Mi sveglio. Lei è già in piedi, come al solito.
Di solito, nella prima mezz’ora dal risveglio, sono un non-morto che si aggira per le stanze senza costrutto, bofonchiando tre parole in croce del tutto incomprensibili persino a me stesso. Lei, alle prese con i soliti ritardi, sfreccia da parte a parte, si agita, ed è solita incalzarmi subito con delle domande a cui neppure un medium saprebbe rispondere (del tipo dov’è la mia borsa nera?), oppure con una lista di cose da fare che mi fa sentire molto Magda in Bianco Rosso e Verdone. Io rispondo in modo insensato, cercando di trovare il varco verso il bagno, lavarmi la faccia, capire chi sono e cosa ci faccio lì.
Oggi invece mi sono presentato appena sveglio di fronte a Lei con uno sguardo stranito:
“Ho fatto un sogno assurdo.”
Lei, stupita da quella frase intera pronunziata in un italiano fluido, si ferma ad ascoltarmi.
“Che sogno?”
“Eravamo io e te, e c’era un altro, un estraneo. Non so perchè eravamo lì o cosa ci dicevamo, mi ricordo solo che al momento di salutarci, io gli ho stretto la mano, tu l’hai salutato con un bacio sulla guancia, e lui per tutta risposta ti ha accarezzato il collo e ti ha fatto l’occhiolino.”
Lei sembra perdere all’istante qualsiasi interesse per il fatto di essere in ritardo di mezz’ora buona, e mi pare stranamente affamata di curiosità: “E poi?”
“Io guardo questo stronzo, e gli dico “Uei, beh?” Lui sorride incurante sfidandomi, si gira verso di te, e ti tocca il sedere. Io allora lo spintono. Questo è il doppio di me, quindi nella realtà lui mi menerebbe come un tappeto persiano e poi si approfitterebbe di te con la forza (almeno, dovendo scegliere egoisticamente, spero che il tutto avvenga con la forza). E invece nel sogno succede che per un lunghissimo minuto non faccio altro che creparlo letteralmente di mazzate, prendendolo a pugni sul naso, calci nelle palle, poi in faccia, sulle gambe, insomma finisce che lo lascio esanime per terra. Dopo io e te scappiamo via.”
“E chi era questo?”
“Boh, mai visto. Uno che non esiste, suppongo”.
“E ti sei chiesto che significato abbia questo sogno?”
“Mah, per me i sogni sono un sacco di stronzate fantasiose che ti vengono in mente di notte, senza alcun significato.”
Lei mi guarda come un bestione ignorante.
“Ma cosa dici, i sogni hanno sempre dei significati. Prova a pensare a cosa significa il tuo..”
Io sbuffo, voglio un caffè, il discorso mi ha già stufato. “Non saprei, se proprio devo trovare un significato, è che forse in questo periodo sono stressato ed ho voglia di menare qualcuno. Si, ora che ci penso magari ho voglia di menare qualcuno.” Mi sembra una spiegazione sensata, anzi, ammazza che fine psicologo, penso tra me e me.
Lei invece mi guarda come si guarda una merda di cane pestata.
“Meglio che taci, va, sempre a ridimensionare, a svalutare ogni cosa del suo significato. Taci o rovinerai tutto.”
“Rovinerò cosa?” La guardo meglio con gli occhi ancora cisposi e mi accorgo che è tutta contenta, con il suo sorriso così bello stampato come se dovesse rimanerle appiccicato per sempre.
“Ma cosa c’è?”
Lei mi guarda e prima di voltarsi mi schiocca un: “Hai fatto un sogno bellissimo.”
E se ne va, con gli occhi che le brillano. Io rimango lì, curvo nelle spalle, con una voglia di caffè insoddisfatta.
E la solita, arcinota sensazione di non aver capito bene quello che è successo.