29.03.1975 – 01.09.2050

Quando nel lontano 1998 mi procurai uno straccio di Pentium 1 usato, comprai un costosissimo modem 56k (con quei soldi oggi si compra un iphone) e infine sottoscrissi un abbonamento all’unico provider esistente in Italia in quel momento (a quei tempi pagavi un abbonamento da 250 mila lire l’anno e in più pagavi anche gli scatti), la prima cosa, o al massimo la seconda,  che feci collegandomi ad internet fu ovviamente quella di tentare di scoprire la data della mia morte.

A quei tempi internet era qualcosa di rozzo e infinitesimale rispetto alla complessità odierna. Pochi siti, connessioni lente, contenuti limitati, interattività e intercomunicazione assente o limitata ai preistorici newsgroups, o alle chat multicolore di ICQ. Invenzioni come blogs, social networks, peer to peer, e commerce ancora lontane da venire o ancora non pienamente sfruttate. per consultare l’orario del treno, avevi ancora bisogno di tradurre il cuneiforme orario cartaceo. L’utilità del mezzo non era ancora ben compresa dal suo limitato pubblico, e dunque il primo utilizzo di internet per l’avventore di fine millennio consisteva in una dose di cazzeggio molto superiore a quella odierna (so che vi sembra impossibile, ma è così). Si navigava perdendo la cognizione del tempo tra siti di stronzate, graficamente orrendi, che richiamavano fans musicali, cultori di fumetti, collezionisti di jpeg o di gif con cui personalizzare ed appesantire i nostri desktop, le nostre icone, persino i nostri puntatori mouse. Ad esempio io ero in pieno fermento tolkeniano  e simpsoniano ai tempi, e non mi parve vero di scaricare da siti americani tutto l’alfabeto della Terra di Mezzo e metterlo tra le font di Word, nonchè la spada lampeggiante di Frodo a mò di puntatore per il mouse, nonchè tutte le icone dei personaggi simpson da sostituire per documenti, cartelle, programmi.

Ecco a cosa mi serviva internet, a cazzeggiare costosamente alla ricerca di stronzate. Quindi capirete che trovare la data della mia morte fosse quasi un servizio di utilità sociale, a confronto. Durante una navigata serale col fido Netscape infatti scoprii,scopersi, scopretti un sito americano che gratuitamente (ecco, il bello di internet a quei tempi, tutto era assolutamente gratis) ti rivelava la data della tua morte dopo aver compilato un approfondito test in inglese. Ora io di inglese ai tempi ne sapevo molto meno di ora, ed ora ne so molto meno di un macaco, quindi quando mi approcciai alla compilazione del test ero bellamente ignorante di molte delle domande che mi venivano poste, o comunque lo traducevo molto liberamente. Era un test semiserio, che spaziava dalle domande sulla propria salute e dei propri parenti, alle abitudini di vita, ovvero se facevo sport, se mi piaceva fare deltaplano o roccia, oppure se avevo l’hobby di accendermi dei fuochi d’artificio nella bocca e sputarli all’ultimo momento. Anche guardare o non guardare South Park, o ascoltare o meno i Korn aveva il suo impatto nello stabilire la data dello schiattamento. Insomma, capirete, roba seria ed approfondita. Di fronte alle domande sul fumo, sulle droghe, sull’uso delle armi, sull’abitudine di andare in giro di notte da solo, rispondevo tranquillo, vista la piattezza della mia vita di allora e di adesso, e solo di fronte alla domanda sul consumo quotidiano di alcool dovevo ammettere che i due bicchieri di vino a cena erano una abitudine quasi consolidata.

Dopo aver risposto alla trentina di domande e più che investigavano a fondo la mia esistenza, fui avvertito che stava per essere emessa la data della mia morte, e che ero ancora in tempo per rimanerne all’oscuro. Ubriacato da tutte quelle domande in inglese, figuriamoci se avevo fatto tutto quel calvario per rimanere senza una risposta. Cliccai, ed apparì una lapide con terra fresca ed un fiore, che annunciava che sarei morto l’1 settembre del 2050, all’età di 75 anni e mezzo. C’erano anche le probabili cause della morte, secondo un rigoroso ordine di probabilità. Al primo posto, va da sè, c’era la morte per alcolismo, (ellamadonna, due bicchieri di vino e già sono un alcolista con futura cirrosi)? Al secondo posto c’era la morte per annegamento (a 75 anni evita le piscine e i bagni solitari in mare, pure la vasca da bagno va’, e te la sfanghi). Al terzo c’era un oscuro “cleaning your rifle”, che solo dopo anni sono riuscito a capire che è un modo di dire americano per alludere alla masturbazione. L’idea di me 75enne che sto ancora lì a tirarmi rasponi e che addirittura schiatto per la troppa foga di un ultimo slancio onanistico, è abbastanza deprimente devo dire, ma è anche vero che ci sono modi peggiori per tirare le cuoia. Al quarto posto infine c’era un oscuro presagio, ovvero la morte per rapimento alieno. Una sparizione, dunque, una sorta di ascensione al cielo. Lasciando un punto interrogativo sulla mia effettiva morte (un po’ come Ettore Maiorana, diciamo, volendo fare accostamenti umili), era un epilogo che mi aggradava non poco.

La risposta fatale sulla mia dipartita mi soddisfò, devo dire, anche se in parte. Settantacinque anni sono una bella età, mi dicevo ancora fresco 23 enne, ho ancora più di cinquantanni da vivere, ci firmo alla grande. D’altra parte però, la parte di me che a questa storia di morire non ci ha mai creduto veramente, insomma morire, è uno scherzo no? Mica si muore veramente, voglio sperare…insomma quella parte lì rimase delusa dallo scoprire che l’eternità era una autoconvinzione così debole che svaniva di fronte al primo test idiota di un sito di zuzzurelloni americani. Ecco perchè non mi arresi, e mi proposi di rifare quello stesso test ogni anno, a gennaio, sperando in un progressivo aumento dell’aspettativa di vita, oppure sperando comparisse alfine la scritta: TU NON MORIRAI MAI, che devo dire mi aspettavo saltasse fuori fin dall’inizio.

In questi anni, ormai 12, le cose non sono andate come mi aspettavo. Il sito di quel test è sopravvissuto al mare burrascoso di internet, ed è sempre in piedi e gratis. Le domande che ti fanno sono sempre le stesse, però non sono mai riuscito a superare la prima funesta previsione, insomma il test mi dà morente prima del 2050 ziocane, non di molto, ma di qualche anno si. Cambiano le cause di morte, a volte, ma il risultato è che non solo non sono eterno, ma morirò considerevolmente prima di quanto mi sarebbe piaciuto.

L’altro ieri ho rifatto il test come da abitudine. Niente da fare, 16 settembre 2048. Eppure non guardo South Park come un tempo, e i Korn mi fanno più cagare di prima. E’ vero, non riesco a fare più di 5 flessioni consecutive senza sentire strani scricchiolii, ma è anche vero che non mangio chewingum e non mi chiamano “lardone” quando cammino per la strada (altre domande sparse qua e là). Epperò non riesco a schiodarmi da quei fottuti 75 anni. Ma non demordo. La mia ansia di eternità vuole continuare a cibarsi quanto meno di qualche pulcioso anno in più di vita. E lo avrà.

Ps. Lo storico sito che consulto ogni anno è  http://community.sparknotes.com/death/ . Se vi viene in mente di fare il test, ammesso che il sito funzioni (ma so già che Punzy non lo farà, anzi avrà passato il tempo di questo post a tirare fuori cornetti rossi di diverse dimensioni e a spargere sale sul pc) ed esce fuori che vivrete più di me, vi ammazzo a mani nude.
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13 Responses to 29.03.1975 – 01.09.2050

  1. Sunofyork ha detto:

    ma ci vuoi dire sì o no se hai i capezzoli pelosi?

    sun

  2. fed ha detto:

    Non ci posso credere. Oggi mi hai resa una donna felice: non sono l’unica idiota che aveva appesantito il suo pc con il cursore della spada di frodo che diventata anello!!!
    io avevo anche la casa di bilbo come cestino della monnezza sul desktop e altre cazzate di sto tipo

  3. francesca ha detto:

    consolati, vivò due anni meno di te 🙂

  4. paperogaedintorni ha detto:

    sunofyork: queste cose così intime rimangono tra me e gli studenti ubriachi di sparknotes
    fed: la mia spada non si trasformava in anello, lampeggiava in continuazione ed era spropositatamente grande per un puntatore. mio fratello dice che per una minchiata del genere la ram veniva dimezzata…
    francesca: e vorrei ben vedere! tutti devono vivere meno di me. l’1 settembre 2050 sarò rimasto l’unico uomo sulla terra…

  5. francesca ha detto:

    e oltretutto sarò una seccatura per i parenti perchè morirò sotto natale eh eh eh

  6. fed ha detto:

    Io morirò a 77!! tiè:

    I causa possibile: morte violenta ad opera di un papero psicopatico invidioso del fatto che vivrò ben 2 anni più di lui.
    Seguono:
    alcolismo e rapimento alieno

  7. paperogaedintorni ha detto:

    fed: non è possibile. ci deve essere un errore. oltre il primo settembre 2050 non c’è spazio per la vita umana sulla terra

  8. paperogaedintorni ha detto:

    sciuscia: che vuoi che sia, si muore. niente di serio

  9. Vale ha detto:

    beh.. io il 24 luglio 2054, ma a soli 70 anni…

  10. Valentina ha detto:

    A parte lo sbatti per crearsi l’account con nickname e password rispondenti alle loro richieste, io mancherò lunedì, 7 December 2043 alla tenera età di 73 anni probabilmente per malattia contagiosa o alcolismo. mi hai battuto di ben 7 anni, ma considera che sono parecchio più “vecchia” di te. 🙂 ma sei per caso nell’Adults’ entertainment business?

  11. paperogaedintorni ha detto:

    vale: non ci siamo capiti: il mondo finisce il 1 settembre 2050, altri che maya e altre minchiate.
    valentina: lo sbatti, come lo chiami tu, è il prezzo minimo da pagare per avere concreta prova della propria finitezza

  12. iko ha detto:

    Monday, November 6th 2062
    At the tender age of 72 years old.

    le cause sono come le tue, alcolismo, annegamento, “Cleaning your Rifle”, e rapimento alieno…

    confido nell’ultima…

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