L’accompagnatore di madri

locandina

Credo di aver dato alle mie lettrici etero e ai miei lettori gay ogni motivo per considerarmi l’uomo meno sexy della terra.

Ricapitolando.

1) Faccio l’arbitro di calcio, che già di per sè è una di quelle cose che un uomo sulla piazza dovrebbe quantomeno cercare di nascondere, trattandosi di un mestiere affascinante quanto un sacchetto di umido da destinare alla differenziata. L’idea di un uomo che è lì, muto, al massimo fischiante, e vestito di nero, a beccarsi insulti e contumelie senza poter rispondere, a farsi dare del cornuto e del figlio di madre e signorina potendo al massimo e con non poco senso del ridicolo reagire agitando cartellini gialli e rossi, non stimola così tanto le fantasie sessuali femminili. A parte le malate di mente che si immaginano atti sessuali in cui il partner inframmezza i suoi adempimenti priapici con lo sventolio di cartellini gialli o la misurazione della distanza della barriera nei calci di punizione.

2) Ho già detto da qualche parte che sono un ex scout, e ne vado orgoglioso. Anche qui, una camicia verde e pantaloncini kaki e foulard al collo, potrebbe far vacillare persino la sensualità di Brad Pitt, nel caso dovesse decidersi ad indossare una bella divisa da esploratore (io continuo a ritenere invece irrestistibile una ragazza vestita da scout). Inoltre, l’idea di marce notturne, missioni di pattuglia, camicie zeppe di distintivi, encomi solenni e altre simbologie di antico sapore militare, non credo trovi troppi riscontri in quest’era demilitarizzata nel femminile pascolo del pacifismo.

Quindi, in sintesi, con questi due azzardati “outing” mi sono giocato:

– le donne che vogliono l’uomo forte che reagisce con mascolinità alle provocazione ricorrendo alle vie di fatto verbali e fisiche;

– le donne che vogliono l’uomo tendenzialmente anarchico e non emissario del potere costituito;

– le donne che vogliono l’uomo forte ma disarmato, capace e pratico ma senza tracce di caserma, risolutore di problemi come McGyver ma senza coltellini svizzeri attaccati ai pantaloni della mimetica.

Ma visto che mi voglio fare del male vi svelerò anche un’altra cosa: sono un uomo di 34 anni che, quando torna a casa d’estate, va spesso al mare assieme a sua madre. E così ecco servita un’altra categoria di donne, quelle che vogliono un uomo affrancato da ogni contatto con la propria madre, che non sia un (casto) bacio di ordinanza nel giorno del suo matrimonio.

Quindi, per solleticare l’ardore del pubblico femminile, ecco cosa succede in una mattinata al mare tipo tra me e mia madre. Tutto quello che ci serve è un ombrellone e due sedie, un paio di asciugamani e crema. Arrivati in loco io mi incarico, come bravo figlio facchino, di portare quasi tutto in spiaggia, mentre lei si porta dietro solo la borsa mare. Con le mie possenti braccia (come no) infilo l’ombrellone fin dentro la sabbia, e poi mia madre da brava donna sistema le cose come se dovesse arredare casa. Poi c’è la parte che più attizzerà il pubblico edipico, ovvero la parte in cui lei spalma la crema al sottoscritto, osservando le precisissime indicazioni su quali nei coprire con una protezione totale, quali zone coprire con una protezione media, quali lasciare scoperte. Un’operazione noiosissima di mezz’ora che deve aver fiaccato anche la pazienza materna, visto che l’ultima volta mi ha consegnato direttamente uno spray che non va spalmato, per me inquinantissimo e puzzolente, con il quale posso fare tranquillamente da solo. Fine della parentesi incestuosa, le nostre strade in realtà si dividono presto, perchè mia madre non sa nuotare e non ama particolarmente l’acqua, si bagna tipo i gatti, mentre io mi butto subito a mare e ci rimango per una media di un’ora a bagno. Prima però faccio una lunga passeggiata sul bagnasciuga, solcando lidi e spiagge libere, guardando l’orizzonte del mare da lontano e delle belle quinte di bikini da vicino. La gente è tutta nei primi tre metri di mare, tutta presa, dal bambino all’adulto, a fare un sacco di porcherie, tipo fare continui lavaggi nasali o semplicemente pisciare beati e in silenzio. Io quindi cerco di guardare oltre ed altro, e dunque non posso che notare onde e tette, capitemi. Tornato dalla passeggiata mi metto a mollo in acqua, mentre mia madre prende il sole o legge le sue solite riviste femminili. Finito il bagno prendo un po’ di sole, tra di noi non si chiacchiera molto, io ho preso da lei, schiva e spigolosa anche se cordiale, e dunque si va più che altro per  non detti, ovvero miei sguardi del tipo: “Quando si deciderà tuo marito a schiodarsi da casa e a portarti al mare”, oppure suoi sguardi del tipo “Quand’è che mi darai un nipote”, e così via. Terminato il lungo e fruttuoso scambio di messaggi subliminali, altra calata di un’ora nell’acqua, e poi altro sole. Lei va a bagnarsi i piedi, poi torna bagnata fino alle caviglie e dice di essersi bagnata fino ai capelli. Come no, le rispondo. Così passiamo agevolmente, e direi piacevolmente, una mattinata intera. A casa ci aspetta il capo famiglia, che spignatta sui fornelli e cucina per tutti e tre. Farebbe qualsiasi cosa, pur di non andare al mare. Dunque sbaracchiamo in tempo per non essere richiamati da tediosi sms ansiosi e richiamanti la puntualità. Lei è stata bene, lo vedo da come è distesa in volto. Non ci diciamo mai una mazza, ma alla fine fa nulla. Perdo un po’ di pubblico femminile, ma ogni volta ne vale la pena.

Ps. Però non dovete credere che sia tutto questo cuore di mamma, figlio ideale e via dicendo. Dopo una di queste mattinate al mare, ho scritto di soppiatto un sms ai miei cari fratellini, impegnati uno in una interminabile vacanza negli Stati Uniti, l’altro in una traversata in barca a vela sul mediterraneo. Poveretti. Testo del sms: “mentre voi vi sollazzate sui grattacieli di new york o vi immergete nell’azzurro mare delle Egadi, io scarrozzo vostra madre in lungo e largo nel Salento. Spero che se ne ricordi nelle opportune sedi testamentarie“. Uno dei miei fratelli l’ha chiamata subito.

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11 Responses to L’accompagnatore di madri

  1. Paolo ha detto:

    Ciao Paperoga!
    Sono un tuo lettore fisso…ma non sono gay…ehhhh
    Sei simpatico ed intelligente…dacci dentro..fa qualunque cosa…senza metterti nei guai, s’intende…per far arrivare tutto questo nella vita reale…alle ragazze…se leggi i loro blog…sono tutte a chiedersi..ma dove sono gli uomini di una volta…che corteggiano le donne…e poi fanno tanto le sostenute…quelle che se ti avvicini mordono…Tu insisti con garbo e gentilezza…dimostra chi sei…e le cose cambieranno.
    Ma il fatto di andare al mare con tua madre…beh che male c’è…vivi in un altra città.. per svariati mesi…è normale che abbiate voglia di parlare e di stare in sieme.
    Tutto OK, Paperoga…sei in gamba!

    Un saluto
    da Paolo (se ridici che ti leggono i gay…ti do un cazzotto in testa..capito!)

  2. CMT ha detto:

    Sull’essere l’uomo meno sexy della Terra, mettiti in fila.
    Sul mare… neanche se mi pagano ci vado… né solo né in compagnia, avrò qualcosa in comune con tuo padre 😀

  3. paperogaedintorni ha detto:

    paolo: grazie per i complimenti e i consigli, mi hai risparmiato una seduta dall’analista. sul fatto che mi leggano (anche) i gay, beh, la cosa perchè dovrebbe disturbarmi,anzi. delle inclinazioni sessuali dei miei lettori non potrebbe sbattermene di meno, inoltre non sono allenato a dare giudizi di valore in base all’orientamento sessuale, quindi direi che il cazzotto me lo posso evitare, no?
    Anzi ora che mi ci fai pensare, se proprio dovessi esprimere un desiderio, vorrei che non mi leggessero gli interisti. Ma mica è colpa loro, poveretti, quindi non esprimo nessun desiderio.

  4. prefe ha detto:

    e se io fossi interista?

  5. Amaracchia ha detto:

    Ho smesso di accompagnare i miei genitori da almeno 15 anni, sono lenti e fastidiosi.

    Cmq nel mondo dei mini pony il racconto del mare con la mamma andrebbe forte, magari ometti la questione del messaggio.

    Con immutata stima

    🙂

  6. uic ha detto:

    sei simpatico e intelligente e pieno di gioia di vivere.
    Soprattutto ti esprimi al tuo meglio in spiagge affollate schiacciato tra due donne che ti chiedono cose tipo: ma i maschi, per dire, della cellulite se ne accorgono? e della biancheria intima?
    Son cose serie, eh, Gioia di vivere.

  7. paperogaedintorni ha detto:

    amaracchia: mi incuriosisce questo mondo dei mini pony…ma sono quei cavalli con le criniere spiritose di quand’ero ragazzino?
    uic: fossi in te non sarei così orgoglioso della scemenza femminile. e comunque quei momenti li ho rimossi.

  8. Amaracchia ha detto:

    Esatto, proprio loro. Ho creato delle categorie con filosofie annesse abbastanza rudimentali, ma precise. Una di queste riguarda il mondo dei mini pony, pieno di arcobaleni, scintillii e di buoni sentimenti.

    Scrivendolo mi rendo conto che per me non è poi tanto sano continuare con queste categorie.

  9. Seíya ha detto:

    solo un pensiero, giusto per dirti che visito spessissimo il tuo blog ed i tuoi brillanti interventi sull’ipocondria rendono meno bui i miei frequentissimi schizzi mentali sui vari tumori/sla/ischemie (corredati da minacciose reazioni anafilattiche) che ho in corpo e che nessun dottorino ha la sapienza e la capacità di individuare!

  10. paperogaedintorni ha detto:

    amaracchia: grazie per la spiegazione, difficilmente ci sarei arrivato in effetti.
    seia (ma dov’è l’accento acuto sulla i che non lo trovo?): è una consolazione sapere che ci stanno un sacco di matti come me.

  11. Seíya ha detto:

    l’accento acuto sulla i è una prerogativa della mia tastiera (spagnola) 🙂 e non immagini quanti “stregatti” ci sono in giro peggio di noi… solo che è difficile individuarli perchè sono molto abili a celarsi dietro la maschera della strafottenza!

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