Tony incendiava le case

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Nel loft preterintenzionale in cui mi trovo assiso nell’esercitare il mestiere più antico del mondo (avete capito bene, è proprio l’avvocatura) ogni tanto si palesano in carne ed ossa dei clienti, a strapparmi dalla furiosa scrittura di atti giuridici stilisticamente ineccepibili ma che sostanzialmente non dicono un beneamato cazzo.

Tony capitò qualche tempo fa, per una richiesta di asilo politico da istruire, e non ci misi molto a capire che apparteneva ad una delle categorie più imprevedibili di clienti che ti possono capitare: i commedianti, e chiamiamoli così per amor di eufemismo.

Allor dunque dovete sapere che chi viene a chiedere asilo politico ha spesse volte reali esigenze di trovare uno Stato che lo accolga in fuga da un paese che non gli permette l’esercizio delle libertà e dei diritti fondamentali. Altre volte è un solo un modo per ottenere di rimanere in Italia, inutile girarci intorno. Nella seconda categoria ci sono quelli che hanno un minimo di pudore, che raccontano storie di ordinaria povertà e miseria, che non ti garantiscono l’asilo ma capisci tante cose comunque. E poi ci sono i cazzari. Quelli che per ottenere l’asilo fanno a gara a chi la spara più grossa, a chi si inventa la storia più incredibile . E manco a dirlo, i cazzari vengono tutti allo Studio Cavaturaccioli, attirati come calamite verso gli atti che poi io, con enorme vergogna di me stesso, dovrò scrivere e che i miei capoccia, con vergogna diciamo minore, andranno a rileggere e firmare.

Tony è un gigante d’ebano con un collo del diametro della mia testa. Ha certe mani che me lo immagino mentre apre  stritolando facilmente un barattolo di spinaci stile Popeye. Parla l’inglese tipico delle ex colonie africane dell’impero britannico. Un inglese maccheronico e spudorato, eppure per me incomprensibile, data la mia idiosincrasia con quella lingua per commercianti di patate. Riesce però a parlare un italiano ancor più maccheronico, e quindi sono salvo. Vi risparmio i vari “lost in traslation” e vi sbobino un dialogo che pare quasi normale ma che, vi assicuro, normale non è stato.

“Allora Tony, che ti è successo che te ne sei scappato fino a qui per chiedere asilo?”

“Un giorno sono venuti alcuni militari dell’etnia nemica nel nostro villaggio. Hanno cominciato a uccidere le persone con i machete. La casa dei miei genitori e dei miei fratelli è bruciata”.

“Sono morti?”

“Non lo so, non li ho più visti.”

Gli chiedo quando è successa questa cosa. Due anni fa, mi dice. Cerco qualcosa, qualsiasi cosa, che assomigli ad un eccidio più o meno in quella regione, più o meno nell’anno indicato, su internet. La ricerca mi restituisce una pernacchia. Sul sito di Amnesty international poco ci manca che esca una schermata con un dito medio.

“E tu che hai fatto?”

“Ho radunato la gente della mia etnia.  Ho cominciato a bruciare le case dei nemici. Indicavo le case da bruciare e i miei compagni bruciavano.”

La mascella mi cala e rimango come un ebete con la bocca aperta. Di cazzari ne ho sentiti, ma uno che si autoaccusa di pulizia etnica per avere un asilo politico non era ancora arrivato.

“Scusa, vuoi ripetere? Bruciavi le case? Uccidevi la gente?”

“No, ordinavo di farlo.”

Ok, è troppo. Interrompo la proiezione del film. I corsivi che seguono li ho solo pensati.

“Allora, Tony, chiariamo le cose. Se tu ti stai inventando questa storia per avere l’asilo, sappi che non solo non ti danno l’asilo, ma ti rispediscono al tuo paese con una catapulta e magari ti accusano pure di crimini contro l’umanità. Ma tanto so che stai dicendo fesserie, quindi al massimo ti accusano di pessima scenaggiatura di un blockbuster con Bruce Willis. Quindi per favore dimmi che stai dicendo un fracco di menate, e la finiamo qui”.

“No, è vero, la mia famiglia è stata uccisa, io ho vendicato, adesso però se torno mi ammazzano”.

E a ragione, cazzarola, vorrei vedere se fanno pure il comitato d’accoglienza all’eroe che ritorna in Patria con tanto di bimbi vestiti sgargianti e fanfare e carri allegorici...Tony, non ci siamo capiti, se le cose stanno abbiamo finito di parlare. Se invece le cose te le stai inventando – e mi ci gioco i dadoni che te le stai inventando – dimmelo e vediamo che si può fare. L’asilo così non te lo pigli, tranquillo, e comunque la domanda non la faccio nemmeno.”

Tony si sta incazzando. “Non è giusto, non è giustizia questa. Nel mio paese grande casino, e vogliono che torno lì. Non è giustizia”. Ecco, questa forse è vera. Non basta per l’asilo, ma è vera.

Si alza in piedi e mi guarda. Adesso mi fa vedere cos’è la giustizia per lui, e mi scuoia con le mani come fanno i tassi con gli scoiattoli,  oppure toglie il machete dai pantaloni e me lo pianta nel cranio, oppure visto che è pratico mi incendia lo studio….

Tony però domina gli istinti e si gira per andarsene. Due passi e poi si gira. E’ fatta, sono morto…Invece i suoi prominenti muscoli facciali si distendono, sorride, torna a sedersi.

“No avvocato, non è vera la storia. Proprio niente. Adesso ti dico cosa è successo davvero…”

Ciak seconda, si va in scena. Rilassatevi pubblico, e sgranocchiate i popcorn.

Dirige Tony l’incendiario.

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7 Responses to Tony incendiava le case

  1. porzione ha detto:

    Secondo me, se andate a chiedere asilo politico e come motivazione ci mettete che ha trucidato degli extracomunitari, con l’aria che tira il perrmesso ve lo danno lì per lì.

  2. sunofyork ha detto:

    il machete nei pantaloni è un’immagine veramente erotica. non è che me lo presenti ‘sto tony? me lo sposo, così siamo tutti felici (io per il “machete” nei pantaloni, lui perché ottiene la cittadinanza e tu perché hai un atto in meno da scrivere).

  3. porzione ha detto:

    Ma tu cambi le case, lui le brucia.

  4. men_CHI ha detto:

    tony lo sterminatore. superando il fatto che il concetto di etnia non è ancora del tutto superato…niente male. potrebbe vendere, suggerisci a tony di passare dagli studi di mediaset. una fiction esce sempre.
    saludos

  5. prefe ha detto:

    i tassi hanno le mani?

  6. paperogaedintorni ha detto:

    porzione: può sempre proporsi come rondarolo, in effetti.
    sunofyork: l’immagine vagamente erotica la vedi solo tu…
    men_CHI: ottimo sceneggiatore, non c’è che dire
    prefe: si, hanno le mani, spaccaballe

  7. prefe ha detto:

    Bene, era giusto per sapere…

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