Ho sempre avuto un rapporto semplificato con i colori. La vista del mondo me ne ha sempre restituito, dacchè son nato, una ristretta tavolozza di colori: il nero, il bianco, il rosso, il blu, il giallo, il viola, il verde, il marrone, a volte l’arancione e il rosa. Questo elenco striminzito non vuol dire che io abbia problemi a riconoscerli ma, semplicemente, che la mia proverbiale pigrizia incasella qualsiasi cosa io veda all’interno di quella ossuta griglia.
Ecco dunque che per me non esiste l’azzurro o il celeste, ma è tutto blu. Non solo, ma il blu vero e proprio, e in generale tutti i colori tendenti allo scuro, spesso vengono fagocitati dal nero. Quando qualcuno sgrana gli occhi e mi dice “ma come cazzo fai a dire che è nero, non vedi che è blu?” io impassibile replico che si tratta solamente di un nero più chiaro.
Il grigio, se scuro, per me è marrone. Se è chiaro, è semplicemente bianco. L’arancione, quando non è impresso su un’arancia siciliana, ondeggia nella mia testa tra il giallo e il rosso.
Se dunque questo è il punto di partenza, capirete quanto io rimanga disarmato di fronte a quello sconfinato e incomprensibile Pianeta delle Tonalità di Colore.
Un mondo artatamente inventato, tenacemente scolpito, costantemente cesellato e continuamente aggiornato, mutato e diversificato dall’attività incessante del cervello FEMMINILE.
Per uno come me, per cui blu e nero sono parenti stretti, il grigio è un concetto indimostrato e il marrone ingloba quasi la metà dei colori, sentir parlare di verde acqua o blu cobalto mi ha sempre lasciato irretito, da una parte perchè l’acqua a casa mia scorre per fortuna trasparente, e dall’altra perchè non so minimamente che cazzo sia il cobalto.
Alcuni misteri, poi, rimangono insoluti. Cosa è il beige non l’ho ancora capito, il turchese men che meno, e l’ocra poi? E’ un pianeta, un animale da cortile, una malattia cardiaca o cosa? E poi il lilla è rosa, non ci sono cazzi. E dannazione, che motivo c’è per distinguere il blu “oltremare” dal blu “notte”? Sono entrambi neri, è evidente. Leggi il seguito di questo post »
Il pianeta delle Tonalità di Colore
14 gennaio 2012Il Ponte dei Morti Viventi
9 gennaio 2012Avvertenza: post leggermente fuori sincrono temporale.
Durante il weekend novembrino dedicato dalla gente al culto dei santi, alla cura dei morti e al girare per le vie coi bambini vestiti da carnevale fuori stagione (fossero passati sotto casa mia, alla domanda “dolcetto o scherzetto” avrei scelto l’opzione”pece bollente”, prontamente calata dall’alto della mia ex fortezza di marzapane), in quel week end dicevo, il sottoscritto ha scaraventato Sunofyork a Bari e aderito ad una proposta di pseudo zingarata per soli uomini proposta dall’Altro Bonzo, e inoltrata anche ai due miei ex compari di dottorato, Uno dei Due Bonzi e U’ Prufissuri.
Destinazione, l’amena casetta al mare dell’Altro Bonzo in quel delle Marche, con la prospettiva di ammazzarsi dal bere e dal mangiare. Non certo dal ridere, perchè, come questa veloce carrellata dimostrerà, la vitalità e il giovanilismo non eccellono certo in questa mal messa accozzaglia di trentenni avvocati nevrotici, allampanati ricercatori universitari e misantropi funzionari pubblici. E chi si aspetta il racconto di una 4 giorni di trasgressioni, liberatori danneggiamenti di pubbliche proprietà, poderosi scherzi molesti alla collettività, champagne sorseggiato dagli ombelichi di procaci spogliarelliste, corse in auto contromano sulla A14 in pieno coma etilico, beh, deve sapere chi veramente sono i 4 morti viventi che hanno popolato le Marche in quel trascorso novembre.
1) Il primo morto vivente: l’Altro Bonzo.
Colui che ci ospita, come educazione vuole, è il primo a dover essere crudelmente sputtanato. Ci accoglie in una casa caruccia caruccia ma che dopo due minuti scopriamo essere oggetto di un mostruoso decalogo di regole destinato ad aumentare a dismisura coi giorni: non appoggiare le porte ai muri per evitare segni, mettere un lenzuolo sotto il divano letto per evitare graffi, togliersi le scarpe prima di entrare, eccheduecoglioni! Dopo un giorno ci aggiravamo per la casa terrorizzati dal poter fare qualche cazzata. Io, ad esempio, ho usato un asciugacapelli e poi ho curato di arrotolare i fili con precisione chirurgica e maniacale che manco un gerarca nazista, in modo da lasciare tutto ordinato e preciso. L’avessi mai fatto, mi ha piantato un casino che così si rompe, che i collegamenti elettrici saltano, che l’apparecchio va in corto, che la casa si incendia, e che il mondo va a puttane…
Cicerone di ottima qualità, ci ha portato a spasso per le Marche raccontandoci di arte e cultura, di storia e pettegolezzi con dovizia di particolari e chissà quante puttanate inventate al momento.Si è immedesimato così tanto nella civiltà marchigiana del ’400-’500 da perdere lievemente il controllo di sè, ritenendosi nipote legittimo di Federico da Moltefeltro (che chiamava affettuosamente Zio Fede…) e decantandoci il palazzo ducale urbinate come se fosse casa sua (e quindi anche qui abbiamo dovuto stare attenti a non rigare il pavimento o ad appoggiarci ai muri)
Unico uomo al mondo a prendere un thè caldo il 15 agosto in Salento, l’Altro Bonzo ci fa fatto però assaggiare il meglio della cucina marchigiana, tra cataste di costine di agnello, quintali di maccheroncini all’uovo, secchiate di fritti all’italiana, olive all’ascolana come grani di un rosario infinito, fino a che saturazione delle arterie non è sopraggiunta.
Scarsissimo giocatore di risiko, ci ha deliziato di un pigiama a quadrettini di rara ed antica bruttezza, autentico anticoncezionale fatto in casa, che nella mia immaginazione ho sempre fatto indossare al padre dei fratelli karamazov. Leggi il seguito di questo post »
Il Decalogo del Sacro Risparmio Casalingo
4 gennaio 2012Utile memento a me e a chi so io che, se seguito alla lettera, potrà apportare significativi risparmi alle casse familiari, ed evitare furibonde litigate con lancio di piatti, coltelli, mobili e fioriere.
1) Ogni volta che si esce da una stanza lasciando la luce accesa, muore un panda in Cina.
2) La lavatrice si mette in funzione dopo le 19. Piscerò personalmente su ogni capo lavato sfruttando la sanguinosissima tariffa mattutina, e la mia rugiada color paglierino laverà l’onta del sovrapprezzo pagato.
3) La prima cosa da fare appena svegliati è tirar su la serranda e ringraziare chi di dovere per la luce gratis che ci è concessa. Ripetere l’azione in tutte le altre stanze. Ogni volta che si vaga di giorno per una casa a serrande abbassate e luce accesa, un iceberg si distacca dalla banchisa polare e finisce addosso ad una ventina di pinguini inermi provocando una strage.
4) L’acqua è eterna? NO. Perchè la doccia dovrebbe esserlo? Allo scadere del 9° minuto consecutivo di acqua a palla, un coccodrillo è autorizzato ad uscire dall’attiguo gabinetto.
5) Lavarsi i denti con l’acqua che scorre a garganella, in un mondo perfetto, dovrebbe essere punito con la catapulta. Ma mi accontenterei dell’estrazione forzata di un dente ogni volta che capita. Alla 32° estrazione, in regalo una più economica dentiera.
6) Il riscaldamento centralizzato è un abominio che grida vendetta a Cristo. Pagare di tasca propria migliaia di euro per curare i reumatismi dei vicini è una crudeltà che solo Hitler o Stalin avrebbero meritato. Certo non io. Ma visto che ce lo siamo beccati, su acqua e luce bisogna instaurare un ferreo consumo da carcerati.
7) In una casa in affitto arredata in cui ci si resterà presumibilmente solo un annetto, il bugdet per personalizzarla è pari a 4,50 euro.
8) Ogni volta che si lascia un Led rosso acceso, un visone viene scuoiato vivo da un cacciatore in Canada.
9) I buoni pasto non sono premi vinti con i punti dell’Esselunga, ergo vanno spesi con saggezza senza sentirsi Pretty Woman con in mano la carta di credito di Richard Gere. Per ogni bene voluttuario comprato con un buono pasto in un impeto di shoppingmania, un bimbo indiano viene costretto a cucire palloni a Bombay.
10) Uscendo da casa controlla di aver spento lo spegnibile. Per ogni luce accesa dimenticata, la profezia Maia si accorcia di un mese.

Pubblicato da Paperoga 
