Il quotidiano incontro con i VIP

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Ogni giorno io vedo un sacco di gente famosa. Non è che la cerco o che la cosa in sè mi ecciti, ma il fatto è che la gente famosa mi si sbatte letteralmente contro (non in senso sessuale, purtroppo e per fortuna, dipende dai casi). Mentre vado al lavoro, mentre giro in centro in cerca di acquisti, al cinema, dal fruttivendolo, in stazione, in autogrill. Così, a grappoli, a frotte, a muzzi insomma. Un vip di qua, uno di là, a volte due vip a braccetto, altre volte l’uno su un marciapiede l’altro sul lato opposto.

Che poi la cosa strana è che quando li incontro li trovo impegnati a fare qualcosa che non c’entra per niente con il loro mestiere o con quello che so di loro. Ad esempio mesi fa ho visto Rita Levi Montalcini al primo banco di una chiesa mentre diceva il rosario, con un fervore da perpetua che non si attaglia alla scienziata che poi è. Oppure l’altro giorno ho visto Faso, il bassista di Elio e le Storie tese, che lavorava come commesso in uno di quei 99 cents shop, e metteva a posto lo scaffale dei saponi.

Quando lo racconto, gli altri alzano le spalle o mi spernacchiano e mi danno del cazzaro, oppure dicono: hai visto un sosia, che cosa sarà mai, se ne vedono ogni giorno. Beh, forse è vero. E il dubbio mi è venuto dal fatto che ad esempio vedo anche vip passati a miglior vita da diversi decenni, tipo mi pare di aver visto Jim Morrison qualche settimana fa che sfogliava un giallo di Lucarelli in Feltrinelli.

Per non parlare di Dio. Io lo vedo almeno due volte a settimana. A volte fa il tabaccaio, altre volte la maschera del cinema. E’ lui, senza dubbio, capelli soffici e bianchi e lunga barba bianca curata, sguardo buono e onnipotente. Solo che gioca a sorprendere, e quindi te lo ritrovi a volte sui gradini di una chiesa a chiedere l’elemosina col suo cane, magari prendendo appunti sugli stronzi che gli stanno alla larga e sui bravi cristiani che gli ammollano almeno 1 euro, così, per portarsi avanti col giudizio universale.

In effetti, sta storia che spaccio i sosia con i vip in carne ed ossa potrebbe avere una sua parvenza di credibilità. Ma, fino a prova contraria, non è che io vado a chiedere loro la carta di identità. Mica chiedo autografi. Sono mica San Tommaso che deve intingere il dito nelle loro piaghe, ammesso che ne abbiano. Mi limito a fare le cose che farei comunque. Dunque nessuna controprova. E allora, visto che la fantasia come vedete non mi manca, perchè non dar fondo a tutta la riserva credendo di vivere a perenne contatto con attori, politici, divinità, eroi dei fumetti, che fanno una vita ordinaria accanto alla mia? Ho per caso paura di perdere una reputazione? Giammai. Ho per caso timore che mi si scambi per un povero idiota? Nisba.

E dunque, per tutti coloro che volessero sapere chi incontro quotidianamente di così famoso, e titillare le loro curiosità gossippare sul lato nascosto della vita dei loro miti (e in qualche caso anche dei loro dei), eccomi sfruttare degnamente una invenzione tecnologica finora ignorata, di nome twitter (per facebook dovrete aspettare che volino i maiali). A destra della home page del blog troverete aggiornamenti in presa diretta via twitter sul vip di turno che ho incontrato, dov’era, che cosa faceva, e ogni volta credetemi sarà una sorpresa per me come per voi.

Ad esempio, stamattina, mentre girovagavo per il soggiorno della mia casa salentina, ho visto una foto incorniciata recante una incredibile ed agghiacciante scoperta. Una foto d’epoca, in bianco e nero, in cui mio nonno e mia nonna escono dalla chiesa tutti agghindati a nozze. Guardo bene ai loro lati, e chi ti vedo a fianco a mio nonno, nella chiara postura del testimone di nozze? Silvio Berlusconi, il nostro premier. Era lui, sputato, forse solo più alto, anche se non è certo questa la stranezza, visto che ad occhio e croce la foto risale agli anni ’30.

Potrei continuare a dilettarvi con svariati incontri ravvicinati con la gente che conta, ma sento or ora distinta la sirena dell’ambulanza che viene a prendermi, dunque non vi dispiacerà se chiudo qui e bruscamente questo post lievemente strafatto.

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11 Responses to Il quotidiano incontro con i VIP

  1. porzione ha detto:

    Ehi, mitomane, io ho incontrato Ray Charles a Malpensa. Ed a rendere ancor più inverosimile il fatto, non mi hanno manco perso i bagagli.

  2. […] Il quotidiano incontro con i VIP « Paperoga e dintorni Articolo aggregato il 14 novembre, 2009 alle 18:43 ed archiviato in Vip. Puoi seguire il dibattito […]

  3. Amaracchia ha detto:

    Mio Nonno era Alberto Sordi, c’è poco da fare, e Babbo Natale insegna nel dipartimento di Fisica a Bari.

    Ah e poi Biagio Antonacci è il barbiere di mio padre.

    Non ci facciamo mancare niente qui nel nord barese, anche perché io sono Evan Rachel Wood.

  4. paperogaedintorni ha detto:

    porzione: la tua vita sociale al contatto coi vip è piuttosto scarsuccia, prendi esempio da amaracchia.
    amaracchia: vedo che anche fai incontri sorprendenti,d’altronde come attrice del momento non potrebbe essere altrimenti. Ti faccio solo notare però che Babbo Natale io l’ho incontrato a Brescia ad un concerto di Bob Dylan. Erano lui, Allen Ginsberg e Dio che seguivano Dylan in tour con un furgoncino wolkswagen. Erano olandesi e fumavano i più immensi cannoni che io abbia mai visto. Il loro sguardo era pacificato, le loro unghie erano nere e le loro compagne avevano una ventina d’anni ciascuna. Escludo dunque che Babbo Natale, dopo questo happening itinerante, possa essere finito a insegnare Fisica a Bari. E comunque, se è finito lì, prendi con le molle quello che insegna…

  5. fed ha detto:

    Faso è il veterinario del mio cane.
    E sono ragionevolmente certa di incontrare spesso Geppetto (il papà di Pinocchio) e una volta ho visto Syler, il cattivon della serie Heroes uscire da una macchina.

  6. Amaracchia ha detto:

    Siccome questa iniziativa esalta il mio spirito d’osservazione sui generis e tenendo poi conto che mia sorella non frequenta questi lidi per bacchettarmi e farmi notare che dico fregnacce, volevo aggiungere che il signore barbuto del primo piano è Patrick Dempsey e ho appena vissuto il lutto del trasloco di Paolo Conte, che aveva il balcone dall’altra parte della strada e fumava a petto nudo sulla sdraio fino ad ottobre.

    Poi conosco Mr Potato della Playskool, ma se dico chi è Montagna d’Uomo mi sfascia le ditine.

    Ora mi avete attivata, sopportatemi.

  7. punzy ha detto:

    Io l’altra notte ho sognato che Dio dava in outosrcing la lotta contro il male, io gli facevo un’intervista e lui diceva che pero’ non era soddisfatto e che il capitaliscmo non funzionava

  8. paperogaedintorni ha detto:

    Credo di aver fatto ottenere il permesso di soggiorno al rapper MC Hammer e al pugile Patrick Holyfield. E forse anche, diomiperdoni, a Mohammed Atta, l’attentatore dell’11 settembre. Anche se il permesso lo ha ottenuto dopo.
    E poi volevo dire che Pacciani è vivo, e ripara biciclette non lontano da casa mia. Usa strumenti di precisione affilati e non ha una clientela femminile molto folta. Lo vedo mogio e silenzioso, attorniato da calendari di donne discinte e volgari.

  9. Forse è ora di quel controllino, caro paperoga?
    Quando vuoi, quando sei libero, senza impegno, ti posso indirizzare da uno specialista della questione.

  10. Ah, e se senti mille piccoli insettini che ti camminano addosso…

    tranquillo, non ci pensare, ma magari vieni prima.

  11. paperogaedintorni ha detto:

    perchè nessuno mi crede, dottore? Perchè nemmeno lei, dottore? Le vocine che sento sono inequivocabili.

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