Io e Dio (storia di un cattolico eretico infiltrato) parte seconda

Riassunto della puntata precedente: narrasi della mia concezione del rapporto con Dio e con la religione cattolica che avevo a 8 anni. Una concezione ingenua ma nondimeno eretica, che se avessi rivelato ad un prete mi sarebbe costato un badile di penitenze e minacce e avvertimenti. Ma non era mica finita.

Il mio rapporto con la Madonna è stato strano e asettico. Tutti mi dicevano di pregarla perchè era la madre di tutti, anche la mia. Ma io ce l’avevo già una mamma. Non mi veniva di considerarla tale, avere due mamme era una concezione un po’ troppo avanti per un meridionale come me, insomma, non ero nato mica  in un compound mormone nello Utah. Lei era una gentile signora dal candido aspetto, anche se quel serpente schiacciato sotto i piedi mi lasciava timoroso e sempre ad almeno due metri da ogni sua statua. Le portavo rispetto e venerazione, ma se vogliamo rimanere nella metafora familiare, la consideravo più una zia premurosa, ecco (quindi Gesù era davvero mio cugino, ora che ci penso. Salvatore, perdonami se non ti ho creduto).

I santi li ho ignorati bellamente tutti, da quello di cui porto il nome (San Paperoga) sino a quelli più importanti. Mai pregato un santo perchè mi tirasse fuori da un guaio. Sapevo che avevano anche loro dei superpoteri, vedi Sant’Antonio e l’ubiquità o San Francesco e le sue doti da Dr. Dolittle. Ma non mi dicevano granchè, poi molti di loro avevano avuto una fine atroce, un sacco di loro erano morti di martirio, crocefissi capovolti, trafitti da frecce, segati in due, la loro vita era stata difficile e povera e stentata, la loro gloria riconosciuta sempre postuma. Insomma, non erano proprio come Rambo e Rocky, le colonne morali di ogni ragazzino del 1983.

Restava Dio. Ecco, con lui ci parlavo. Esponevo le mie teorie, le mie richieste, proponevo ragionevoli proposte di permuta. Ponevo a lui i miei interrogativi teologici, e il Padre nostro è una delle preghiere che non ho ancora scordato. Se per me fosse un secondo padre o un terzo nonno o lo zio d’America, non lo avevo chiaro in testa.  Ma poco importava l’albero genealogico. Sapevo che lui mi aveva creato e che quindi era lui a cui dovevo rivolgermi evitando prestanomi o faccendieri o call center.

Da piccolo la sera leggevo anche la Bibbia. L’Antico Testamento, per la precisione. Un’avventura incredibile, storie piene di suspence, sangue, colpi di scena, dinastie di re, persone intrappolate nella balena, ragazzini con le fionde che affrontano giganti, profeti nelle fosse dei leoni, minchia che gran ficata che era la Bibbia. Però poi mi fu detto che la Bibbia non bisognava mica leggerla così, con questo spirito libero. Che andava bene leggerla, però poi bisognava parlarne con qualcuno, preferibilmente in divisa da prete, che ti spiegasse cosa c’era scritto. Che era un libro difficile e pieno di insidie, poteva portare a pericolosi percorsi di eterodossia. Forse però me lo dissero che era troppo tardi.

Anche questa storia della confessione, non mi andava mica tanto bene. Dopo un po’ che lo facevo, la sensazione di liberazione che ne conseguiva aveva lasciato il passo all”imbarazzo di chi autoviolava la sua privacy per raccontare ad uno sconosciuto, benchè fidatissimo, tutte le porcherie che combinava. Col tempo, me ne uscivo più sporco che liberato, più appesantito che con in testa un alone temporaneo di santità.

Il Papa poi. Io l’ho toccato il Papa. Avevo nove anni e a San Pietro, sobillato dalle suore elettrizzate come manco le fans dei Tokio Hotel, sporsi la mano verso la papa-mobile mentre passava gli sfiorai l’indice e il medio credo. Almeno credo che fosse la sua mano e non quella dell’autista. O Di Ali Agca. Non mi lavai la mano per tre giorni. Però quello che diceva il Papa non è che mi interessasse tanto. Insomma, anche lui non era mica Dio, non avvertivo così tanto la sua autorità. Era un  tipo simpatico, a posto, e il suo accento polacco suadente, il suo fare protettivo. Ma io avevo Dio a portata di mano, perchè tutto questo interesse per uno dei tanti successori di uno degli apostoli del Figlio?

E poi il sesso. A 8 anni non sapevo quasi manco che fosse, è chiaro. Noi ragazzini poi schifavamo le femmine e pensavamo a giocare a calcio a ricreazione, a scambiare figurine e a giocare con i pupazzi dei Masters. Però le suore sta cosa del sesso ce la infilavano appena potevano. Alle feste di carnevale noi con le femmine manco morti ci avremmo ballato. Ma le stesse suore, per prevenire contatti non autorizzati dal Pentateuco, ci imponevano di ballare tra di noi, maschietti,  preferendo dunque il male minore dell’omosessualità latente a quello della copula pre-matrimoniale.

A tutte queste cose non davo molta importanza quand’ero un cattolico di otto anni. Erano pensieri arditi ma ingenui, blasfemi ma pieni di fede in Dio. Ma si, dicevo, posso anche essere in disaccordo con la Chiesa, ma siamo una Grande Famiglia, l’importante è avere ben presente l’essenziale: c’è un solo Dio, il suo copyright se l’è aggiudicato la Chiesa cattolica,   la sua parola sta dentro la Bibbia, e il resto non importa.

Importava invece.

Perchè circa tre anni fa, durante un periodo di studio matto e disperatissimo, mi imbattei in alcuni testi di dottrina religiosa cristiana. Sfoglia sfoglia, e leggo che no, niente santi, scherziamo? niente madonne, niente confessione, libera lettura della Bibbia, nessuna mediazione tra Dio e l’uomo, i preti non sono dotati di alcun carisma sacramentale, ci si salva con la sola fede e non con le opere buone. Erano testi sulla Riforma luterana.

Mi venne un colpo. Scoprii che ero sempre stato protestante. Altro che cattolico, ero un piccolo infiltrato del nemico sin dalla tenera età di otto anni. Una spia.

Capperi, mi sono detto. Praticamente sono stato cattolico solo nel periodo di incoscienza della mia vita, tra un battesimo etero-imposto e l’età della prima masturbazione. Scoprire che sono sempre stato un altro è stato penoso, stordente quantomeno. E’ come crescere in una famiglia credendo che quelli siano i tuoi genitori. E poi a 30 anni scopri che i tuoi veri genitori erano altri. E’ una sensazione di straniamento che devo ancora superare, anche oggi che l’ateismo pare aver risolto ogni dilemma teologico.

Sarà che sono ancora rintronato, sarà che ancora non mi sono rassegnato ad essere uno scettico, però è vero che ogni tanto entro in Chiesa. Se c’è la Bibbia in libera consultazione, ne apro una pagina a caso e  la leggo. Poi mi siedo sulla panca, e guardo un po’ intorno e un po’ nel vuoto, con le spalle curve, giochicchiando con le dita intrecciate. Guardo il crocefisso di sottecchi, come un figliol prodigo che però non è mica tornato a casa, anzi, c’è un po’ l’imbarazzo dell’empio che entra nella casa di Dio. Sto un po’ in silenzio, devo dire che dopo un po’ mi sento rilassato, e incoraggiato provo a fare un passo avanti, e ad imbastire un dialogo interrotto da anni con quel Dio che avevo scelto come unico referente spirituale. Espongo lo stato della mia vita, chiedo consiglio. Dura per qualche attimo la magia. Poi mi si allappa il cervello. E’ come quando riprendi in mano vecchi giochi che facevi da bambino. Ci stai due minuti, ci provi, ma non ti diverti, e ti chiedi come facessero a divertirti tanto a quei tempi. Beh, a me divertivano e molto, ed ero molto migliore di adesso tanto per dirne una. Vabè.

Mi giro e me ne vado, con fare educato, ma senza fare segni di croce. A volte però se trovo un altare votivo, infilo 50 centesimi, accendo una candela ed esprimo un desiderio. Non può dirsi fede, ma al momento è quello che passa il convento.

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11 Responses to Io e Dio (storia di un cattolico eretico infiltrato) parte seconda

  1. fed ha detto:

    Mmm, il tuo rapporto con la religione quando avevi 8 anni ricorda molto il mio alla stessa età. Con la sottile differenza che ero in perenne bilico fra un nonno cattolico di altri tempi (allevato da uno zio prete e fermamente convinto che la bibbia andasse creduta alla lettera), una mamma credente (non si sa bene in cosa forse una via di mezzo fra catolicesimo e scamanesimo, ma credente) e un papà assolutamente e irrevocabilmente ateo.
    Ciò ha generato una specie di confusione fin dalla mia più tenera età quando, ai precetti del catechismo si affiancava la convinzione che si, va bene Dio, ma San Francesco era dalla parte degli animali, quindi era lui il più figo di tutti, oppure che gli alberi quando si seccano vanno in paradiso insieme ai grandi partiarche che sono vissuti per migliaia di anni e hanno aperto gli occhi solo dopo 300 anni di vita un po’ come de gatti spalmati nei secoli, ma che comunque tutto ciò non importa perché tanto il pradiso non esiste.
    In età più adulta, forse per sfuggire a questo melting-pot metafisico, ho semplicemente smesso di pormi il problema

  2. ghebuz ha detto:

    Hai toccato il papa???O mio Dio, questo è trash!

    Il mio rapporto con la chiesa cattolica si è incrinato per semplici motivi materiali: all’età di 10-11 anni il mio paese cambiò prete e quello nuovo non dava più soldi ai chierichetti per frequentare le messe. Sconcertato da tanta stronzaggine, mandai a fanculo chierichetti, prete e tanta altra gente e divenni ateo.

  3. Sunofyork ha detto:

    cinquanta centesimi per una candelina?
    io al massimo cinque, e con quei cinque accendo 3-4 candeline. dev’essere per quello che non mi si realizzano mai i desideri tipo “aiutami a non cannare un brasato” o “fa’ che i miei capelli siano sempre setosi”…la prossima volta sarò più generosa.
    oppure punto per le stelle cadenti a san lorenzo che almeno sono gratis

    sun

  4. paperogaedintorni ha detto:

    fed: ho avuto ottimi esempi in famiglia di buoni cattolici. ne avessi avuti di pessimi, forse sarei ancora cattolico.
    ghebuz: manco per 50mila dell’epoca sarei salito sull’altare a reggere calici davanti a tutti vestito come alla prima comunione.
    sun: taccagna, un prete dovrebbe coglierti sul fatto e arrestarti per abuso di candela votiva.

  5. punzy ha detto:

    Io mi sono scopeerta buddista, più o meno una decina di anni fa. Nel senso che leggo un testo che parla di buddiscmo e scopro che la dottrina riasume in un corpus le mie terie sull’universo, sul sacro e sul profondo…capita

    e non accendo candele votive, però esprimo il desiderio quando cade la stella, sempre sui miei capelli, come Sun

  6. Ghebuz ha detto:

    Io mi prostituivo per 1000 lire a messa (che sputtanavo subito al bar del paese con due partite di Mortal Kombat, assieme a qualche vecchio ubriacone), ma ai funerali, ai battesimi e ai matrimoni il mio cachet saliva mostruosamente.

  7. Sunofyork ha detto:

    senti punzy per favore io ho particolarmente bisogno che i miei capelli siano setosi, puoi evitare di fare le mie stesse richieste sennò lo sforzo divino si dimezza e mi ritrovo con sta scarcella in testa?
    sun

  8. dieghermaister ha detto:

    me lo potevi dire prima che eri finito qua. ho ancora nel cassetto le pagine ingiallite di vecchi scritti adolescenziali e credevo fossero gli ultimi. meno mal.
    credi a moi: l’ateismo risolve, purifica e onora l’intelligenza umana (se dio non ci fosse…poi qualcuno se lo inventerebbe.è così che ci siamo rovinati)

  9. ilmondodigalatea ha detto:

    Bel racconto. Mi è piaciuto molto. In alcuni passi mi ci sono anche molto riconosciuta. Soprattutto in quella storia dei vecchi giochini di quando si è piccoli, che quando riprendi in mano ti chiedi perché non ti riescano a divertire più. Perché si è cresciuti, e questo un bene: ma quando si cresce si resta sempre un po’ più soli.

  10. Lila ha detto:

    molto intrigante questo post. Ben scritto, realistico, divertente.
    Una suora una volta mi disse che Gesù era l’unico figlio di Dio, cioè, che lo eravamo anche noi ma noi eravamo figli adottivi. Avevo trent’anni, ma avevo già scoperto da un bel po’ che per adottare un figlio ci vuole un’ente da cui adottarlo e un sacco di carte. E dopo quindici anni che non mettevo piede in chiesa se non per scopi artistico-turistici sono scesa in chiesa a ringraziare Dio d’essersi preso tanto disturbo.

    Per il resto condivido la tua situazione di giochino da bimbi, almeno riguardo alla religione, non a Dio.

  11. paperogaedintorni ha detto:

    punzy: buddista? ed io che ti facevo una materialista marxista
    ghebbuz: 1000 lire? si prende di più a fare il dog sitter..
    sun: ti trovi davanti a dio e gli chiedi dei tuoi capelli?
    dieghermaister: scritti adolescenziali? hai sbagliato blog e mi hai preso per qualcun altro.
    galatea: hai ragione. ho passato una intera infanzia a giocare da solo e non mi sono mai sentito sfiorare dalla solitudine
    lila: i giochi dei bimbi sono divertenti perchè ci si crede. quando smette di credercisi, crolla tutto. ahimè

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