Geremiade misogina contro San Valentino

cupido

Parto dalla fine, insomma, dal succo della questione, e scusatemi se sarò brusco e sgraziato, ma il post di oggi doveva essere un altro, e invece mi trovo qui a dover scrivere di San Valentino.

Donne, nun ce provate: San Valentino è una stronzata pazzesca, ma proprio pazzesca. Cioè roba che non dovresti perderci due minuti di vita a parlarne. Ma se blogstars in irresistibile ascesa sprecano il loro immenso talento a scriverne, pur nelle solite deliziose modalità, allora sei autorizzato a farlo anche tu, dal basso della tua medietà.

Una cagata pazzesca, si diceva. E’ ovvio, evidente, cristallino. Un contenitore di plastica totalmente vuoto, creato dal nulla da chi ha le donne in ben poca considerazione, che poggia su basi ridicole e si sostanzia in una pantomima che farebbe lacrimare dal ridere chiunque. La festa degli innamorati? Ma ci crede qualcuno? Dico, qualcuno a trentanni fa ancora gli auguri al papà per la festa del papà, o alla mamma per la festa della mamma? Lo sappiamo tutti che sono stronzate, che dare gli auguri alla propria mamma in quell’occasione è come insultarne l’intelligenza che ti ha messo al mondo. Quand’eri a scuola, con il grembiulino celeste, ti facevano imparare a memoria la poesia di Manzoni, e tu la recitavi a braccia protese davanti a tutte le mamme. Ma poi basta, ti accorgi che è una stronzata che manco ti sei preso la licenza elementare.

E San Valentino? Ma figurarsi. Sono una persona piuttosto incoerente, ma i pochi momenti di coerenza mi piace rivendicarli con furore. Quando avevo 16 anni, nel turbine degli ormoni adolescenziali che si concentravano sulla mia prima fidanzatina, quando arrivò il 14 febbraio sapevo di dover fare qualcosa. Entrai confuso in uno di quei negozi che vendono paccottiglia da innamorati rincoglioniti, e mi vergognai a comprare non mi ricordo neanche cosa, se un biglietto amoroso, un pelouche kitsch, o altre menate del genere. Ovvero, anche nell’incrocio dei venti della propria vita, nel  passaggio cronologico in cui più idiota è l’amore nelle sue forme esternate, quello adolescenziale, intuivo che tutta questa storia era una gigantesca presa per il culo.

Oggi, figuriamoci. Credo che quello sia stato l’unico San Valentino festeggiato. Ho sempre avuto la fortuna di avere donne che sanno distinguere le puttanate dal romanticismo, i riti stucchevoli e insinceri dalla libertà di concedersi a vicenda quando si vuole e lontano da locali inghirlandati a tema.

Anni fa, quando non avevo una lira in tasca, arrotondavo consegnando fiori in tutta la provincia. Per San Valentino, come per quell’altra boiata della festa della donna, fui arruolato tutto il giorno. Ero testimone privilegiato del fatto che la parola “amore” esiste, ma fa rima con “tristezza inaudita”. Molti single, quel giorno si deprimono ancor di più. Bravi i coglioni. Quel giorno, invece, per il single è un momento privilegiato, il momento di elevarsi sulla deficienza sociale e capire che, se ci sono momenti per cui vale la pena cucinarsi un pasto da soli, aprire un vino  e goderselo davanti ad una puntata di Criminal Minds, o anche smanettare in tutti i sensi davanti al pc cercando succedanei affettivi, anzichè vivere nella finzione confezionata per noi da altri, quello è il giorno di San Valentino.

Quando consegnavo i fiori, dicevo, ero testimone dell’ipocrisia delle coppie navigate, che si ignorano bellamente per tutto l’anno ma che si scrivevano bigliettini concisi e impeccabili, privi di qualsiasi trasporto, o l’ubriachezza molesta dei ventenni che vomitavano frasi insensate d’amore eterno (amore eterno, questa fa sempre ridere) prive di qualsiasi credibilità. Si sputtanavano centomilalire di fiori, che per quell’occasione triplicavano il loro prezzo, perchè, come dice Confucio,  “giusto è approfittare dei minchia“. Ed io recapitavo, trattenendo la risata nel guardare lei che apriva la porta di casa e si portava la mano sulla bocca in un’espressione di commossa sorpresa, come se non lo sapesse già, nella sua vita scandita da questi eventi del cazzo, che l’unico giorno in cui riceve fiori in tutto l’anno è quello, e che se c’è qualcosa che manca totalmente in quel gesto è la benchè minima spontaneità. Anzi, in quel gesto c’è la stessa spontaneità dei fiori portati all’ospedale al parente operato di emorrodi,  o al cimitero, infilati con forza nel vaso sempre troppo piccolo dell’urna del prozio buonanima che ti dava i soldini a Natale.

Dunque, donne, sappiate che vi amo, ma scordatevi San Valentino. E’ uno dei pochi momenti in cui io, uomo, mi sento incontestabilmente superiore a voi, in ogni senso. E credetemi, è una sensazione che mi dà fastidio provare, poichè siete altrettanto incontestabilmente, sempre che la capa all’improvviso non vi sbielli come in quelle giornate di febbraio, degli esseri superiori a noi. Provo dunque fastidio, per voi e per me, aggirarmi il 14 febbraio in mezzo alla stupidità umana come se fossi realmente un  semidio che rasenta la perfezione, catapultato all’improvviso sul mondo per redimere il gineceo femminile dalle cadute di stile.

Dunque, perdonatemi, ma scordatevi fiori, serate, dediche, stronzate. E scordatevi Parigi.

Perchè, quando sarà passata la tempesta dei cioccolatini, a primavera vi porto di nuovo a Lisbona. Da Praça Marques de Pombal, dopo due bicchierini di ginginha ce ne andremo verso l’Alfama e poi oltre, magari fino al Miradouro de Santa Lucia. Oppure saliremo la Calçada da Gloria verso il Barrio Alto per lasciarcelo alle spalle, e tuffarci nella solitudine di Rua da Lapa e dintorni,  con le case colorate e le  vie diritte in discesa verso il lungomare. Lassù, asserragliati in quell’incanto, l’idiozia del mondo forse per un po’ non la sentiremo.

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19 Responses to Geremiade misogina contro San Valentino

  1. sunofyork ha detto:

    Va bene solo l’ultimo paragrafo.

    E se anche tu, alla fine, millanti ma non concretizzi, sappi che ce ne accorgeremo. Noi blogstar in fulgida ascesa che usiamo il plurale maiestatis 🙂

  2. punzy ha detto:

    tranquillo, non sei solo.
    vieni da poco sul mio blog, altrimenti sapresti che schifo san valentino e anche il mio fidanzato e per essere coerenti con noi stessi il 14 febbraio litighiamo

  3. prefe ha detto:

    criminal minds?

  4. porzione ha detto:

    San Valentino è una gran minchiata. Ma ne ho passati troppi da solo per non approfittare della fortuna di poter fare il pecorone adesso.

  5. bene vedo che hai con san valentino lo stesso rapporto che ho io con l’8marzo che a me sembra il giorno dell’handicappato invece che la festa delle donne… comunque da dispari (per citare valentina) quale sono a san valentino ho deciso di scambiarmi gli auguri con mia nipote 12enne e (per fortuna) ancora dispari… anche se cresce un po’ tanto in fretta (zia preoccupata) 😉

  6. punzy ha detto:

    scusa ma..controllavo l’orario del mio precedente commento sul tuo blog..e poi del tuo sul mio..impressionante..

  7. paperogaedintorni ha detto:

    sun: quindi taglio tutto e lascio solo la sviolinata su Lisboa? Ammazza che editrice tagliagambe.
    punzy: sta cosa dei commenti incrociati comincia a procurarmi brividi di terrore.
    prefe: devi sapere che oltre a leggere letteratura russa e americana ed ascoltare i radiohead, insomma a tirarmela, sono un fanatico dei serial americani.
    farlocca e punzy: questa coalizione femminile contro questa data mi sciocca anzichenò.
    porzione: come si fa il pecorone a san valentino?

  8. sunofyork ha detto:

    @sun: scrittore discolo e insubordinato!

  9. CMT ha detto:

    Ma perché, ne esiste una di festa che non sia una buffonata commerciale? ?___?

  10. porzione ha detto:

    Il giorno della Marmotta, perdiana!

  11. pazza molly ha detto:

    sapete, io penso invece che per le donne sia interessante ricevere qualcosa nel segno dell’amore reciproco e credo che anche i maschi siano abbastanza felici di sapere che qualcuno gli vuole bene…Ma se credete che questa sia solo una grande cazzata allora capisco che siete abbastanza tristi xk qualcuno nn vi vuole bn allora vi chiedo…xk nn provate a dare più che a ricevere???
    Ok sto dicendo una cazzata ma nn la cancellerò perchè forse è giusta!!!W il san valentino!!!

  12. francesca ha detto:

    ommioddio…

  13. iko ha detto:

    trovo insulsa una festa che debba venir pubblicizzata per tv e, la trovo come un modo per pararsi il culo dopo un anno di dolce far nulla nei confroti della propria lei…
    lo scambio dei regali mi sembra molto una cosa simile a:” hai visto sono stato bravo la televisione mi ha ricordato che oggi devo farti un regalo”, un pò come quando il cane ti riporta la palla e aspetta scodinzolando che tu gli dica bravo.

  14. fuorigiri ha detto:

    vorrei ricordare che il giorno di san valenti si festeggia pregando il santo perché possiamo continuare a vivere felici insieme .Questo é vivere la festa in modo religioso. I regali e tutte le cose materiali non sono importanti per chi crede questi sono le vere cazz…P.S.non si può credere nell’amore se non si vive nell’amore di Dio
    P.P.S.non si deve stare sotto l’altare tutto il giorno anche solo partecipare sinceramente alla messa é buona cosa CIAO;-)

  15. luu ha detto:

    bruttissima immagine

  16. dieghermaister ha detto:

    fuorigiri esiste tranquillamente l’amore che non sia l’amore di dio, la riprova è che ci sono al mondo un sacco di persone atee e felici ( e pure brave persone). e se le considerazioni di paperoga fossero attribuite anche al natale ed alla pasqua forse la religione tornerebbe ad essere una dimensione spirituale personale e non un contraltare della colomba bauli. ultimo: rispetto chi come te ha una dimensione religiosa ma trovo ridicolo pregare per chiedere qualcosa…pregare S. Valentino poi…

  17. kyra ha detto:

    suvvia …fai finta di nulla, regala stupidaggini, e fai felice quella di turno, é tanto semplice. Inutile girarci intorno il 98% delle donne ci tiene, e dubito che proprio tu esci con il restante 2%. 🙂

  18. LorenZo ha detto:

    A San Valentino ogni mosto è vino. Che c’entrano i regali?!!

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