Avvertenza: post leggermente fuori sincrono temporale.
Durante il weekend novembrino dedicato dalla gente al culto dei santi, alla cura dei morti e al girare per le vie coi bambini vestiti da carnevale fuori stagione (fossero passati sotto casa mia, alla domanda “dolcetto o scherzetto” avrei scelto l’opzione”pece bollente”, prontamente calata dall’alto della mia ex fortezza di marzapane), in quel week end dicevo, il sottoscritto ha scaraventato Sunofyork a Bari e aderito ad una proposta di pseudo zingarata per soli uomini proposta dall’Altro Bonzo, e inoltrata anche ai due miei ex compari di dottorato, Uno dei Due Bonzi e U’ Prufissuri.
Destinazione, l’amena casetta al mare dell’Altro Bonzo in quel delle Marche, con la prospettiva di ammazzarsi dal bere e dal mangiare. Non certo dal ridere, perchè, come questa veloce carrellata dimostrerà, la vitalità e il giovanilismo non eccellono certo in questa mal messa accozzaglia di trentenni avvocati nevrotici, allampanati ricercatori universitari e misantropi funzionari pubblici. E chi si aspetta il racconto di una 4 giorni di trasgressioni, liberatori danneggiamenti di pubbliche proprietà, poderosi scherzi molesti alla collettività, champagne sorseggiato dagli ombelichi di procaci spogliarelliste, corse in auto contromano sulla A14 in pieno coma etilico, beh, deve sapere chi veramente sono i 4 morti viventi che hanno popolato le Marche in quel trascorso novembre.
1) Il primo morto vivente: l’Altro Bonzo.
Colui che ci ospita, come educazione vuole, è il primo a dover essere crudelmente sputtanato. Ci accoglie in una casa caruccia caruccia ma che dopo due minuti scopriamo essere oggetto di un mostruoso decalogo di regole destinato ad aumentare a dismisura coi giorni: non appoggiare le porte ai muri per evitare segni, mettere un lenzuolo sotto il divano letto per evitare graffi, togliersi le scarpe prima di entrare, eccheduecoglioni! Dopo un giorno ci aggiravamo per la casa terrorizzati dal poter fare qualche cazzata. Io, ad esempio, ho usato un asciugacapelli e poi ho curato di arrotolare i fili con precisione chirurgica e maniacale che manco un gerarca nazista, in modo da lasciare tutto ordinato e preciso. L’avessi mai fatto, mi ha piantato un casino che così si rompe, che i collegamenti elettrici saltano, che l’apparecchio va in corto, che la casa si incendia, e che il mondo va a puttane…
Cicerone di ottima qualità, ci ha portato a spasso per le Marche raccontandoci di arte e cultura, di storia e pettegolezzi con dovizia di particolari e chissà quante puttanate inventate al momento.Si è immedesimato così tanto nella civiltà marchigiana del ’400-’500 da perdere lievemente il controllo di sè, ritenendosi nipote legittimo di Federico da Moltefeltro (che chiamava affettuosamente Zio Fede…) e decantandoci il palazzo ducale urbinate come se fosse casa sua (e quindi anche qui abbiamo dovuto stare attenti a non rigare il pavimento o ad appoggiarci ai muri)
Unico uomo al mondo a prendere un thè caldo il 15 agosto in Salento, l’Altro Bonzo ci fa fatto però assaggiare il meglio della cucina marchigiana, tra cataste di costine di agnello, quintali di maccheroncini all’uovo, secchiate di fritti all’italiana, olive all’ascolana come grani di un rosario infinito, fino a che saturazione delle arterie non è sopraggiunta.
Scarsissimo giocatore di risiko, ci ha deliziato di un pigiama a quadrettini di rara ed antica bruttezza, autentico anticoncezionale fatto in casa, che nella mia immaginazione ho sempre fatto indossare al padre dei fratelli karamazov. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato da Paperoga