccita sessualmente quando sente parlare in tedesco, fa pesanti commenti sessuali sugli esemplari di sesso femminile che si incrocia nella via, suore e statue comprese, aggiunge la fottuta “s” ad ogni parola nella  traduzione in spagnolo, in spregio ad ogni supposta originalità. Aggiungete anche il fatto che non ho potuto fare il bagno nell’Oceano assieme ai kiters perchè non gli piace la sabbia nelle scarpe, potete capire quante maledizioni abbia scagliato su questo amabile poliglotta.

2) L’ambientalista che non parla.

Il secondo compagno di viaggio deve essere, come controaltare del primo logorroico creatore di vocaboli, tendenzialmente muto. Tacere, fino all’estremo. Chiedere indicazioni? Giammai? Richieste d’aiuto? Manco per niente. Indicazioni stradali? Facciamo da soli. Potreste essere stesi su una torrida strada andalusa in preda ad un’insolazione, senza cellulare e senz’acqua. Il secondo compagno di viaggio pur di non chiedere soccorso vi lascerebbe crepare come una lucertola scamazzata. Sto parlando ovviamente dell’altro compagno di birre andaluse, Uno dei Due Bonzi,  degno compare dell’Altro tra i Due Bonzi. Sapendo stare allo scherzo come un serial killer, se contate di innescare un sano e giocoso cameratismo maschile basato anche su finte avance omosessuali, non contate su di lui, vi appenderà ad un muro se solo gli passate davanti nudi dopo la doccia. Ma a parte la sua inspiegabile avversione atavica verso la penetrazione anale, Uno dei Due Bonzi compensa con la capacità di imbastire interessantissimi discorsi nei bar di Granada, a mezzanotte, dove invece di guardar figa si incaponisce sul concetto giuridico di ambiente o litiga furiosamente sul messianismo degli sciiti duodecimani, roba da farti cadere i coglioni per terra in un lento stillicidio periscrotale. In compenso, però, Uno dei Due Bonzi è il classico turista ad impatto ambientale zero. Uno che usa l’ascensore anche per fare tre cazzo di scale in croce, che accende l’aria condizionata della camera a pompa come un buzzurro d’oltreoceano qualunque, che si lava i denti per dieci minuti facendo scorrere milioni di litri di acqua corrente, e che ci mette ventisette minuti di media a farsi una stramaledetta doccia (roba che manco le pornostar). A differenza dell’Altro, Uno dei Due Bonzi è perfettamente a suo agio con le lingue straniere, a dispetto della timidezza. L’unica volta che ha detto una parola di spagnolo che non fosse Cerveza, ha ottenuto un caffelatte al posto di un thè al limone. Dopo gli abbiamo incerottato la bocca con il nastro adesivo.

3) Lo stronzo

Lo stronzo spesso completa la banda di viaggiatori. Uno come Paperoga, tanto per dire. Uno capace di sdrammatizzare i momenti di stanchezza con qualche frase gentile del tipo: “Ehi facce di cazzo, muovete i vostri culi flaccidi che perdiamo l’aereo“, oppure ” E a voi chi cazzo vi ha detto di aprire le finestre che stavo dormendo, dannati idioti?”  “Brutti stronzi togliete le vostre enormi pelate davanti che devo fare una foto alla Mezquita“, o con continui apprezzamenti rinsalda-amicizia come “siete un’accolita di stronzi/una accozzaglia di coglioni/una masnada di tangheri“. Lo stronzo poi tollererà nel nome della buona convivenza civile alcune cose che non gli vanno a genio, tipo l’umorismo da quarta elementare con sfumature nerdesche dei due Bonzi, un umorismo ripetuto, continuato, reiterato fino al vomito, e lo terrà a bada con francescani e simpatici rimbrotti quali “Sentite sfigati, ve lo dico col cuore: non fate ridere manco per il cazzo“, oppure “Sono asfissiato dalle vostre cazzate, dateci un cazzo di taglio“. Lo stronzo poi è il classico compagnone che sta sempre in mezzo ai suoi amici. Del tipo che ho provato per 5 giorni a seminarli ma non ci sono riuscito. Infine, negli ultimi due giorni, facevo finta di non conoscerli. L’ultimo giorno avrei voluto seccarli con un fucile a canne mozze. Ho anche pensato di comprare della mariuana in qualche barrio di siviglia, infilarglielo nelle tasche zitto zitto, e poi chiamare la polizia di nascosto perchè li perquisisse.

Mmm. Non so quale compagni di viaggio vi aggradino. Se preferite i coraggiosi o i pavidi, i fissati o gli spudorati. I curiosi delle stradine di provincia o gli amanti delle file ai musei. Ma credetemi, se proprio volete preservare la vostra vacanza, evitate gli stronzi.

Anzi evitateli sopratutto quando non siete in vacanza.

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3 Responses to Uno stronzo come compagno di viaggio

  1. punzy ha detto:

    ..io sono quella che nn si fa intimidire dalla mancata conoscenza della lingua e si mette a sparare parole chiave a cazzo ovunque (i maligni insinuano che non bati non saper parlare una lingua per farmi tacere). Una volta, in egitto, ho litigato con un arabo che non voleva aggiustarmi il condizonatore; il tizio arabo parlava aranbo, inglese e spagnolo, io napoletano
    Una litigata epica

    comunque gli stronzi io non me li porto certo appresso

  2. LorenZo ha detto:

    I migliori viaggi si fanno da “soli”. Devono durare almeno 15 giorni. Durata consigliata: 30 giorni. Se uno ne ha proprio bisogno (e disponibilità), anche 60. E bisogna andar lontano. Ma proprio andare-ndare-ndare-ndare. Tipo California, Cina, Malesia, Madagascar… La compagnia poi viene strada facendo. Frammenti di vita da vivere intensamente e conservare nell’album dei ricordi. Culture differenti, vite parallele, valori diversamente strutturati, da smontare, rimontare… Dialoghi, passioni. Albe… Noi italiani, fortunatamente, siamo ben voluti. Le donne di tre quarti di mondo vanno matte per gli italiani. È tutta discesa 🙂

  3. LadyLindy ha detto:

    io sono molto del tipo 3.

    E ho detto tutto

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