Gastone e l’arte dello scrocco (e del taccheggio)

Gastone in realtà non l’ho mai chiamato così. Quindi probabilmente faticherà, inizialmente, a riconoscersi in questo post. A differenza di Vlad, del dottor Kildare e del Merda, lui è sempre stato chiamato con altri soprannomi, notevolmente più insultanti di Gastone. Io però lo chiamerò così perchè, a parte l’ovvio ricorso al mondo disneyano (che prima o poi mi costerà una causa per decine di miliardi di euro) in fin dei conti il tratto distintivo tra me e Gastone si riassume nel fatto che a lui, nella vita, è sempre andato tutto diritto.

Come gli dico spesso, non senza nascondere il mio furibondo odio e la mia lacerante invidia, lui cade sempre sulle zampe come i gatti. Potrete metterlo nel pasticcio più incasinato, calarlo nella situazione più precaria, carambolarlo nell’emergenza più disperata, Gastone ne uscirà senza un graffio, a situazione risolta e con un buon margine di guadagno. E spesso, credo, nemmeno lui saprebbe spiegarti come ha fatto. Mentre io mi sono sempre arrabattato, lento e impedito nel risolvere casini, trovare lavori e sistemazioni, far quadrare il mio quotidiano, lui ci ha sempre messo due secondi due. Due, tre mosse, e lo trovavi sempre due metri avanti a te. Il che alla lunga diventa frustrante, capirete, se lui è uno dei tuoi migliori amici.

Io ho desiderato una sorella per almeno dieci anni sacrificando ogni genere di agnello agli dei delle cicogne e la sorella non è mai arrivata? Ecco che a lui arriva una sorellina così, tranquillamente, quando ha già venti anni passati.

Io ho fatto “cinquanta concorsi novanta domande e duecento ricorsi” per trovare uno straccio di lavoro, dopo un quinquennio dedicato alla beneficienza gratuita? Lui trova lavoro quando vuole, se vuole, nel giro di 5-6 giorni. Così, quasi controvoglia, allo schioccare delle sue dita affusolate.

Potrei continuare con molti altri esempi del genere, ma non è di questo lato di Gastone che voglio parlare. E sì che avrei una larga scelta sul campo ove sputtanarlo, tipo la sua concezione della pulizia, dove ha elaborato sudicie leggi empiriche che rispetta con religiosa applicazione, o la sua incapacità di coordinare le lunghe leve anche nel più normale movimento sportivo, alla sua voracità da oca nell’ingurgitare cibo sano senza masticarlo, alla sua capacità vescicale che gli permette di bere anche un litro di birra in pochi minuti senza che il piscio gli esca poi dalle orecchie.

Niente di tutto questo. Gastone è anzitutto il grande artigiano dello scrocco, il maestro di bottega del taccheggio. Essendo fondamentalmente un tirchiaccio dickensiano che gira con enormi basettoni e il borsellino a catena dentro i pantaloni ampi e logori, Gastone ha sempre teso a risparmiare tutto ciò che potesse essere umanamente risparmiabile, e ciò in ogni modo lecito, ad esempio costruendosi da sè ciò che gli occorreva anzichè comprarlo, dimostrandosi sin da subito un piccolo Macgyver del Salento, o indossando per mesi gli stessi vestiti (e le stesse mutande); ma sopratutto in modo illecito, elaborando un suo sistema etico-morale profondamente relativista che io ho sempre riprovato e stigmatizzato, e per il quale mi sono ripromesso di denunciarlo alle autorità competenti.

Capitolo scrocco: Gastone è un signore dai modi che, seppure non possano dirsi raffinati, non sconfinano mai nell’evidenza becera. Egli cerca di non apparire mai troppo smaccato nel risparmiare. Il suo scroccare beni materiali agli altri si manifesta in forme subdole spesso quasi inintellegibili. Ad esempio, è uno che quando è a casa di chiunque, si guarda in giro per vedere cosa in quella casa non viene usato. Visita cantine e sgabuzzini, e spesso se ne va via con una marea di robaccia che ha già in mente di riciclare in qualcosa di utile. Tu quasi lo ringrazi che ti sta svuotando casa, e invece non ti accorgi che è uno sciacallo che si nutre delle carogne, che vive coi tuoi scarti, che utilizza gratis ciò per cui tu hai speso soldi.

Gastone è inoltre insuperabile nell’architettare viaggi in giro per l’Italia o per l’Europa nei quali non spenderà una sola lira in alloggio, riuscendo a scroccare notti sul divano anche all’amico del cugino della zia di un dimenticato compagno delle scuole medie, con una tale sfacciataggine da meritare di essere appeso all’albero più alto. Avete presente le adorabili facce da schiaffi?

Fare una vacanza con lui poi deve essere una tortura che mi sono al momento quasi sempre evitato. Una volta a Firenze, in mezzo ad adorabili osterie slow-food da 20 euro a cena, è riuscito a portarmi in una classica “sola” per turisti, dove per 10 euro ti davano ribollita, pappa al pomodoro, chianti e pane e dolce, e tutto aveva lo stesso sapore gommoso. Per lui alla fine, il sapore dei 10 euro risparmiati batteva qualsiasi pietanza. Per viaggiare con Gastone devi essere pronto alla costante rinuncia, al desiderio represso, alla conta continua dei centesimi nel borsello. Io credo che lui abbia un sacco di soldi, nascosti in qualche intercapedine del muro di casa. Tutti i soldi risparmiati ogni giorno della sua vita vivendo come un barbone – come dicono abbia fatto il banchiere di Rothschild per accumulare la sua fortuna – sono lì, sdruciti e sporchi, in enormi sacchi con la $ scritta con l’uniposca, pronti ad essere investiti in qualcosa di epocale. Probabilmente per comprare altri soldi.

Voi credete che con l’età sia maturato? Vi dico solo che l’altro ieri l’ho visto coi miei occhi rimettere la sua rimanenza di vino non bevuto nella bottiglia.

Capitolo taccheggio: Gastone non è solo un simpatico braccine corte. E’ anche un ladro impunito che si fa beffe di controlli e leggi. Se vuole qualcosa, se la fotte. Dentro di sè ha elaborato la convinzione che il taccheggio sia un reato senza vittime, che ogni suo furto sposti l’universo incontro all’equilibrio cosmico, che bene e male sono solo giudizi di valore relativi, che chi non ruba non è che sia onesto, è che è solo un pavido, e che sopratutto a lui le cose piace averle gratis. Tutto ciò che è gratis è buono è assieme la sua legge morale universale che abbraccia tutte le altre, il suo insegnamento principe con cui indottrinerà suo figlio, e l’epitaffio che credo farà iscrivere sulla sua lapide per quando sarà schiattato (in realtà, pur di non pagare il cimitero e il funerale, si farà gettare furtivamente in una discarica abusiva in pasto alle volpi, o si farà cremare dentro ad un barbecue).

In tutta questa foga diffamatoria nei confronti del mio prezioso amico, ho dimenticato di dire che sì, io ho sempre invidiato a Gastone il suo modo di trionfare sull’universo. Il suo pensare poco e per linee dannatamente rette, il suo porsi un obiettivo e prendere la via più pragmatica per realizzarlo. La differenza tra me e lui emergerebbe, volendo fare un esempio a mò di parabola, se ci trovassimo in strada improvvisamente di fronte a un biglietto da 100 euro. Io starei lì a fissarlo, a guardarmi attorno, a pensare che forse il suo padrone mi sta guardando, a pensare che non è bene, e che comunque devo essere molto discreto nel raccoglierli, e che comunque dovrei chiedere poi in giro di chi sono. E mentre penso a tutte queste cose Gastone li avrebbe già raccolti e depositati nel suo caveau segreto.

Anzi, ora che ci penso, per cento euro Gastone sarebbe capace, pur di assicurarsi il malloppo, di uccidermi azzannandomi alla gola e di strapparmi il cuore mentre sono ancora vivo.

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13 Responses to Gastone e l’arte dello scrocco (e del taccheggio)

  1. mich ha detto:

    non credo di avere un migliore amico che riassume in sé tutte queste caratteristiche, ma di certo ne ho svariati che hanno tratti riconoscibili. un’amica su tutte è quella che riesce a viaggiare a scrocco sempre e comunque, che trova sempre un divano su cui accamparsi, un mezzo pavimento su cui srotolare il sudicio sacco a pelo ereditato dalla trincea del bisnonno.

  2. francesca ha detto:

    La cremazione nel barbecue è un’idea geniale. Per curiosità, esiste una signora Gastone?

  3. Gastone ha detto:

    Tutto nasce come reazione ad un’economia di mercato consumistica che distrugge il mondo, e ad un’etica calvinista che aborro e ad una sana zingaraggine connaturata. il prossimo passo sarà imparare a montare un miscelatore e a pulire una caldaia per aggirare il latrocinio dell’idraulico di turno.
    Baci a tutti

    Gastone

  4. punzy ha detto:

    gastone, guarda che puoi ache farti seppellire in una fossa che il giorno dopo sarà occupata da una bara.
    Vebbè è invidia perchè io tengo la sfiga cosmica che mi segue tipo ombra

  5. paperogaedintorni ha detto:

    francesca: esiste una signora gastone, la quale, usufruendo in casa di un mcgyver factotum, di un prudente contabile, e di un ladro provetto, non credo abbia nulla di cui lamentarsi.
    gastone: poche balle: tu non ti limiti a rifiutare il superfluo che il consumismo offre, ma rubi ciò che ti serve. Infine, l’etica calvinista non sai manco cos’è, ricorda che ti hanno rimandato in filosofia al liceo.
    punzy: posso capire la tua invidia. chi è fortunato merita tutto il nostro astio. non è peccato.

  6. uic ha detto:

    cosa diamine sono le lunghe leve?
    e poi io vorrei sapere il nome vero di Gastone. Quello che gli avete affibbiato quando in calzettoni e foularino costruivate le palafitte sulle rogge.

  7. ghebuz ha detto:

    “Gastone è inoltre insuperabile nell’architettare viaggi in giro per l’Italia o per l’Europa nei quali non spenderà una sola lira in alloggio, riuscendo a scroccare notti sul divano anche all’amico del cugino della zia di un dimenticato compagno delle scuole medie, con una tale sfacciataggine da meritare di essere appeso all’albero più alto. Avete presente le adorabili facce da schiaffi?”

    Sembra in tutto e per tutto la descrizione di una mia amica. Studentessa in nonhomaicapitobenechecosamacentranoidirittiumani, sempre a spasso per l’Europa e a organizzare vacanze strampalate. Una volta, per Capodanno, cercò di convincere me ed altri amici a passare un po’ di giorni a casa della madre di una sua amica in Germania, insieme a non so quanta altra gente. Mmmh.

  8. dieghermaister ha detto:

    uno che mangia uno stanato di insalata di riso da solo e che riesce a farsi trovare un pomeriggio qualsiasi all’ombra del cupolone pronto in un’ora per una cena ai castelli ha il mio più profondo e devoto rispetto

  9. paperogaedintorni ha detto:

    uic: braccia e gambe lunghe, sempre a pensare a quello stai..
    dieghermaister: profondo e devoto rispetto per quello lì? devi essere ubriaco di sangiovese

  10. ilmondodigalatea ha detto:

    Più che Gastone, sembra il ritratto di Paperone però. La signora Gastone, però, non la invidio affatto. E dei paperi, Paperoga è sempre stato il più simpatico, come conferma questo blog. 🙂

  11. Il Merda ha detto:

    sono quintessenzialmente affine al Gastòn, di lui un modello scritto a ferro e fuoco sulla faccia del mondo. e non vedo l’ora di spennagli qualche centesimo durante il baccarat delle vacanza di natale, un euro in meno nelle sue tasche son meglio di 10 euro nelle mie…

  12. paperogaedintorni ha detto:

    galatea: in effetti il Gastone disneyano non è un taccagno. ma è dannatamente fortunato. e ben più che un taccagno il gastone di cui parlo c’ha sempre avuto un gran culo.
    Il merda: sono pronto ad accordi sottobanco e ad truffe disgustose pur di spillare quattrini all’uomo in oggetto.

  13. […] emiliana, ho sempre cercato di evitare il contatto con quella città, nonostante  Gastone abbia avuto la brillante idea di trasferirsi, e la sua compagna abbia avuto in sorte il destino di […]

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