Parto subito dalla conclusione: odio gli stronzi. E per stronzi intendo semplicemente le persone maleducate a gratis, quelli che lo sono senza un motivo che non sia la loro sesquipedale stronzaggine. Con gli stronzi perdo ogni autocontrollo. Li stronco. Li prendo a male parole. Se non mi stanno a due palmi dal culo rischiano anche di peggio.
Ma devo dire che non ne incontro molti. E’ come se mi evitassero, come se, mentre stanno per incrociarmi e comportarsi da par loro, una vocina da dentro preconizzasse il pericolo imminente, e li facesse cambiare strada repentinamente.
E dire che sì, sono un discreto misantropo, ma non patologico. Sono una persona molto cordiale, educata e pure troppo, discretamente tollerante dei vizi e dei difetti di chi mi si para davanti. Sono una persona paziente, anche nei rapporti umani, e non arrivo subito a trarre conclusioni. Ad esempio riesco a tollerare le persone noiose, resisto anche una serata intera con loro, senza tradir sbadiglio. Avere davanti persone noiose non è la peggior cosa che ti possa capitare. Peggio sono gli snob o gli intellettualoidi, o le persone che si specchiano nella propria boria. Ma essendo uno che si prende molto poco sul serio, prendo poco sul serio anche loro, e mi limito a ridacchiare delle loro fanfaronate in silenzio, gustando se possibile del buon vino.
Ma gli stronzi no. Gli stronzi non passano, e rischiano di rimanerci secchi con me. Gli stronzi sono stronzi, senza alibi o scusanti. L’età avanzata, come vedrete, non ha alcuna influenza nella mia reazione stroncagambe. L’immunità per questa categoria di persone non esiste. L’educazione è cosa basilare e anche abbastanza semplice da applicare alle situazioni del quotidiano. Se decidete di fottervene, io vi stronco anche se appartenete a categorie protette dalla legge.
Il casus belli.
Lo spunto per questo post mi arriva da quanto mi è capitato ieri. Dopo due settimane di neve e ghiaccio, la mia macchina era sepolta in cortile come avessi parcheggiato in Groenlandia. Anche il cortile non se la passava meglio. Le decine e decine di condomini presenti nel mio palazzo avevano deciso di sbattersene il cazzo, e di lasciare che la natura facesse il suo corso, probabilmente con il disgelo di aprile. L’impresa era ardua: spalare quintali di neve per decine e decine di metri quadrati per arrivare a liberare la macchina e farle raggiungere l’uscita. Avevo anche chiesto l’intervento dell’amministratore, ma più del sentirmi rispondere “scàzzati”, non avevo ottenuto.
Ecco dunque che, stremato dall’immobilità, mi sono procurato una pala e ieri pomeriggio, tutto solo, ho cominciato a spostar neve. Tutto attorno, il silenzio. Mancava il frinire dei grilli e delle cicale. Nessuno aveva intenzione di darmi una mano manco adesso, seppur vedesse un povero coglione sudare sette camicie con una cazzo di pala enorme in mano.
Erano passati già 40-50 minuti e mi stavo lentamente facendo strada per la metà del vialetto che conduce all’uscita. La mia idea era di liberare una via d’uscita, e poi spostare la neve ammonticchiata ai lati dietro la macchina, contro il muro.
Rompendo il silenzio assordante, un individuo di circa 65 anni mi blatera con accento locale, da una ventina di metri, che non devo mettere la neve lì, che la devo mettere là, che non si è mai visto spalare così, che lui vive da 50 anni là ed hanno sempre fatto così. Io, sudato e stanco, aggredito da questo amabile cazzeggiatore del pomeriggio, non ci ho visto.
“E si vedete che bel lavoro avete fatto voi altri, che da due settimane qua non si è visto nessuno, ed io sono il primo pirla si è messo a lavorare. Facile parlare senza una pala in mano, eh?”
Questo è come se non mi avesse sentito. Continua a dirmi cosa devo fare, dove spostare la neve, che lui poi deve portarci la macchina in cortile. Evidentemente si pensa che io sia un grosso idiota venuto a spalargli tutto il cortile, lasciandoci le penne per un infarto.
“Senta, se vuole darmi una mano venga pure, altrimenti vada a rompere i coglioni da un’altra parte. Non ho tempo da perdere.” Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato da Paperoga