A letto con il vampiro

A volte capita che ho degli amici anch’io. Seminascosti dalla lunga ombra dello stivale che li proietta a casaccio in città lontane, esposti al fascinoso mulinare del tempo che passa, gli amici che ho sono rimasti una manciata. Liberati dalle utopie giovanili, sostanzialmente ben conservati rispetto al vigore giovanile, non hanno subìto mutazione alcuna. Una piccola traslazione forse, un angolo diverso da dove vivono la vita e da dove magari osservarla. Ma poca roba. Gli amici scampati alla comune  sorte di diventare ologrammi del passato, e che sopportano la mia misantropia e il mio sarcasmo open 24H, beh, quegli amici hanno diritto ad un trattamento speciale.

Ad esempio possono dormire nel mio stesso letto. E credetemi, non è privilegio da poco. Non perchè sia un piacere in sè il dormire con me, e nemmeno perchè io sia solito concedere degli extra ai miei amici, (e men che meno RICEVERE cotali extra…), ma perchè, se si omettono le donne con cui ho condiviso il letto nella vita, mi sono sempre astenuto, sin da bambino, dal dormire assieme a qualsivoglia improbabile compagno di branda.

I miei fratelli ad esempio. Pfaff ha dormito nel letto dei miei genitori per un tempo imprecisato. Copeland si intrufolava quando aveva paura. Io preferivo convivere con l’Uomo Nero nell’armadio, piuttosto che dormire con chi mi aveva procreato. Allo stesso modo, nei sabati notte passati dai nonni, io reclamavo un letto e possibilmente una stanza singola, lontana da strani incroci parentali. Nipoti con nonni, padri con figli, zie con nipoti, ma che sò ste zozzerie incestuose tipiche di noi meridionali?

Tornando a noi, i miei amici possono dormire nel mio letto. E’ loro concesso. E siccome vivo in un monolocale, se qualcuno viene a trovarmi, succede che o si rannicchia nel divano più scomodo della storia, oppure si adagia alla mia sinistra. Come è successo a Vlad, che da qualche giorno vivacchia a casa mia in visita. Come qualcuno di voi sa e qualcun altro ricorda, io e Vlad ci conosciamo da quasi 25 anni. Pallottoliere alla mano è il mio più vecchio amico. In nome dunque delle prossime nozze d’argento, sono andato a prenderlo in aeroporto a Bologna verso la mezzanotte, trattenendo cinque bestemmie per ogni minuto di ritardo dell’aereo (alla fine circa 50 minuti, fate voi i conti per quando mi confesserò sul letto di morte).

Vlad il provinciale.

Conclusa la parentesi madrilena, Vlad è tornato ad essere un vampiro pigro ed abitudinario, assuefatto alla provincia salentina. Quelle poche volte che sale al nord, lo fa col senso di stupore dell’emigrante con la valigia di cartone.

Lungo l’A1, da Bologna verso Parmaperopoli, si guardava tutto attorno. Un capannone industriale illuminato, e pareva avesse visto una zona industriale a perdita d’occhio. Là dove l’autostrada diventa a 4 corsie, lui non si capacitava dell’ampiezza della carreggiata. Quando gli ho indicato la linea dell’alta velocità costruita accanto, lui si è subito proiettato in una sorta di futuro prossimo che dalle campagne salentine non vedrà mai. Nei pressi di Reggio, ai suoi occhi le Vele di Calatrava apparivano ai suoi occhi non meno immense del Golden Gate.

Ma qui siamo a Reggio Emilia…qui fanno il famoso formaggio, no?”

Eh beh, si…

Come si chiama, diamine...”

Beh, non è mica difficile, è…”

Zitto, lo so, è il Grana Padano!”

Silenzio. “….Come il Grana Padano, cazzo, hai mai sentito parlare del Parmigiano Reggiano?”

Eh, che c’entra quello lo fanno a Parma, lo dice pure il nome...”

Trattengo una bestemmia. Mi passo la mano sulla fronte. “Ripeti con me: Parmigiano Reggiano. Parmigiano Reggiano. Che ti indica la doppia indicazione geografica, cosa ti suggerisce?”

Lo fanno pure a Reggio Emilia?”

Conosco molti amici reggiani che ti ucciderebbero, credimi, ascoltando le tue parole. E non senza sofferenze indicibili. Se vuoi evitare la morte, ti conviene imparare questo: il parmigiano reggiano è nato in provincia di Reggio, e la sua qualità migliore è quella proveniente dalle vacche rosse reggiane. Avrai salva la vita.”

Come si chiamava il ponte che abbiamo passato?”

Il ponte di Calatrava“.

….

Calatrava è un architetto..

“….”

E’ il cazzo di architetto di ponti più famoso del mondo, merda fa ponti dovunque..”

….

“(bestemmia)”.

Vlad il faraone

La mattina successiva al suo arrivo, Vlad si è alzato prima di me. Quando mi sono svegliato non era nella stanza. Ho pensato fosse uscito, poi vado in bagno e lui era lì.

Ah, ti sei alzato da poco pure tu..

Veramente sono in piedi da un’ora e passa“, con la sua solita passione del puntualizzare.

E che cazzo hai fatto fino adesso?”, con la mia solita passione dell’essere brusco e scostante.

Sono stato in bagno.”

Sei stato male?”

No, semplicemente ho sbrigato i miei bisogni, ho fatto una bella doccia, poi mi sono asciugato, messo la crema, curato la barba, insomma come ogni giorno.”

Porco zio, quanto è durata la doccia?”

Boh, come al solito, 20 minuti...”

Venti minuti? Ti credi che l’acqua calda la cago dal culo? E poi un’ora in bagno, cazzo, ma che è, ti stai preparando all’imbalsamazione? Manco quando operavano i faraoni morti stavano così tanto con saponi creme ed unguenti.”

Perchè, la tua doccia quanto dura?”

Ah, ah, credi davvero che io faccia la doccia tutte le mattine? E comunque 5 minuti al massimo.”

Pff, dovresti godertela di più...”

Fatti i cazzi tuoi, quando mi arriva la bolletta del gas ti vengo a cercare“.

La sera Vlad va a letto massimo a mezzanotte, cadesse il cielo. La mattina prima di andare a lavoro lo butto fuori dal letto alle nove, che ancora dorme beato. Poi lo sento a pranzo.

Che fai sto pomeriggio, esci?”

Si, con calma, dopo la pennichella.”

La pennichella? Ma se hai dormito 9 ore filate e stamattina non hai fatto un cazzo.”

Dopo pranzo mi cala sempre il sonno..

Maledetto terrone…

Vlad il partner

Siamo in treno per Milano.

Io davanti a lui, accanto una signora annoiata.

Certo che hai dormito parecchio stanotte“, faccio io.

Boh. Ma tu a che ora mi hai raggiunto a letto?”

La signora ci guarda con fare interrogativo. Io tento di cambiare discorso, ma Vlad l’ingenuo continua.

Poi, diamine, ti sei preso tutte le coperte stanotte!”

Cristo“, penso io.

La signora inarca il sopracciglio e mi guarda. La ricambio incerto se dimostrarle la mia eterosessualità nei fatti, in quel momento e luogo, oppure rassegnarmi con dignità a recitare la parte del Vizietto parte seconda.

Perchè nel frattempo il minchione non ha mica finito, figuriamoci.

Comunque domani per il tuo compleanno ti faccio una torta..“.

A questo punto, con sto popò di prove schiaccianti, la signora, ignorando che Vlad nella vita reale ha una relazione eterosessuale, e che a me piace la gnocca, con uno sguardo ci marchia per sempre con la lettera scarlatta. P, come pederastìa.

Vlad il cuoco

Ieri sera tornando da lavoro mi sono trovato davanti una formidabile torta al cioccolato di compleanno ed una lasagna che si scioglieva in bocca dalla bontà. Tutto fatto da Vlad che ha girato la città per trovare gli ingredienti, ho preparato tutto, e mi ha pure crepato il lavello preso dalla foga.

Minchia Vlad, avevo mangiato solo un pezzo di pizza in pausa pranzo, avevo una fame che mi sarei mangiato pure la merda.” Sono notoriamente generoso nei ringraziamenti.

Neppure il vino, che scorreva a litri nella mia gola viziosa e a centilitri nella sua gola astemia, mi ha sbottonato. Ma la serata è stata placida e serena, come piace a me. Il taglio della torta, una parodia dei Griffin su Guerre Stellari, ma Vlad all’improvviso si ricorda di essere un vampiro brachicardico. Sono le undici e mezzo, e lui già cerca il letto con lo sguardo. Mezz’ora dopo è nella sua posizione sarcofagea. Io guardo la tv, gioco alla xbox, leggo, infine lo raggiungo due ore dopo, facendo un casino della madonna tra luci e porte e scarichi del bagno.

Lui è immoto. Un lungo prezioso insetto stecco che mi fa compagnia da 25 anni.

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6 Responses to A letto con il vampiro

  1. LorenZo ha detto:

    Bello. Ma… potevi fare di più 🙂
    Lo so che questo commento ti farà incazzare… Ma non ci fare caso.

  2. punzy ha detto:

    ma auguri paperoga!
    anche io sono del’ariete 🙂
    Non rendertela con Vlad, rifletti! se tu (come me) fossi ancora in Terronia, quante ore dormiresti su un totale di 24?

  3. porzione ha detto:

    Auguri! Be’: lasagna e torta al cioccolato, valeva la pena di essere ricchione.

  4. mich ha detto:

    Ariete anch’io, compleanno giusto ieri.
    Mi mandi Vlad che nessuno mi ha fatto una torta?

  5. dieghermaister ha detto:

    se è un modo di dissuadermi dalla mia prossima visita alla casa di marzapane caschi male. come sai mi adatto a tutto, anche al tuo letto. e se nel sonno mi metterai una mano sulla chiappa io continuerò a dormire…spero sia rimasta un pò di torta di vlad…

  6. Peredhel ha detto:

    .. ho le lacrime agli occhi (.. e non solo per le risate) .. 🙂

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