Le sette stelle di Okuto

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La mia ipocondria light, come la chiamo io, è sempre stata un intelligente stimolo alla conoscenza del mio corpo. In altre parole, non ho mai lasciato al caso sintomi, malesseri, piccoli fastidi, premurandomi di intercettarli e pacificare la mia ansia. Mal di testa, mal di pancia, tremori muscolari, dolori articolari, pruriti inguinali. Ogni cosa è stata risolta con la conoscenza e la presa di coscienza. La mia, in altre parole, è una ipocondria che tenta costantemente la strada della razionalità.

Peccato che, tra le mille stronzate corporee per le quali mi sono angustiato, investendo ogni volta di paturnie familiari medici e notai (in prospettiva testamentaria), l’unico pericolo reale che incombeva sulla mia salute io lo abbia   bellamente ignorato per circa 22 anni della mia vita.

Parlo dei nei. E parlo del melanoma. Uno di quei tumorelli che se lo becchi subito bene, sennò ti ritrovi a suonare l’arpa in paradiso nel giro di un anno. O a spalare carbone presso padron Satana, a seconda dei destini.

Un giorno di dodici anni fa, mentre ero dal dermatologo a fargli vedere i funghi ai piedi rimediati nella  merdosa piscina/cloaca da me allora frequentata, quel menagramo se ne uscì con:

“Ma guarda quanti nei hai sul dorso! Te li sei mai fatti vedere? E poi sei biondo, occhi chiari, pelle chiara, è il classico target delle persone a rischio. Uh che brutto questo! E quest’altro, togliere subito! E questo qua? Hai per caso visto se è cresciuto negli anni? E guarda questo, quant’è grosso! E questo, così irregolare!”

Inutile dirlo, mi cagai addosso seduta stante e dieci giorni dopo ero lì, in prima fila all’ospedale, col numerino da agitare ansioso per farmi notare dal primo segaossa di passaggio, pronto a farmi togliere le prime losanghe di pelle per scongiurare l’infausta dipartita. E così tanto ardevo e smaniavo per farmi togliere nei su nei che commisi, in quella prima occasione, tre errori agghiaccianti che non avrei ripetuto mai più, e che sconsiglio a chiunque, tra i miei lettori, un giorno sarà chiamato a farsi asportare qualcuno di questi simpatici e negretti amici adesi alla nostra pelle.

1) Preso dalla foga, mi prenotai per togliere non uno, ma, sboron degli sboroni, ben due nei nella stessa seduta! Uno dietro la schiena, l’altro sul costato. Mi misi a quattro di mazze  sul lettino e dissi: forza, apritemi tutto….Il risultato? Con 4 punti di sutura dietro e 3 davanti, la posizione più comoda che potevo assumere per dormire durante la prima settimana era di inchiodarmi la testa e le ginocchia ad un muro, e dormire disperatamente in piedi.

2) Preso dall’ansia, inoltre, non mi accorsi che era l’inizio di luglio. E togliersi un neo d’estate significa non poter prendere sole e sopratutto non poter fare il bagno per almeno 15 giorni. Me la ricordo ancora quell’estate del 1997, calda come le fornaci dell’inferno, a guardare sotto l’ombrellone i miei fratelli o i miei amici ammazzarsi dal divertimento nelle subtropicali spiagge di Torre Lapillo, a provarci con procaci fanciulle (ed io ero single da manco un mese dopo 5 anni di fila e, credetemi, anzi  scusatemi per la grezzaggine, è sopratutto in quel momento che ti tira come mai nella  vita).  Allo sfigato Paperoga gli toccava invece leggere “Sostiene Pereira”, con un panama in testa che sembrava l’uomo del Monte, bianco in faccia come la cocaina, le balle che fumavano, con due cerottoni che pareva mi avessero sparato durante una rapina, attraente solo per le vecchie virago che giocavano a burraco al mio fianco e sorridevano sguaiate col cerone in volto che si disfaceva a 40 gradi all’ombra.

3) Insofferente ai cerotti e ai punti, fremente come un cane in calore che si attacca alle gambe delle persone simulando il coito, cominciai pian piano a muovermi sempre di più, ad osare movimenti inconsulti, insomma cazzo lo confesso dopo 10 giorni di inattività cominciai a partecipare a lunghissimi tornei di  ping pong, da pomeriggio a sera inoltrata. Schiacciate, recuperi, liftate. Corri di qua, corri di là, piegati, salta. Bravo il salame. Successe ovviamente che dopo qualche giorno andai a togliere le medicazioni, e i medici trovarono una ecatombe di punti saltati, pus dovunque, ferite riaperte e sanguinanti, un casino della madonna.

“Ma che cazzo è successo qui”, disse il medico con misurata professionalità.

“Mah, non saprei”, dissi io con la faccia come il culo.

Morale della favola: ricucito daccapo e altri 15 giorni di immobilità, ombrelloni, sostiene pereira, pezzi di fica che mi passavano davanti e mi schifavano, altre virago che giocavano a carte e mi offrivano le loro teglie di pasta al forno. L’unica differenza era che stavolta ero legato ad una sedia immobile come Vittorio Alfieri, e nutrito a forchettate di pasta da uno di quei caterpillar nelle pause del burraco.

Cucire scucire e ricucire lasciò però delle tracce, insomma non sono mica un pezzo di stoffa. Dietro la schiena ho ancora e avrò per sempre uno sbrago devastante, 3 o 4 cm quadrati di assenza totale di epidermide che mi fa passare molto per un reduce da un campo di prigionia o per una vittima di un sadico che mi ha spento più e più volte un sigaro sulla pelle. Quando mio padre vide per la prima volta quel buco seppe però come consolarmi, come al solito, sussurrandomi un:   “Bravo il coglione..”

Durante gli anni il mio rapporto con le escissioni, insomma con queste belle sturate di pelle, è migliorato e sono arrivato a 7 nei asportati. Avessi preso la tessera-punti all’inizio, adesso potrei reclamare i regali ,tipo l’esselunga. Certo ogni volta quasi svengo a sentirmi tagliuzzare le carni. L’ultima volta, tre mesi fa, l’infermiera mi ha visto sbiancare ed ha cominciato a carezzarmi la testa per dieci minuti. E non nascondo che la cosa mi abbia eccitato come una bestia.

I nei tolti, va da sè, non erano tumori. Alcuni potevano diventarlo, ovvero confermano che sono a rischio, e sapete, è lievemente frustrante accorgersi di come una bella notizia (non hai il cancro) si associa nel mio caso sempre e irrimediabilmente ad una notizia inquietante (è sempre più probabile che prima o poi tu ne abbia uno).

Esteticamente, si è consumato sul mio corpo magro uno scempio di ferite cicatrizzate sul dorso e sul costato, distanti pochi centimetri l’una dall’altra, che mi impedirà definitivamente di realizzare il mio sogno, ovvero fare il modello di costumi da bagno per Calvin Klein. Ma posso consolarmi: posso sempre fare il modello per le riviste mediche, di quelle in cui appaiono gigantesche fotografie di pezzi di pelle, accompagnate da noiosissime ricerche di dermatologi patentati.

Già oggi, devo dire che gli specializzandi in ospedale mi si contendono. Sono ogni volta tutti lì, a guardare i miei nei  colorati ed irregolari come ipnotizzati da quel caleidoscopio misterioso, bramandoli come fossero un oggetto sessuale, un punto G da solleticare. Ed io lascio loro fare, puttana che non sono altra, lanciando loro sguardi ammaliatori, assumendo pose provocanti, e lanciando promesse di nuove, future e orgasmiche escissioni.

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12 Responses to Le sette stelle di Okuto

  1. CMT ha detto:

    Se dovessi farmi togliere tutti i nei che ho addosso non credo mi rimarrebbe abbastanza pelle per farci un borsellino di Vuitton (quelli 3×3 cm che costano quanto 3×3 anni di stipendio mio).
    Oltretutto l’informazione che avevo io è “non rompere le balle ai nei se non hai un buon motivo per farlo”, nel senso che è più probabile che diventino tumori per un’asportazione fatta male che non, se sono stabili, per conto loro.

  2. paperogaedintorni ha detto:

    cmt: l’informazione che hai, credimi, è una delle leggende metropolitane che girano sui nei. l’asportazione di un neo è una stronzata micidiale, e i rischi oggi sono praticamente nulli. se invece lasci i nei al loro destino e non te li fai controllare, sopratutto se ne hai molti e sei di carnagione chiara, rischi. tra le sette stelle di okuto, quattro erano potenziali killer silenziosi che potevano mutare. francamente, ho fatto la cosa giusta.

  3. Alessandro Arcuri ha detto:

    Consolati anche pensando che puoi venir reclutato da Hollywood per fare il reduce del Viet-Nam! (O della guerra del Golfo, a seconda dell’età che hai)
    Pure io mi sono fatto togliere due nei e pare mi abbiano preso a fucilate nella schiena!!! 😦

  4. Azz, con le tue rimembranze di nei asportati hai riportato alla luce orribili sofferenze adolescenziali e tardo adolescenziali che avevo rimosso.
    Indicibili torture dentarie, che Denti di Salvatores al confronto è una favoletta per bambini.

    Una domanda… Ma ti si contendono gli specializzandi o le specializzande? No, sai, dopo le vecchie virago, mi sembrava lecito chiederlo…

  5. Porzione ha detto:

    Vada per Padron Satana, collega.

  6. paperogaedintorni ha detto:

    alessandro: io credevo che fosse anche minimamente sexy, ma le donne che mi hanno guardato in vita mia mi hanno sempre restituito uno sguardo di pietà.
    prisma: ho avuto anche torture dentarie nella mia vita, non mi sono fatto mancare nulla. sul sesso degli specializzandi, io sono una puttana della scienza, va bene chiunque
    porzione: prepara la pala e vestiti leggero, ci sarà da sudare

  7. CMT ha detto:

    Sì, per carità, non metto in dubbio che adesso sia una cosa facile e priva di rischi, ma secondo questa logica dovrei farmi una marea di cure preventive perché “potrebbe venirmi un malanno”.
    Certo, un neo che ha un comportamento anomalo è da controllare, ma uno che se ne sta li buono da quando sono nato io lo lascio dove sta.

  8. Punzy ha detto:

    no non ce la posso fare a farmi vedere i nei. Io sono troppo cagasotto, mi illudo di avere il controllo del mio corpo e va bene cosi’.
    ne ho tantissimi (pure io bianca vampira con i capelli chiari), tre in particolare ce li ho dalla nascita; io li ignoro e loro ignorano me, siamo tutti una bella famiglia e va bene cosi’.
    Poi ne ho svariati usciti fuori tra l’infanzia e l’adolescenza e ognuno ha una delle caratteristiche cruciali: uno ha un pelo sopra, l’altro e’ irregolare ma senza pelo, l’altro e’ regolare senza pelo ma piu’ scuro.
    Nessuno cambia colore, forse per non allarmarmi.
    Io sono un’ipocondriaca al contrario: ho cosi’ paura di stare male che vado dal medico in punto di morte.
    Molto meridionale come mentalita’ , lo so

  9. prefe ha detto:

    Un mio buon amico ne ha talmente tanti sulla schiena che è stato seriamente indeciso se tatuare un “unisci i puntini” alla base della nuca e un po’ di numeri sopra i nei…

  10. paperogaedintorni ha detto:

    CMT: guarda, mettiamola così. basta farseli fotografare una volta l’anno, per vedere se cambiano forma colore dimensione, poi decide il dermatologo.
    punzy: sei un’ipocondriaca di un altro ceppo, effettivamente, ne parlerò in un post futuro.
    prefe: se li unisco io esce un quadro di kandinsky

  11. CMT ha detto:

    Sì, appunto. ^_^
    Comunque io sono un anti-ipocondriaco, credo di stare bene anche quando sto male (cioè quasi mai peraltro). Basta un solo ipocondriaco in ogni data abitazione a parer mio, e io ho già mia sorella. ^__^

  12. confinidiversi ha detto:

    Certo che tuo padre sa come consolarti! Ma poi, scusa, specializzande carine niente?
    Ho capito che non è scrubs, pero’, non si sa mai..

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