Grosso guaio a Paperoga (parte II)

(continua da qui)...

Il tempo di proferire tale oscura frase – e di vedere un altro dei quattro rispettare perfettamente lo stereotipo del cinese, scatarrando per terra a un metro dalle mie scarpe – che arriva la municipale. Due agenti pargheggiano dietro la macchina dei cinesi, e si avvicinano.

“Chi ha chiamato per l’incidente?”

“Ho chiamato io”.

“Chi è l’altro, quello del furgone? Il signore?”, fa l’agente indicando il signore, che chiameremo Chang, anche perchè c’è una buona probabilità statistica che si chiami proprio così.

Chang coglie l’attimo fuggente e fa di si con la testa, tutto sorridente, avvicinandosi. Voi avrete già capito da un pezzo, ma io capisco tutto solo in quel momento: alla chiamata di quel minchia senza patente, si sono precipitati per coprirlo. Se dico agli agenti che alla guida c’era il ragazzo, loro negheranno in un oscuro dialetto del Catai. E c’hanno pure culo che testimoni non ce ne sono. In altre parole, è inutile manco che mi spreco, perchè non se ne uscirebbe se non con denunce, verbali, e altre cazzate. Vabbè. Vabbè un cazzo, visto quello che mi succede subito dopo.

L’agente si rivolge a Chang:

“Perchè non vuoi fare la constatazione amichevole? Come è successo l’incidente?”

L’uomo si accende tutto e comincia a ripetere:

“Costatazione, io costatazione!!!”, facendo di si con la testa.

“Vuoi fare la constatazione amichevole”?, domanda sorpreso l’uomo in divisa.

“Costatazione, si, costatazione!!!”

L’agente si gira verso di me, ed io capisco la piega paradossale che sta per prendere il tutto:

“Mi scusi, ma lei perchè ci ha chiamati? Il signore è disposto a fare la constatazione…” Poi si volta verso Chang, sempre con quel “tu” che non so perchè noi italiani riteniamo di avere il diritto di rivolgere agli immigrati: “tu, mi dai la patente e i documenti della macchina?” IL cinese capisce in un lampo e tira fuori in un lampo patente, carta d’identità, permesso di soggiorno, tessera dell’esselunga e qualche biglietto da visita di una lavanderia, poi va in macchina a prendere i documenti. Tutto in regola.

L’agente si gira di nuovo verso di me, e gli girano già le palle.

“Allora, perchè ci ha chiamati?”

Io non so che cazzo dire. Mi sento tanto il pescatore di De Andrè, che tace ai gendarmi per far scappare l’assassino, ma invece di tacere come lui, io mi invento scuse puerili.

“Non avevo capito che voleva fare la constatazione. Sa’, la lingua….”

L’agente si gira verso Chang, che sorride e fa di sì con la testa più convinto di prima:

“Costatazione, costatazione, costatazione!!!”

“A me pare si capisca benissimo, invece….”

“In effetti..”, sono costretto a dire io, e comincio a pensare che se il pescatore di De Andrè ha salvato l’assassino e fatto la figura del gran figo, ioinvece,  salvando questo babbaleo, sto invece facendo una bella figura da coglione.

“Vabbè, ci ha fatto perdere anche troppo tempo”, dice l’agente. E’ sempre interessante notare che le forze dell’ordine, quando pescano qualcuno a fare una figura di merda, non glielo fanno mica notare, scherziamo, sono dei gran signori.

“Noi ce ne andiamo, la prossima volta ascolti meglio”, mi dice infatti sprezzante, e se ne va.

Io sono intontito. Sono un eroe o un idiota? Guardo gli agenti risalire in macchina, partire, e passarmi davanti per un’ultimo sguardo di sorriso di disprezzo.

Io mi volto verso l’allegra compagnia di cinesi, esausto, e vedo Chang fermo così come l’ho lasciato, che sorride bello pasciuto come un papa re:

“Costatazione, costatazione, costatazio..”

“Basta, cristo, ho capito! E facciamola, sta costatazione….”

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7 Responses to Grosso guaio a Paperoga (parte II)

  1. prefe ha detto:

    non mi è chiaro perchè non l’abbia detto prima “constatazione” .
    cosa mi sfugge? si sono sostituiti con un amico?

  2. paperogaedintorni ha detto:

    il loro obiettivo era anzitutto occultare il senza patente e scendere a patti con me, anche constatando amichevolmente. o offrendomi buoni per un take away, fa lo stesso. chang ripeteva tutto quello che l’agente diceva, quindi “costatazione” era una sorta di mantra. poi, per fargliela fare e compilare un solo fottuto foglio, c’è voluto un’ora…

  3. Ilaria ha detto:

    morale della favola, girare sempre con in macchina almeno sei amici intercambiabili o averne a portata di mano altrettanti in zona…

  4. paperogaedintorni ha detto:

    sopratutto se sei minorenne e senza patente….

  5. Valentina ha detto:

    Finale veramente ingiusto..
    piacere di essere linkata 🙂

  6. Leplusebel ha detto:

    Non vorrei sbagliarmi di brutto, ma il pescatore non disse un cazzo ai gendarmi perchè l’assassino prima di andarsene gli aveva aperto la faccia a mò di sorriso, mica perchè voleva fare il figo.
    Mi sa che ti è andata meglio, con il cinese è un attimo e diventi pollo alle mandorle.

  7. paperogaedintorni ha detto:

    cazzo hai ragione, è la parte della canzone che ci si scorda… mi è andata bene, il suo compare poteva sputarmi quelle orrende scatarrazze in pieno volto…

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